Archive for » aprile, 2011 «

deduzioni di 3a elementare

maestra: "bimbi, mi spiace, oggi manca la teacher*" (*maestra di inglese, nda)
bimbi: "noooo, perchè, maestra?"
m: "perchè è ammalata, non sta bene ed è restata a casa"
bimbo astuto: "macchè malata, maestra! lo so io perchè!"
m, perplessa: "ah sì? e perchè?"
bimbo: "ma è la teacher, maestra. oggi è andata al matrimonio di william e kate!"

obvious, no?

Category: varie  One Comment

pediatra di sale

dopo 5 giorni di febbre pasquale notturna umbra, mi decido a riportare la paperella dalla pediatra (da cui eravamo stati 5 giorni prima, decidendo di tentare di evitare l’antibiotico), per capitolare.
appena la porta si apre, lei trotterella dentro allegramente e chiede alla dottoressa:
p: "dottessa, posso mettermi qui a giocare un po’, vicino a te?"
d (un po’ stupita): "va bene, dai, devo preparare 3 ricette a questi signori (che hanno appuntamento prima di te), intanto puoi stare qui a giocare".
p: "grassie! hai sentito mamma? ha detto la dottessa che posso. io ‘to qui a giocare."
d: "brava paperella. allora, stai male?"
p: "no, non tanto, mia dottessa. solo un pochino da un orecchio, perchè ho preso sempre le medicine che mi ha dato l’altro giorno, quando sono venuta qui"
d (sgranando gli occhi): "l’altro giorno? quando ti ho visitato per l’otite, 5 giorni fa?"
p: "sì sì. adesso posso salire sul lettino? così mi visiti"
d (intimidita): "certo, sali pure. no, non c’è bisogno che ti tolga le scarpe, tanto devo visitarti solo l’orecchio e la schiena!"
p: "ma certo che devo tojjerle, non si sta sul lettino con le scarpe, altrimenti si spocca tutto. Eh!" (dottoressa, le buone regole di igiene, no?)
d (imbarazzata): "ah sì, giusto giusto. toglile pure."
p: "ecco, io mi stendo e mi volto così, ecco, su ‘ffianco, così puoi guardare bene dentro il mio orecchio, perchè mi fa male proprio lì, vedi? ecco, lì"
d (rivolgendosi a me): "ma… posso averla in prestito, ogni tanto? per mostrarla ai colleghi e agli altri bimbi?"
p: "no, io sto con la mia mamma. quando veniv… quando stavo venendo qui mi ha detto che dopo andiamo a fare la ‘ppesa. io e lei. al supemmecato. vero, mamma?"
d: "stavo venendo?"
p: "certo, stavo venendo. prima di arrivare qui, stavo venendo. prima. poi siamo arrivate qui."
d: "…"
io: "è sempre così, vede, dottoressa. anzi, ora ha la febbre".
d: "… non ho parole.
anzi sì. ne ho due: sono allibita
".

Category: varie  One Comment

ogni riccio un capriccio

ieri sera a scuola c’è stato l’incontro di presentazione del nuovo doposcuola.
bellissima cosa, bellissimo progetto, un sacco di chiacchiere con genitori nuovi e vecchi.
mi sono ridotta a casa, arrancando, alle 19.45 stramaledicendo la riunione di condominio prevista un’ora più tardi (per la quale si è altruisticamente sacrificato il marito).
non ho fatto a tempo a strascinare un piede in casa che….

