Archive for » luglio, 2011 «

parolacce

io: "paperella, ma come ti sei incastrata? vieni qui, fammi vedere la maglia. ma questa manica come c…"
p: "questa manica come casso è?"
io: "…. questa manica come cappero l’hai girata?" (fulmine al babbo con lo sguardo).
b (che non coglie il senso dello sguardo): "paperella, com’è che hai detto?"
p, obbediente: "come casso è la manica? è una manica del casso! ho detto che è una manica del casso, babbo!"
b: "ma no, ma non si dice, è una brutta parola, non si dice!!"
p, candida: "casso? ma babbo, allora perchè tu ieri l’hai detta?"
…fulmini della mamma saettanti nella cucina…
b: "io?!?! noooooo, io?? IMPOSSIBILE! quando l’avrei detta, secondo te???"
p: "ma sì babbo, in macchina ti ricordi? quando lo sciocchino in motorino guidava davanti a noi, hi detto: ca.."
b: "no no, quale sciocchino, quale motorino? io non so, non c’ero, non c’era lui comunque non è colpa mia…."
m: "sgrowwwwwwwwwwwwwwwwwwwwl…."

il prossimo che pesco a turpiloquiare in casa, lo scotenno.

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certezze sugli uomini

io: "paperella hai giocato coi bimbi del campo solare?"
p: ""
io: "con chi? come si chiamano?"
p: "mhm… non me lo ricordo"
io: "nemmeno uno? proviamo… ce n’è uno che si chiama M?"
p: "NOOO, M era all’asilo con me!!"
io: "sì, lo so, ma magari ce n’è un altro al campo dei grandi con lo stesso nome"
p: "no mamma, è impossibile."
io: "impossibile?"
p: "M è solo M. perchè lui è unico."
io: "...’spetta che vado a chiamare la sua mamma, va!"

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ossimori

p: "mamma oggi io devo scappare a lavorare!"
io: "a lavorare? no, tu vai a giocare al campo estivo della scuola dei grandi"
p: "esatto, io scappo a lavorare giocando al campo estivo."
io: "ah. scappi?"
p: "sì, scappo. ma con calma, eh? piano piano, mamma."
io: "bene. andiamo, allora?"
p: "no. sì. ma io scapperò ieri mattina, eh?"

l’importante è avere le idee chiare…

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questione di identità

venerdì sono andata ai colloqui di fine nido del minimeo. che a solo un anno e mezzo, a settembre, si lancerà nel magico mondo della materna – sez. primavera.
magari fa ridere pensare a colloqui sull’anno scolastico di una patafrulla alta 2 mele o poco più (è intelligente ma non si applica? ha studiato con costanza raggiungendo gli obiettivi previsti?) ma in realtà sono stati un momento molto bello e importante.
intanto perché ho sentito un altro punto di visto su di lei, perché ogni scarrafone è bello a mamma soja… ma se sono 2 dade che ne vedono a decine, a dirti che è in gamba, ti fa più effetto.
e poi perché hanno centrato un punto che io non ero ancora riuscita a mettere a fuoco, un punto importante. e allo stesso tempo, ci han fatto un gran complimento.

"non conosco bene la paperella" ci ha detto con la consueta dolcezza la dadamì, che nella scala di adorazione del minimeo è un gradino più in su delle nuvole "ma da quello che posso dire del minimeo e da quanto vedo di sua sorella in giro per il nido, le vostre bimbe sono diverse come il sole e la luna. però una cosa in comune ce l’hanno: hanno entrambe un’identità forte. sanno chi sono, con certezza, e da questo si muovono per capire anche cosa vogliono. questo mette al centro del loro cuore un nucleo forte, che permetterà loro di affrontare qualsiasi ostacolo di crescita. e questa certezza, guardate, può venire loro solo da voi".

… complimenti all’occhio clinico.
io non c’ero ancora arrivata, ma è esattamente così.

