Archive for » settembre, 2012 «

favole da leprepazza

l: "ciao mamma, giochi con mèèèè?"
io: "sì, a cosa?"
l: "io e te siamo le plincipesse, il nonno è il le e la nonna la legina."
nonnogiù: "e cappuccetto rosso?"
l: "c’è anche lei con noi".
io: "ah, e cosa facciamo?"
l: "la luota però è scomoda, allola andiamo a cavallo."
io: "la luota? mhm… ok. tutti insieme?"
l: "sì. il le, la legina, le plincipesse e cappuccetto losso."
nonnogiù: "e il lupo?"
l: "è al melcato".
io: "al mercato? e a far che?"
l (un po’ infastidita dall’ovvietà della domanda): "a complale la focaccia!"
io: "ah. scusa. certo. e che se ne fa della focaccia?"
l: "mamma, dààài, la focaccia e il vino pel la nonna, che è malata!"

(questo è un breve assaggio dall’ampia raccolta di favole raccontate dalla leprepazza sul tema: "il lupo premuroso &co.")

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deliri mattutini

è ricominciata la scuola, e con essa i nostri risvegli lanciati.
1 ora di follia, 6.45-7.45, tra quando suona la sveglia e quando – coccolati, pipìati, lavati, vestiti, nutriti e con i letti rifatti – ci ritroviamo pronti a iniziare una nuova giornata nei rispettivi luoghi di lavoro. nel senso, io alle 7.45 devo essere già a scuola, avete presente? il viandante alle 8.30 e le bimbe nel mezzo (portate da lui a scuola).

stamattina, nell’ora di punta di casa nostra, si sono aggiunti validi elementi di disturbo (perché non sia troppo facile):

  • la paperella ieri sera è tornata a casa gemente, rantolante, con 38.7, freddo, mal di pancia e tosse cavernosa. bene. organizziamoci (senza nonni) con turni i babysitteraggio e telelavoro deliranti. la paperella salta quasi la cena (tranne la pesca, che ci sta sempre), striscia fino al letto e sviene. fu sera e fu mattina. 11 ore dopo si risveglia come un grillo, sfebbrata, saltellante, di ottimo umore e quindi chiacchierante, affamata come un lupo dopo la traversata del deserto. si spazzola 2 tazzone di latte, 2 fette di megamuffin al cioccolato (fatto dal geco, ottimo!), tutte le briciole che trova in giro e poi, davanti al mio sguardo attonito, dichiara: "certo che vado alla mia scuola materna: perché no?". ecco, 3 volte all’anno questa scena si ripresenta. riorganizziamo al volo la giornata e ringraziamo tutti i santi protettori degli anticorpi misteriosi di questa bambina.
  • la leprepazza, subito dopo essere stata coccolata-pipìata-lavata-vestita, intanto che pettino la sorella fa la cacca addosso. segue una mezzora di delirio dove tra urla, pianti, voglio fare la cacca, no non voglio, sono piccola, no sono grande, minacce di rimpannolinamenti, messe a letto e in ultimo intervento meccanico per aiutarla a liberarsi si scopre che non ne ha più (argh!! sensi di colpa a gogò! come dobbiamo fare con ‘sta bambina?).
  • ovviamente in ritardo, ricevo messaggi da svariate maestre che mi informano che non verranno al lavoro causa improvvisa malattia dei figli e carenza di babysitter (gli anticorpi sul mercato li ha spazzolati tutti la paperella, evidentemente). trova le supplenze. mi precipito fuori a metà colazione per raggiungere la scuola con un pratico ritardo di una mezzoretta e cercare di risolvere tutto.
  • il viandante, imbufalito anche lui dal ritardo che le operazioni cacchiche della leprepazza gli stanno procurando e dai connessi sensi di colpa, si catapulta con le pupe in macchina, le consegna alla materna, si fionda in ufficio… e peccato che uscendo dalla tangenziale venga tamponato. (ah, dimenticavo di dirvi che la macchina è uscita ieri dal meccanico dopo l’ennesima rogna).

OK, ditemi che poi migliora…

 

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sessismi marittimi

in acqua.
p: "mamma, giochiamo che io sono la sirena grande e tu la sirena mamma?"
io: "va bene, vieni qui sirenetta."
l: "e io sono la silenetta piccola!"
io: "ok. vieni qui sirenettina. e il babbo? è la sirena babbo? cioè, il tritone, che è la sirena-maschio…"
p: "no no, lui non è un tritone. è un polipo."
l: "un polipo babbo, pelò."

in spiaggia.
p: "mamma, guarda che belle conchiglie ho raccolto!"
l: "anche io mamma, anche io, gualda! sono pel te."
io: "bellissime! tutte per me?"
l: "no, le gongole sono pel l’olnella che ci fa la pasta."
io: "giusto. e anche le cozze."
l: "ba bene, anche le cozze. e queste belle invece sono pel te."
io: "grazie, bella questa nera! e e questa tutta attorcigliata! e questa con le righine! e quest… che schifo, leprepazza, questo!?!"
l: "è un glanchio molto, mamma. ma non è pel te."
io: "no? e per chi è, scusa?"
l: "pel il babbo! le conchiglie belle sono pel te, i glanchi molti pel il babbo. aspetta, adesso vado a metterglielo sul blaccio."

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