babbo: "vieni vieni, corri, corri, guarda, guarda!!" balzellon balzelloni mio marito mi viene incontro, poi attraversa casa e giardino a grandi falcate, infilandosi poi nella casetta degli attrezzi, dalla quale riemerge sventolando orgogliosamente un paio di enormi guanti arancioni di gomma.
io: "… ehh??"
paperella: "mamma!! sciao, ma ‘ov’eri? non ti vedo da un’ora!!! vieni con me, dai, vieni!" e paperelleggia verso il giardino con entusiasmo.
io: "... eh?? veramente non ti vedo da 12 ore… ma dove vai, paperella, aspetta!"
minimeo: "aaaargghhhhhhhhhhghghg!! ghhghh mmmmaaaaamaaaaa aaaagghhh kkkkk." TUMP. e barcolla, inciampa e procede con 4 zampe, 2 gomiti, 1 maso e 2 ginocchia verso il giardino.
io: "ma che c’avete, tutti?"
p: "mamma, a me mi piacciono i cavalli. ho cercato i piccoli, ma non c’erano"
io: "uh? cosa mi sono persa?"
babbo: "tutti fermi, ci penso io, state indietro! se no vi fate male…"
io: "cosa c’è nel nostro giardino?"
babbo, con fare naturale: "guarda, mamma, c’è IL riccio!"
in effetti, una palla puntuta affiora tra le erbacce e le margherite.
io (respirando di sollievo, visto che nessun allevamento di purosangue è stato installato a mia insaputa durante le ore pomeridiane nel mio cortile: "oh, guarda che carino. hai visto paperella che bel musino che ha?"
p: "sì ma è nero. assomiglia a un cavallo!"
io (e ridajje!): "un cavallo? quello è grosso come un dente, di un cavallo! e poi tu un cavallo dove l’hai visto? parla piano, sennò si spaventa e rifà la palla"
m: "AAAAAAAAAAAGHHGGGGGGGGGGGGGGGGGGGKKKKKKKKKKKK! BA-BA-BA!"
io: "no, minimeo, non è un babau, l’unica cosa che hanno in comune sono le 4 zampe. che ora manco si vedono perchè dopo quest’urlo è tornato a far la palla"
p: "non è un cane, sembra un cavallo!! a me piasce stare sopra un cavallo"
io: "ma che ne sai? e no, non puoi provare a montarci sopra, che punge. e poi non assomiglia a un cavallo, è un riccio. come lo chiamiamo?"
p: "non lo so"
io: "beh, trovagli un nome. inventalo."
p: "mmm.. riccio, come ti chiami?"
il riccio fa la palla. io sospiro: tutte le bimbe del mondo danno i nomi alle bambole sul passeggino e agli uccellini nel cielo, e la mia al riccio LO CHIEDE. vabbè.
p: "ho capito, si chiama titti."
io: "titti? è una femmina?"
p: "no no, è un maschio. si chiama filippo. buonanotte, filippo, io adesso vado a cena!"
m: "AAAAGGHHKKK, BABABABABA!!"

sì, buonanotte filippo, buonanotte babau. mangia il cavolfiore che ti ha messo vicino il babbo e vai a nanna anche tu, eh? pensare che credevo di aver avuto una giornata assurda. tu quando arriverai nella tua tana, stasera, avrai da raccontare ai tuoi piccoli che nel giro di 3 minuti sei stato scambiato per un cavallo da montare, per un cane da rincorrere, e per una femmina ignota di nome titti…"

Category: varie  One Comment

il re è nudo (la voce dell’innocenza)

la paperella gioca col geco. a un certo punto gli sale in braccio e poi in piedi sulle cosce, fino ad arrivare con la testa più in alto di quella del geco.
p: "gìo, [zio – la paperella chiama così il geco e un paio di altri "zii" non di sangue], ma ove sono i tuoi capelli?"
geco: "ehm… non ci sono più…"
p: "sono andati via?"
g: "beh, sì"
p: "e ‘ove sono andati?"
g: "sono caduti, paperella"
p (sgranando gli occhi): "sono caduti?? e tu non li hai raccolti??"
g: ""
p: "tu non li hai raccolti, e adesso sono ‘pariti?"
g (ritrovando la favella): "esatto. è per questo che la mamma ti dice sempre di raccogliere i giochi"
p: "eh sì. altrimenti poi ‘pariscono e poi non ci sono più. come i tuoi capelli."

