Archive for » agosto, 2011 «

girotondi di cielo e di mare

mare. nel senso proprio di acqua.
la paperella schiavizza a turno genitori, zii, conoscenti ed innocui passanti per giocare con lei in acqua.

p: "zio Nanna [nome di fantasia che corrisponde alle capacità sovrannaturali del soggetto], mi fai fare pesce-pesciolino?"
lo zio guarda i genitori in cerca di suggerimenti.
nessuna vaga idea su cosa sia questo gioco.
z: "come si fa, paperella?"
p: "si fa che stiamo nell’acqua bassa. poi tu mi prendi per le mani e giri giri giri forte forte. e poi mi riappoggi giù"
z: "ah, ho capito, ti faccio volare in tondo e poi ti rimetto giù nell’acqua"
p: "si, dai. giochi con me?"
z (rinomatamente dal cuore ipertenero): "certo! ecco vola-vol, ah no, pesce-pesce-pesciolinooooo, giù!"
p: "eh eh… ancora, dai!"
z: "va bene. pesce-pe…." e così via per altre 3-4 volte. poi…
p: "dai zio, anc…oooh…. " barcolla e finisce seduta a mollo. fortunatamente l’acqua a vizer e veramente bassa, anche più bassa della paperella.
z: "tutto bene?"
p: "sì. no. zio, mi gira la testa!!"
z: "eh, capita a volare tanto in tondo…"
p: "no no, zio, anzi, non mi gira la testa: MI GIRA IL MARE!"

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il brivido della trasgressione

domenica sera, appena rientrati dalle ferie, chiamo i nonnigiù per rassicurarli sul fatto che siamo arrivati sani e salvi.

CLICK.
io: "ciao nonnogiù"
n: "ciao, aspetta, ho da fare, ti passo tua figlia"
p: "ciao mamma! mi manchi!"
io: "ciao paperella, non mi vedi da 2 ore, dai, è presto! cosa fai?"
p: "mangio i biscotti. quelli che la nonna non deve comprare più perchè così non li mangio. così li finisco."
io: "AH."
p: "e poi ho giocato un sacco, e ho guardato un sacco la televisione, heidi, anche se non pioveva"
io: "PURE!"
p: "e sì, anche se non si potrebbe me l’hanno fatto fare"
io: "BENE…"
p: "e tra poco mangiamo. mamma quando vieni a portarmi alle fontanelle a mangiare la piadina??"
io: "AAARGH!"
p: "ti passo il nonno, ciao mamma, io mangio"
io: "nonno?"
n: "eeehm, ho da fare, mi passa la pasta, devo scolare le trofie, devo nutrire le nipoti ho fretta ciao."
CLICK.

credo che dopo questa rivelazione di tutti gli altarini nonnici e delle cose vietate che le pupattole fanno appena noi usciamo di casa, i nonnigiù smetteranno di passarmi al telefono la paperella-fin-troppo-parlante!

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nostalgie paperelloidi

pensavo di essere una mamma non troppo appiccicosa e smielosa.
poi…

poi ieri sera ero a casa, per la prima volta dopo 28 giorni senza pupattole, e risistemavo valigie, riattaccavo frighi, riaprivo un varco nella giugngla del giardino, riarieggiavo camere, e mi è finito in mano un bavaglino con su scritto "paperella". e mi è venuto il magone da lontananza, dopo ricche 3 ore che non la vedevo…

poi stamattina ho chiamato i nonnigù per una questione tecnica e la paperella ha voluto parlarmi. e ha attaccato così: "mamma, lo sai che mi stai mancando proprio un sacco?" e nella mia pancia si è mosso un drago sputafuoco, altro che un rospo.
e poi l’innocente ha aggiunto: "quando vieni qui che mi porti a mangiare la piadina alle fontanelle, eh, mamma??? quando??!"

perfidissima et ingrata paperastra…

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cliché riminesi infranti

quando sei al mare con le tue figlie piccole e i tuoi genitori e la tua nipotastra sedicenne,
quando la santa nonna ti permette una (anzi, parecchie) serata di libertà tenendosi entrambe le nipotine dal tramonto all’alba,
e quando torni a casa zitt zitt pochi istanti prima di trasformarti un zucca la tocco della mezzanotte, e dai due giri alla porta per sicurezza, prima del meritato riposo,
poi succede che,
nell’inaspettato silenzio, tu scopra che sia il nonno, sia la nipote sono ancora fuori a far baldoria!
…ma non eravamo noi i giovinastri tiratardi e nottambuli?
vado a togliere la doppia mandata, vah, sennò li faccio dormire entrambi sullo zerbino.
 

quando invece è il calar del sole, e stai tornando a casa con la macchina nel consueto tragitto viserbella beach-rimini casa dei nonnigiù,
quando vorresti andare a mettere a nanna due patafrulle cotte dal sole e dal mare e dagli amici, e dal bagno perpetuo, e dalle patatine e dalle olive dell’aperitivo, e dai succhi e dai lecca lecca, e dalla baldoria, e dai cappelletti al ragù e dagli elastici colorati nei capelli e dagli strapazzamenti di guance, codini e culetti da parte dell’intera spiaggia,
quando vorresti mettere su un cd di musica conciliante, che inizi a rilassarle e a prepararle al sonno, con le ninne nanne da bimbi magari o chessò, un po’ di ballate irlandesi soft,
quando entrambe le figlie si mettono a strillare come aquile perché la musica non le soddisfa, e tu ti trovi a fare il dj e a cambiare cd per trovare qualcosa che possa andar loro bene e permetta a te di riposare le orecchie provate dalla giornata, almeno per un po’,
poi succede che
l’unica cosa che aggrada le patafrulle sia un cd di sigle dei vecchi cartoni animati,
ed in particolare succede che
la sigla di chiusura per rilassarsi un po’ durante le giornate riminesi della follefamiglia, sparata ad alto volume (ovviamente a finestrini aperti) girando in auto per rimini verso l’agognata casa dei nonni, sia:
SPIDERMAN, TU SEI L’UOMO RAGNO!
… ma non avevo fatto due femmine?

 

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