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sessismo

meditazioni in bagno.

p: "mamma, se il babbo si siede qui ‘batte la testa?"
io: "sì, per questo tengo la finestra accostata. altrimenti sbatte contro l’anta, alzandosi"
p: "eh sì, il babbo è alto alto."
io: "beh, sì. e io?"
p: "tu no. tu sei bassa bassa"
io: "umpf. ah sì? e allora tu cosa sei?"
p: "bassa bassa anche io. come te. allora anche io sono la mojie del babbo?"
io: "no, paperelledipina. mi spiace per te, ma non è solo una questione di altezza…"

in sala.

p: "babbo giochiamo?"
b: "va bene, che gioco facciamo?"
p: "io sono la principessa"
b: "e io chi sono?"
p: "tu sei il principesso"
b: "ah. e ti devo svegliare con un bacio?"
p: "no no, tu dormi. sono io che ti sveglio. sta giù, se il principesso addormentato"
b: "bene. ronf."
p: "smack :* ecco fatto. ora sei sveglio. facciamo cambio"
b: "va bene. ora tu sei la principessa addormentata e io ti sveglio?"
p: "ma nooo babbo! io sono il principesso. tu sei la principessa addormentata. su, dormi, sei una bella principessa!"
 

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scatti di crescita e di grilletto

il minimeo è in un momento di scatti evolutivi.
ieri il babbo ha messo su flickr alcune foto che credo abbiano un mese, e a momenti non riconoscevo il minimeo.
è cambiata nella faccia, cresciuta e rilassata, è cambiata nell’atteggiamento verso il mondo, sempre incazzoso ma molto più sorridente e aperto, è cambiata nella comunicazione, in cui si fa capire molto bene.
i momenti più neri dell’ultimo anno, in cui urlava in modo furibondo senza che noi potessimo minimamente capire perchè, sembrano scomparire all’orizzonte. parlare non parla, o meglio, dice veramente poco, ma ha scoperto la potenza comunicativa dell’indice e ha imparato a scuotere il capino per dire sì o no.
le conversazioni tra lei e la paperella hanno qualcosa di surreale, con la grande che le racconta di tutto e le chiede pareri, e la piccola che la guarda attenta attenta e poi fa segno di sì o no con la testa.
nel breve novero delle sue parole (mamma, babba, pappa, acca, atta=ancora, ciocciceccia=sottiletta, ahia, papùm=son caduta) si sono aggiunte in questa settimana:

  • ta-dààà!!
  • cucù!

… da cui si capisce che siamo in una fase un po’ esibizionista…

a proposito di crescita: per i 3 anni della paperella, un compagno di asilo le ha regalato un costume da bagno (rosa, con tanti frutti colorai disegnati) a 2 pezzi + copricostume. credo che il babbo non si sia ancora ripreso dal colpo. improvvisamente ha scoperto che abbiamo due figlie femmine. e credo che stia acquistando la lupara.

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meditazioni religiose paperelloidi

la scorsa settimana, mentre mettevo a nanna la paperella, e dicevo con lei la preghierina serale:
io: "…amen. caro Gesù, facci passare una notte serena con dei bei sogni, e aiutaci a diventare buoni e santi come te"
p: "mamma?"
io: "buona nanna, stellina"
p: "mamma, io non voglio essere santa."
io: "ma non sai nemmeno cosa vuol dire! vuol dire essere buonissimissima!"
p: "però io non voglio che tu sia santa. voglio che tu sia mamma! per favore, sei la mia mamma?"
io: "… … …"
p: "per favore!!"
io: "sì sì, certo che sono la tua mamma. ma paperella, le due cose non si escludono! per me essere santa significherebbe essere una mamma buonissimissima!"
p: "ah. ba bene. allora puoi essere una mia mamma santa"
io: "…mhm.. grazie, sono felice di avere il tuo permesso…"

ieri mattina, facendo colazione:
p: "mamma?"
io: "eh? mangia i cereali, dai che siamo in ritardo (strano)!!!"
p: "sì mamma, ma io volevo dirti una cosa"
io: "dimmi"
p: "mamma, io voglio essere Dio"
io: "… … …"
p: "ba bene?"
io: "aspetta, in che senso, scusa?"
p: "che voglio essere tanto buona e non fare mai i capricci"
io: "ah, allora si dice ‘voglio essere come Dio’, cioè buona come Dio, non ‘voglio essere Dio’."
p: "ba bene, mamma, è lo stesso"
io: "no, non è lo stesso. ad esempio, tu vuoi essere il babbo?"
p: "no!"
io: "ma vuoi diventare grande e forte come il babbo?"
p: "!"
io: "vedi? tu devi cercare di essere ‘solo’ te stessa, solo chiara. una chiara grande come il babbo, e buona come Dio. ma sempre una chiara. e io sempre una mamma. magari una mamma buona come Dio, se ci riesco"
p: "ho capito, mamma" e si rimette tranquillamente a mangiare i suoi cereali.

…. ma secondo me continua a pensare che "essere Dio" sia meglio!!