…funzione educativa di una bella pelata…

Category: varie  4 Comments

chi decide?

p: "nonni, in casa mia siamo 3 femmine e 1 maschio"
n: "ah sì?"
p: "sì, 1 femmina grande che è la mamma, e 2 femmine piccole che siamo io e la luscìa…"
n: "e il maschio?"
p: "è il babbo. lui è un maschio grande e decide. decidono lui e la mamma"
n: "e in casa nostra?"
p: "siete un maschio grande che sei tu e una femmina grande che è la nonna"
n: "e chi decide?"
p: "tutti e due!"
n: "e se la nonna e la mamma si trovano insieme, chi decide, paperella?"
p: "mhm… se è in casa vostra la nonna, e se è in casa nostra la mamma!"

è un genio, questa bambina, un genio… e le nostre litigate sul fatto che in casa NON comanda lei, han dato qualche frutto!
però, questa storia delle femmine e dei maschi, mi dà più da pensare… come l’ha capito??

Category: varie  One Comment

archeobiologia: rituali notturni dello pterodattilo

io ho sempre dormito in posizione fetale. una delle maggiori fatiche delle mie gravidanze, infatti, è stata l’impossibilità ad arrotolarmi adeguatamente intorno alla mia panzona, fatto che ha messo a dura prova il mio sonno.
l’unica particolarità del mio arrotolamento è che, fin da piccola, prediligo stare rannicchiata non su un fianco, ma a faccia in giù e sedere in alto.
non so perchè, ma vi assicuro che si dorme che è una meraviglia (provare per credere). nel tempo mi sono abituata anche a dormire lateralmente, ma la mia natura predilige la posizione originale.

nessuno stupore, dunque, che la paperella tenti di prender sonno nella stessa posizione.
o meglio. fino a poco tempo fa era così.
negli ultimi giorni, in realtà, sta evolvendo in una fase scomposto-scoordinata che prevede la testa lanciata all’indietro in una postura improbabile, meglio se a penzoloni giù dal letto, le gambe con un angolo tra loro di almeno 130° ed il torace adeguatamente girato su sè stesso al massimo della torsione fisicamente possibile.
mah.

il meglio, comunque, lo raggiunge lo pterodattilo.
la bestiola, non paga di seguire le abitudini materne che prevedono in rannicchiamento a sedere in alto, si addormenta addirittura con i piedini divaricati e ben saldi sopra le lenzuola, le gambe dritte e tese come per stare in piedi, il sederino in alto, al vertice della posizione, e la testa piantata sul cuscino.
come se non bastasse questa surreale posizione a V rovesciata, siccome via via che si adormenta in questa comodissima posa tende a cadere da un lato o dall’altro, ha scoperto l’utilità delle sponde: le utilizza per reggersi in posizione anche mentre dorme (prima che la gambette, rese abbbastanza molli dal sonno, non la costringano a scivolaredolcemente verso il basso, in una forma più accasciata).
voi ditemi se vi pare normale.

dove sono finiti i  bambini dell’immaginario popolare, composti e angelici ALMENO nel sonno??

Category: varie  Leave a Comment

cos’hai lì?

