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presepi

per la festa dell’Immacolata concezione abbiamo fatto con le bimbe albero e, soprattutto, presepe.
la cosa bella è che le bimbe l’hanno fatto anche alla materna, e la stessa cosa vale per il calendario dell’avvento. il risultato di questa felice combinazione è che, a quanto pare, hanno capito che a natale si festeggia la nascita di Gesù (non è la festa delle luci, né degli alberi con le palline, e nemmeno del barbuto rosso).
oh, non è mica poco!!

poi, la loro visione è sicuramente peculiare…

facendo il presepe, ad esempio, la paperella ha dapprima raccolto tutte le miniballe di paglia e le ha infilate nella capanna tra Maria e Giuseppe (che per parlarsi, a questo punto, avrebbero dovuto usare i megafoni. alla mia domanda: "ma scusa, perché le metti tutte lì? vanno distribuite un po’ in giro per le case e negli angoli della capanna)", mi ha guardato con gli occhioni spalancati e ha risposto: "ma mamma, così Gesù bambino sta più comodo!! visto che deve dormire sulla paglia..."
dopo averle spiegato che non serviva un pagliaio, ma bastava un mangiatoia, sono tornata in cucina lasciando a loro il completamento dell’allestimento.

dopo un po’ le sento bisticciare. mi affaccio, e trovo la leprepazza che – tra le veementi proteste della sorella – allinea tutte le statuine sul bordo del presepe, disposte in modo che guardino in fuori e diano le spalle alla capanna. "cogì ‘e vedo. ‘ono belle!!" si è difesa l’innocente. do le opportune indicazioni ("sì, leprepazza, ma il centro del presepe – e già che ci siamo, del mondo – non sei tu, è Gesù bambino") e torno in cucina, seguita dal suo sguardo incredulo.

altra discussione (la preparazione del presepe più discussa della storia della nostra famiglia) che però finisce, a quanto capisco dai toni, con un accordo. mi riavvicino, preparandomi al peggio.
maria e giuseppe sono nella stalla, con un po’ di paglia tra loro. e fin qui, tutto bene.
alle loro spalle l’asino, il bue.
e una dozzina di statuine varie.
io: "paperella e leprepazza, ma perché avete infilato lì dietro tutta quella gente?"
p: "ma mamma, nasce Gesù, è una cosa bella. sono i loro amici che sono andati in casa loro per festeggiare!"

ok, ok, non sarà una versione del presepe molto ortodossa… ma decisamente molto adatta a casa nostra!

ps. non ho foto per documentare gli stadi di questa costruzione, perché il nostro presepe di quest’anno è fluido, nel senso che ogni volta che una bimba ci si avvicina cambia qualcosa. ma è molto, molto bello! buon Natale a tutti… che sia bello… e in compagnia!!

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infiltrazioni notturne

la leprepazza, degna sorella di quell’altra, dorme in pose veramente sconcertanti…
potete trovarne esempi qui, oppure qui, o anche qui. per non parlare di qui.

ma stanotte si è superata, esprimendo nella stravaccatura l’essenza della stanchezza umana.
questa foto è stata scattata alle 23 circa.

all’1.50, l’istinto di sopravvivenza mi fa socchiudere gli occhi appena in tempo per notare la porta della nostra camera che si socchiude.
rapido scalpiccio e prima di capire che sta succedendo vedo una duna formarsi sotto il piumone del lettone e avanzare verso di me. dopo un secondo mi ritrovo 9 chili di leprepazza spalmati a pelle d’orso (cioè esattamente nella stessa posizione della foto delle ore 23) sulla pancia, e un arruffato gomitolo di capelli biondi in bocca.
soffoco una risata, resisto alla tentazione di abbandonarmi al teporino e riaddormentarmi (il che costituirebbe un pericolosissimo precedente) e protesto:

io: "leprepazza, cosa ci fai qua? guarda che me ne sono accorta… fila nel tuo letto!"
l: "gnò!"
io: "babbo, intervieni se non vuoi trovarti anche l’altra qui tra mezzora!"
b, sbadigliando: "vieni qui pazzoide, si torna nel tuo lettino."
l: "gnò. vojo stare di qua!"

fortunatamente lo stoico babbo l’ha sollevata di peso e rimessa nel suo letto, troppo stanca anche per protestare.
e come se nulla fosse, l’infiltrata si è ristravaccata nel suo legittimo posto. per stavolta, l’abbiamo scampata.

