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dal vivo

Evidentemente i viaggi in macchina sono i momenti in cui la paperella, costretta ad essere ferma, mette in moto le sue rotelline e medita sui pezzi di realtà nuovi che ha scoperto. Guarda fuori dal finestrino, tace per un po’, e poi tira fuori dal nulla una qualche affermazione. ad esempio, sabato…

p: "babbo, un giorno mi porti a vedere una partita di calcio?"
io allibisco: il calcio? la paperella, che impazzisce per le damine, le fate, le principesse, il rosa, i lustrini, il fucsia, le gonne, le scarpe, le ballerine? un miracolo?
b: "e perchè?"
io: "come, ma perchè? ma magari! dai, babbo, non perdiamo l’occasione!!"
p: "sì, però non in televisione, eh, voglio andare dove ci sono i calciatori che giocano"
b: "in un campo da calcio? ma a far cosa?"
io: "ma come, a far cosa, a vedere una partita, no?!"
b: "stai buona, moglie, che io ho capito..."
p: "voglio che mi porti a vederli così da grande ci posso andare anche io!"
io: "a vedere la partita?? ma ci sono tanti posti dove si gioca a calcio, mica solo quelli con le tribune, con tanti spettatori e la tv, che si chiamano stadi…"
b: "vuoi andare a vederli dal vivo, giusto?"
p: "sì sì, voglio andare a vedere i calciatori dal vivo, non quelli dai morti, no!"
io: "dal vivo vuol dire che vai proprio lì a vederli direttamente con i tuoi occhi da bambina viva, non attraverso la tv, "
p: "ecco, sì, voglio andare a vederli da vivo, dove giocano e c’è la tv che li guarda"
b: "e perché?"
io: "babbo, ricominci? ringrazia del miracolo e portala allo stadio! magari esce da questa iperfemminilità"
b: "paperella, spiegami cos’è che vuoi fare da grande per cui ti interessa andare allo stadio"
p: "voglio andare a vedere la partita di calcio dal vivo, allo stadio, perchè poi così imparo e quando sono grande ci vado io lì a giocare. così la nonnagiù, quando, guarda la partita alla televisione, mi vede!!"

… e mi pareva, che non fosse per essere guardata! il babbo c’aveva visto lungo… Nonnagiù, preparati a vedere la paperella in divisa e tacchetti rosa, tutta per te!

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scoperte al bagno

2 giorni fa, tornando a casa in macchina dall’asilo e guardando fuori dal finestrino.
paperella: "mamma, sai che CompagnoIgnoto fa la pipì in piedi?"
io (guidando): "ah ah…?"
p: "mi ha detto che i maschi la fanno in piedi"
io: "beh possono farla in piedi o seduti. invece le femmine la fanno sempre da sedute"
p: "eh, perché i maschi non hanno quella cosa arrotolata lì dentro"
io: "..."
leprepazza, intervenendo: "no, non è allotolato, è tutto steso lungo, sotto"
p: "eh, sì, lungo e dritto in giù, non arrotolato"
io: "…"
p: "e allora possono fare la pipì come vogliono, basta spostarlo. mamma, perchè si chiama pisello?"
l: "pelchè è velde?"
io: "no, calma un attimo, non è verde."
l: "e le bimbe non hanno la pisella, hanno la patatina."
p: "si dice anche passera. ma tutti i maschi hanno il pisello e le bimbe la patatina?"
io: "eh sì, sono maschi, sono fatti un po’ diversi. altrimenti sarebbero femmine, se fossero tutti uguali a noi, no?"
p: "eh già. mamma: piselli, patate, passere… che cose strane. senti che nomi tutti strani!!"
l: "fanno proplio lidele, queste cose coi nomi stlani!!!"

e giù a sganasciarsi… forse per questa volta ce la caviamo con una risata!

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una metafora ci seppellirà

qualche giorno fa, a colazione.
p: "mamma, mi sei nella pelle"
io (oddio, di nuovo?): "eh?"
p: "nella pelle. va bene, nella pelle?"
io: "mhm… come faccio a stare nelle tua pelle? e soprattutto, cosa ci potrei fare, lì dentro?"
p: "va bene, mi sei nel sangue"
io: "già più corretto, ma non nel senso che intendi tu..."
p: "uff, sei.. dove sei, mamma? come si dice per dire.. hai capito cosa voglio dire?"
io: "paperella, non potresti dire semplicemente che mi vuoi tanto bene?"
p: "no… è più bello nell’altro modo!"

 

ieri. la paperella sfogliava un libro di Natale (sentirà il freddo annunciato dai metereologi?)
p: "mamma, perchè Maria ha dato il bambino alla luce?"
io: "l’ha fatto nascere, perchè era arrivato il suo momento, era abbastanza grande per uscire dalla sua pancia"
p: "sì, la fatto nascere e poi l’ha dato alla luce. perchè? non poteva tenerselo lei?"
io: "eh??? no, l’ha dato alla luce è un modo per dire che è nato"
p: "è nato che c’era la luce?"
io: "no, è nato a mezzanotte, ti ricordi? Nel Presepe, con la stella cometa, il bue e l’asinello, gli angeli, i pastori… dare alla luce vuol dire nascere, perchè fuori dalla pancia c’è più luce che dentro".
p: "occhei, ho capito. però poi Maria a chi l’ha dato Gesù, se la luce non c’era?"
… non stiamo capiti…

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raperonzolo ha lasciato un segno

roma, vacanzina della follefamiglia.
l: "mamma, tu sei una mammonzola."
io: "io? ah bene, allora tu sei una leprepazzonzola."
l: "e lui è un babbonzolo e lei la papelellonzola."
io: "tutto chiaro!"
l: "e insieme siamo una bella famiglionzola!"

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grandi dichiarazioni

ieri sera. pavimento gelido della sala.
io: "leprepazza, dove sono le tue scarpe? e i tuoi calzini?"
l: "di sopra"
io: "come, di sopra? te li sei tolta di nuovo?? fa freschino, adesso, non puoi stare sempre senza!"
l: ""
io: "e perchè?"
l: "perchè così"
io: "e che vuol dire?"
l: "mi piacciono i piedini nudi. io vojo vivere coi piedini nudi. ecco."

stamattina, durante la colazione.
p: "mamma, mi sei rimasta nel cuore!"
io: "eh?"
p: "sei rimasta dentro al mio cuore"
io: "paperella, non vuol dire niente. son qui con te, dove dovrei essere andata? si dice "rimasto nel mio cuore" di qualcuno cui hai voluto bene e poi è andato via, ma tu continui comunque a volergli bene. e non via al lavoro e ci vediamo stasera, ma via e poi non lo vedi più per moltissimo tempo"
p: "ah. allora gli amici morti del mio babbo mi sono rimasti nel cuore"
io: "chi? quali amici morti?"
p: "quelli che sono andati in cielo, no?"
io: "ma quali?!?!?"
p: "qualcuno che era amico del babbo e poi è morto" (sottinteso: ci sarà pure, no, qualcuno?)
io: "a parte che non ne ho in mente, ma se anche fosse tu non li conosceresti!"
p: "vabbè, possono rimanere nel mio cuore lo stesso…"
io: "ma quando mai ci sono entrati? non li conosci, non ci sono mai entrati: quindi non ci possono rimanere!"
p: "beh, comunque nel mio cuore c’è rimasto qualcuno"

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