ora della nanna. come da rituale, prendo in braccio la paperella e la porto su per le scale, fino al suo letto. è la sua coccola pre-nanna.
ieri sera, appena abbarbicata al mio collo, ha un momento di esitazione:
p: "ma… ma….?"
io: "che c’è?"
la paperella osserva perplessa, dalla sua posizione dominante, lo scollo (scarso) della mia maglietta. poi lo tira verso di sè e guarda dentro. poi rivolge gli occhi verso i sè e allara con le mani il collo della sua, per guardarci dentro. poi esclama, costernata:
p: "mamma, ma che cos’hai lì, che io non ho?!?!"
io: "ehm… lì dove?"
p: "lì, dentro la maglietta! da me non c’è niente!"
io: "beh, perchè non sei una mamma. ti ricordi quando la lucia era piccola e mangiava il latte dalla mamma? ecco, stava lì. sono come delle bottiglie di latte di mamma"
p: "però anche il babbo ce l’ha!"
babbo: "NO! QUESTA E’ CICC.. ehm… MUSCOLI, PETTO! non tette!"
p, pippiando: "e io, non ho niente, non ho?"
io: "adesso no, perchè non sei una mamma"
p: "ah. e lui (indicando il babbo) mangia da qui? non è giusto!"
io e il babbo, in coro "NO! SOLO I BIMBI PICCOLISSIMI"
p: "e perchè loro sì?"
io: "perchè non hanno i dentini, e quindi non riescono a mangiare nemmeno le pappine"
p: "ah, ma dopo non lo fanno più, quando crescono?"
io: "no, quando crescono mangiano le pappe come me e te e il babbo e lo pterodattilo"
p: "ah. allora va bene, mamma"

(…. e sennò??)

Category: varie  One Comment

pterodattilo

babbo: "ciao minimeo, sei contento che sono a casa?"
m: "aaaahhhhggghh"
io: "cucù, minimeo!"
m: "aaaahhhhggghh"
b: "vuoi la palla? prova a dire: paaaa-llllaa"
m: "aaaahhhhggghh"
io: "non gridare, indica, almeno! ah, hai sete! acqua?"
m: "aaaahhhhggghh"
b: "no, minimeo, metti giù! non si prendono da soli le fette biscottate, ti ho beccato!!"
m: "aaaahhhhggghh"

il minimeo è entrato in fase pterodattilo.
una paperella e un pterodattilo.
che famiglia pittoresca. quasi etnica…

Category: varie  One Comment

tipi di cane

ieri, vista la splendida giornata, siamo andati al parco.
cammina, cammina, abbiamo incontrato due ragazze sedute con a fianco un cane di razza collie.
il minimeo era in giornata storta e urlava come un pazzo.
la paperella si guarda intorno e poi dichiara: "sciao, uòppe!"
io: "eehh?"
p: "ho detto: sciao, voppe!"
io: "voppe? ah, volpe! no, non è una volpe, quello è un cane, paperella."
(le ragazze sogghignano. notare come la paperella, da brava bimba educata, saluti ogni forma di creatura vivente incontri per la strada, dalle vecchiette che si sdilinquiscono alle foglie degli alberi. fare una passeggiata con lei vale come un corso di biologia)
p: "no no, mamma, guarda: è una voppe. come nel mio libro."
(le ragazze sghignazzano apertamente)
io: "no paperella, è una razza di cani col muso appuntito e quel pelo folto, un po’ arancione. si chiamano collie, e sono cani."
p: "ah, ho capito mamma: quella voppe è un tipo di cane!"
(le ragazze rotolano sull’erba, e io per evitare il peggio procedo oltre).

cammina cammina, incontriamo la sua amichetta e i suoi genitori, e insieme procediamo verso i giochi dei bimbi.
dopo una svolta del sentiero, davanti a noi si immette un ragazzo con un cane, razza bulldog.
amica della paperella: "guarda, paperella, c’è un maialino!"
paperella: "no no, amica, è un cane"
(il ragazzo si volta tra l’offeso e il compiaciuto)
a: "no paperella: ha la pancia, è marroncino e guarda le zampe. è un maiale."
p (forte della discussione sul collie di poco prima): "facciamo così, amica: è un tipo di cane. va bene??"
a questo punto, abbandonato rapidamente il sentierino con le due contendenti, ho tagliato l’angolo, e mi sono rapidamente diretta ai giochi camminando sull’erba.

per concludere, aggiungerò che la sera, quando un amico ci ha chiesto: "paperella, ma al parco avete incontrato, che so, dei cani?", il mio genio del male ha risposto: "no no, solo tanti animali!"

Category: varie  One Comment