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smontaggi

domenica mattina. il minimeo razzola per casa tirando in terra con grande soddisfazione (e alte grida della paperella) tutti i giochi della sorella che riesce a trovare.

io: "minimeo!! piantala di buttare tutto per aria! smetti di fare l’unna e vieni subito qui!"
m: "cì mamma, io unna: unna, ddui, treeee…"

domenica pomeriggio. le patafrulle sono nella vasca da bagno, io e il babbo in camera che prepariamo i vestiti per quando escono dall’ammollo. si sente un gran sguazzare e ricchi scrosci d’acqua. il babbo accorre e trova le due che ridono come iene, e il pavimento di tutto il bagno disseminato dei giochi da bagno delle bimbe (ovviamente fradici e insaponati), lanciati dalle due pazzoidi ovunque.

babbo: "paperella, ma come ti viene in mente?? e chi asciuga, dopo?"
p: "babbo, tu non ti preoccupare. dopo asciugo e pulisco tutto io."
m: "e a’cche io!!"

ecco come smontare due belle sgridate domenicali…
ed ecco qui infatti uno scatto in cui si nota come le due complici, lavate e ripulite, simulino poi un carattere mite e natalizio al momento delle foto.

già che ci siamo, approfitto per una comunicazione di servizio: il minimeo è definitivamente evoluto in leprepazza, complice da un lato il suo folle amore per l’omonima filastrocca ("piazza, bella piazza, ho incontrato un leprepazza!…"), da un altro lato il suo nuovo carattere pazzoide, e da ultimo il colore dei capelli, che come potete vedere qui ormai di minimeistico – nero e sparato sulla testa – non ha proprio più nulla. w la leprepazza!

ps. curioso notare come entrambi i nomi delle mie figlie in questo momento abbiano origine da filastrocche in cui la protagonista è una bestiolina pazzoide che finisce in padella… che il mio subconscio stia tentando di dirmi qualcosa?

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l’ornitorinco imperversa

… a proposito di ornitorinco.
qualche giorno fa sono andata a trovare lo ziogiù in ospedale, e mi son portata dietro marito e bambine.
a parte il pacchetto esagerato di corse, risate ed urla che hanno sparso per l’ospedale, hanno dato il meglio di sé in un gioco.

paperella: "facciamo che io sono un animale e voi dovete indovinare…" e, ignara delle proteste ("ma stai un po’ buonina, ssh, siamo in ospedale non si urla") comincia a gironzolare sbattendo le braccia.
pubblico, che non riesce a restare impassibile davanti alle evoluzioni paperellesche: "la farfalla!"
p: "bravi! adesso tocca al minimeo… dai minimeo, fai un animale".
si avvicina al minimeo che la guarda piuttosto perplesso e le urla in un orecchio: "fai la capra, dai!"
m, facendo due passi in giro con aria furba: "beeeee!"
poi, colta da illuminazione, inizia a a sbattersi una mano contro il mento gridando "ba’bbetta!!! ba’bbetta!!"
pubblico, rotolando dalle risate: "una capretta!"
grande esultanza delle attrici.
p: "adesso io. cosa sono?" e inizia a camminare a gattoni, strisciandosi nelle nostre gambe "miaaaaoooo..."
pubblico: "un gattino!!"
p: "sììì, bravisssssimi!!… un gattino!! adesso tocca a te minimeo: fai l’ornitorinco!"

…ora, ok la gelosia fraterna, ma: la capra e l’ornitorinco???

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parlo, quindi sono

stamattina appena suonata la sveglia mi porto nel letto un fagotto di paperella semiaddormentato (sì, le conversazioni tra me e lei delle 6.45 nel lettone sono tra le migliori).
per cercare di iniziare a svegliarla, inizio un solito gioco della mattina.
io: "ma cos’è arrivato in questo letto, un gattino?"
p (iniziando a ridere): "nooooo"
io: "ah no? allora forse è una pecorella?"
p (socchiudendo gli occhi): "noooo"
io: "accidenti, mi son sbagliata. eppure avrei detto di sì… che cos’è, allora, un ornitorinco?"
p: "noooo"
io: "no? davvero?"
p (ormai decisamente sveglia): "no. vedi? io parlo. gli ornitorinchi non parlano. io parlo, e quindi sono una bimba."
io: "sicura? magari sei un raro esemplare di ornitorinco parlante…"
p: "no, no, mamma. solo i bimbi parlano. io parlo. quindi sono una bimba."
pausa di riflessione
p: "... e poi gli ornitorinchi non mangiano mica il latte coi cereali!"

… potenza del sillogismo…

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il ritorno dei mostri

ieri sera.

io: "allora buona notte e sogni d’oro, minimeo. buonanotte e sogni d’oro paperella"
p e m: "buonanotte! ‘otte!"
faccio per uscire, quando…

p: "mamma?"
io: "?"
p: "io ho paura dei mostri."
io: "ma quali mostri, paperella?"
p: "solo di quelli cattivi, mamma!"

…come contraddirla?

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