Archive for » maggio, 2013 «

di casini e di pagnottelle

ho un sacco di cose da raccontare, che temo di perdermi, ma il vorticare di referendum bolognese, festa dei bambini, fine della scuola (e io ci lavoro) con relativa festa, compleanno della paperella, saggio, e casini “soliti” mi sta un po’ risucchiando. in effetti sto bene  ma ogni tanto mi piglia un po’ di ansia da annegamento.

ieri, tipo, era un giorno così.

poi sono arrivata a casa (tardi, come sempre in queste settimane) e ho visto, nella luce del sole che iniziava a calare, le patafrulle che giravano per l’aia in bicicletta, con due pagnottelle per uno in testa (chè le dade a scuola son più brave di me a far le parrucchiere e me le rendono al pomeriggio tutte belle acconciate coi capelli all’insù o a trecce, invece che con una testa piena di spighe ribelli come le spedisco io a scuola la mattina). e poi ridevano sgangheratamente, e ruzzolavano per terra, e si accapigliavano, si tiravano i capelli e si spingevano, e poi ridevano di nuovo, e inciampavano una sull’altra che parevano due papere ubriache, e mi si è sciolta l’ansia dal cuore ed è sgocciolata giù, in una qualche pozzanghera, con tutta la pioggia di questi giorni. e ho pensato che son felice, e che la mia vita piena di casini e di pagnottelle mi piace proprio tanto.

poi il momento poetico di contemplazione è stato infranto dalla leprepazza che mi ha visto, ha sfoderato le sue migliori fossette e mi ha travolto a braccia aperte. travolto proprio, nel senso che ha preso la rincorsa e mi è corsa addosso, e non ha frenato, proprio per niente, spatasciandosi contro le mie ginocchia (sai com’è, non sono incorporea)… nel frattempo l’altra, la maggiore, si sganasciava dalle risate. poi hanno ricominciato a giocare e tentavano di fare “la carriola”, ma nessuna delle due riesce a sostenere su il suo peso con le braccia, quindi il risultato era che una teneva sollevate a picco le gambe dell’altra, e l’altra smusava – naso, bocca e pagnottelle – contro le mattonelle dell’aia, tentando invano di fare forza con le mani per sollevare la faccia da quella posizione. litigio, risata, nuovo tentativo, nuova smusata.

dopo un quarto d’ora di questi esercizi ginnici abbiamo pensato che era ora di fare qualcosa di utile per la società, e ce ne siamo andate, col babbo, a montare, dipingere, commentare, razzolare, scompigliare (indovinate chi faceva cosa), la Festa dei bambini – festa di inizio estate, che inizierà giovedì 30 maggio al Parco Tanara di Bologna, tornando a casa, carichi di risate sulla faccia, pittura sulle mani, dolori alla schiena, pagnottelle in testa, a tarda sera.

papere anarchiche crescono

macchina. radio accesa. parte una canzone di gaber.

“un’idea, un concetto, un’idea 
finché resta un’idea è soltanto un’astrazione…”

la paperella si riscuote dalla trance da viaggio, con lo sguardo perso oltre il finestrino, e si protende per ascoltare.

“…se potessi mangiare un’idea
avrei fatto la mia rivoluzione!”

p: “giusto! mamma, questa canzone mi piace PROPRIO!”

…e ripiomba in trance.

mah….