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talking minimeo

ok, è ufficiale, parla.
poi, non si cura che le sua parole siano comprensibili, quindi per lo più non ce ne accorgiamo. ma dal delirio linguistico stanno cominciando ad emergere guizzi di parole. in particolare ci siamo resi conto che il minimeo dice LE VOCALI giuste, e le consonanti pressochè a caso. quindi in pole position abbiamo:

  1. "mamma". ormai deciso quando si rivolge a me, e talvolta usato, ma con meno decisione, per tutti i bisillabi dominati dalla lettera "a" (pappa, chiara…)
  2. "bpabbp(o)". versione superconsonantica di "babbo", usata unicamente per acclamare l’arrivo a casa del suddetto padre.
  3. (e qui inizia il delirio) "cioccictcetccia". ebbene sì, "sottiletta". devo aggiungere altro?
  4. "chhatcha". l’adorata paperella.
  5. "pappa". forte e chiaro.
  6. "acca o aggca o attcha o acqua" a seconda dell’ispirazione del momento.
  7. "alcia" vale a dire "altra" o meglio "ancora". usata per ottenere la rilettura compulsiva e a oltranza di "buzz mangiatutto" (ma perchè?) o un altra fetta di torta, o un altro pezzo di cioccolato, o la ripetizione di un certo gioco…
  8. "duddùa" ignoto, ma ripetuto e deciso. se qualcuno ha idee, ce le scriva.
  9. "aggghrrrr" verso di inconsulta ed irrefrenabile gioia pterodattila.

 

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m’ha fregato

il babbo stavolta mi ha fregato. ha scritto prima lui.
e allora vi tocca andarvelo a leggere sul suo blog: www.giuseppelanzi.com correte! :)

il punto è che la paperella, il sole di casa, oggi compie i suoi fantastici 3 anni.
e è di una bellezza da non credere. una bellezza dela persona (anzi, della papera), non appena una bellezza del corpo.
e io sono un po’ fuori di testa, per questa meravigliosa creatura.

ieri sono andata col babbo a fare spese. le abbiamo comprato, ad una cifra assolutamente ragionevole:

  • una lavagna magica grandisssssima (che le daremo stasera)
  • 8 bicchieri di winnipù
  • 8 piattini di winnipù
  • 8 bicchierini di winnipù
  • una ciambella con le gocce di cioccolata
  • 8 cappellini di titti
  • 2 candeline rosa a fiorellini con scritto "3" (una per lei, una per la sua amica marghe con cui festeggeremo mercoledì prossimo, perchè oggi al parco è tutto bagnato)
  • 1 confezione con 6 festoni ipercolorati
  • una trombetta

ieri sera dopo che è andata a nanna, abbiamo addobbato la cucina con i festoni, apparecchiato con le cose di winnipù e i cappellini (per lei e il minimeo, a presto le foto vero babbo???) e la trombetta, preparato sul tavolo latte e ciambella.
quando la paperella è scesa per la colazione ha sgranato i suoi occhioni grandi e fondi come il mondo, si  guardata ben ben in torno e ha esclamato:

"OOOHHH, CHE MERAVIGLIA!!!!

mi ha tolto le parole di bocca.
auguri, meraviglia.

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c’è la fe’tta?

 

ieri sera io e il babbo e diversi altri amici siamo andati ad aiutare a completare l’allestimento e il montaggio della piàchefantastica Festa di Inizio Estate, che da stasera a domenica rallegrerà il parco tanara di bologna (dietro il centro commerciale pianeta, tanto per capirci), una roba bellissima in cui praticamente la nostra famiglia si trasferirà in pianta stabile nei prossimi 5 giorni (e se qualcuno ci vuole incontrare, venire lì è un’occasione garantita!!).
abbiamo lasciato le bimbe, addormentate, in custodia alle nostre camerunensi preferite, nina, il suo bimbo canguretto che vuole camparle in braccio, e la sua maman.
in tarda serata la paperella tossisce e si sveglia, quindi nina si fionda in camera sua per calmarla.

p: "vojo il babbo, ‘ov’è il babbo?"
n: "il babbo è a preparare la festa, quella grande, dove vai anche tu domani"
p: "una fe’tta?"
n: "sì, domani andiamo tutti alla festa grande, al parco"
p: "domani? ah. però io vojo il baaabbboooo"
n: "allora facciamo così: tu comincia ad addormentarti, e intanto io esco e vado a chiamarlo in bicicletta, col canguretto.
p: "in bicicletta? col canguretto?"
n: "sì, però intanto tu mettiti qui buona a dormire, io vado a cercarlo"
p: "ba bene, però se vai in bicicletta col canguretto devi metterlo davanti, eh, non dietro?"
n: "… davanti?"
p: "sì pecchè dietro è pericoloso. il seggiolino avanti è per i bimbi piccoli, quello dietro è per i bimbi grandi. il canguretto è piccolo piccolo. devi metterlo davanti."
n: "va bene, paperella. grazie per i consigli. adesso dormi"
p: "sì, io dommo. tu vai a chiamare il babbo. in bicicletta. col canguretto davanti."
n: "buona nanna"
p: "…ronf…"

stamattina, per la cronaca, si è svegliata e ci è saltata sul letto al grido di "c’è la fe’tta, babbo, c’è la fe’tta! oggi andiamo alla fe’tta, dai!!"
abbiamo sudato sette camicie per convincerla che la festa è DOPO l’asilo, e non AL POSTO dell’asilo, e che non la freghiamo…

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