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saggezza vacante

Considerando che domani dovrei diventare un anno più saggia, stamattina:

  1. mi sono alzata e ho fatto tutto con mooolta calma, rallegrandomi di essere in anticipo. poi mio marito mi ha fatto notare che ho sbagliato a leggere l’orologio, e che erano le 8.20, non le 7.20 (anche perchè la sveglia era suonata alle 7.30…) e mi ho iniziato a correre. ovviamente avevo un appuntamento alle 8.30 in ufficio.
  2. sono arrivata così in riserva, ma così in riserva al benzinaio (sì, ovviamente dovevo anche far benzina) che per la prima volta in vita mia ho messo nel motorino 2 cifre di benzina. praticamente stavo andando a vapore.
  3. mi sono accorta di non essermi preparata il pranzo, quindi sono andata al bar (sì, dovevo anche far colazione…) e ho messo nel sacchettino la brioche della colazione per conservarla amorevolmente fino alle 13. in compenso così ho saltato la colazione (no, comprarne due e mangiarmene una a colazione e una a pranzo non mi è venuto in mente se non dopo che ero andata via).
  4. sono ripartita dal bar in motorino dimenticandomi di mettere il casco. per fortuna mio marito che era nei pressi mi ha rincorso e me l’ha fatto notare.

Al momento la saggezza latita…

Cronache vacanziere 1

Esperimento di quest’anno: weekend di vacanze al mare con famiglie di amici con figli.
Popolazione: noi (alias, la folle famiglia: il babbo, io, la paperella e la leprepazza), una famiglia con un figlio coetaneo della leprepazza (di qui in poi detto “il principe” vista l’innata passione per uccidere draghi), una famiglia con 3 figli di cui una coetanea della leprepazza (“la bionda“), “il medio” (8 anni) e “il grande” (11).
Meta: Pinarella di Cervia (the top!).

Giorno 1
Osservazioni sotto l’ombrellone.
Il babbo del “principe” (quindi “il re“), riemerso da una qualche performance draghesca in cui era stato miseramente abbattuto dal coraggioso figliuolo, osserva le mia figlie. La paperella è lattea, ricciola con sfumature di rosso nei capelli, piena di lentiggini  fino alle orecchie e ricoperta di crema e sta importunando “il grande” che tenta di leggere un giornalino. La leprepazza è un cioccolatino panciuto e biondo, con grande invidia di tutto il resto della famiglia, è stravaccata su un lettino e per rilassarsi stropiccia le orecchie al “medio“, che la lascia beatamente fare (non si capisce come, ma la leprepazza ottiene sempre quel che vuole).
Re, rivolgendosi a me: “Mi spieghi, esattamente, come hai fatto a fare una figlia irlandese e una normanno-calabrese?”
Lo sapessi…

Giorno 2
Entrando in acqua.
Il medio alla leprepazza (senza malizia): “ma lo sai che sei bella?”
La leprepazza si ferma, lo squadra, poi gli risponde con ovvietà… “CERTO!” ed entra in acqua.
Poveri noi, poveri noi…

Giorno 3
Sguazzando in mare.
Leprepazza, dirigendosi con decisione verso la Croazia, forte della sua ciambella galleggiante: “io vado di là!” e attacca e battere i piedini e a ridere, allontanandosi in fretta.
Babbo, raggiungendola a fatica, prova la strategia: “bello quileprepazza, pensa, non tocco neanche io!
L, dopo un attimo di riflessione: “io torno indietro!”
Senza il minimo imbarazzo…