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al telefono

brandelli di telefonate tra la bassa (bologna) e il mar (rimini):

"mamma, ma dov’eri? non ti sentivo da un sacco!!"
"ero e sono a bologna. e tu cosa fai al mare?"
"ieri la lucia mi ha fatto così e così, sai mamma?"
"così come? non ti vedo, devi raccontarmelo!"
"così e così. e allora io le ho fatto così. ecco. così impara!"
"... … nonni?? NONNIIII???"

"babbo, come stanno le bimbe?"
"ti passo tua madre"
"mamma, perchè il babbo di rifiuta di parlarmi delle mie figlie? non le sopporta più?"
"noooo, che dici, è feliciissiiiimo. solo, per dare da mangiare mezza porzione allo pterodattilo ci mette 1 ora e mezzo, col ricatto del sorso d’acqua.. ed è un po’ provato, ecco"
"un’ora e mezza? ma dopo 15 minuti mandatela a letto se non vuol mangiare!!"
"e poi come fa ad arrivare a mattina, povera?"

"mamma, forse le sta spuntando un dente, dai un’occhiata in bocca"
"e come faccio?"
"chiedile di aprirla!"
"pterodattilo vieni qui, apri la bocca… ecco, brava… apri, dai, apri, AHIA!!!"
"mamma?"
"non sono in grado di verificare, mi dispiace"

"paperella, cosa fai al mare?"
"gioco. senti, mamma, è vero che abbiamo a casa un bambolotto che fa ciucci ciucci?"
"eh??"
"è vero che ho il bambolotto che fa ciucci ciucci? l’ho messo sulla mia libreria così la mia sorella non ci arriva."
"EH??"
babbo: "sì sì, ce l’abbiamo, dille di sì"
"uh? sì sì, paperella, c’è. (babbo, che è il bambolotto ciucci ciucci?"
"un bambolotto regalatole per il compleanno, che se gli premi la pancia fa il verso come di dare baci…"
 

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nido

ieri è ufficialmente finita l’era del nido delle mie patafrulle (copyright dadabì). ora ci sono 3 settimane di prolungamento opzionale, in cui le 3 dade si alternano.
e poi l’anno prossimo la paperella andrà alla materna e lo pterodattilo verrà preso come anticipatario nella sezione primavera della stessa materna.

quest’anno del nostro nido si è parlato un sacco, sotto un sacco di profili: edilizio, economico, sindacale, politico, amministrativo, guerrigliero, residenziale. lo volevano chiudere a luglio, e abbiamo ottenuto per ora una piccola proroga. e poi non si sa. stanotte, con un po’ di magone, non pensavo a tutto questo. o meglio, pensavo a tutti questi aspetti, ma soprattutto a quello che il nido roselle è stato in questi 2 anni per le bimbe e per noi grandi.
e soprattutto pensavo: ma le patafrulle, come lo descriverebbero? e ho pensato…

il mio nido è un viaggio, dall’ombelico al cielo
il mio nido è un biscotto, mi addolcisce la giornata
il mio nido è una coperta, da cui fare cucù!
il mio nido è una ciambella, mi abbraccia quando cado giù
il mio nido è il colore giallo, mi fa ridere e mi riempie di energia
il mio nido è un raggio di sole, mi fa aprire gli occhi al mondo
il mio nido è un giardino un po’ strano, dove spuntano tanti bambini
il mio nido è un rifugio sicuro, se appoggio la testa arriva una carezza
il mio nido è una patata: sempre buono, in tutti i modi!
il mio nido è un puzzle: di bambini, di dade e di sogni
il mio nido è un pezzo di lego: ci costruisco sopra tutto
il mio nido è un dudu da nanna: insieme a lui non ho più paura
il mio nido è un oblò di un aereo in volo: entra tutto il mondo, ma a pezzettini piccoli come me
il mio nido è una fionda, con 3 lunghe braccia: mi lancia in avanti quando io non ci riesco
il mio nido è un sorriso, un abbraccio, un saluto: una finestra tra la casa e l’avventura

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