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credi di conoscerle…

oggi io e il viandante lavoriamo, e così pupe sono rifilate affidate alle amorevoli cure dei nonnigiù.

pochi minuti fa mi telefona nonnagiù e, con voce a stento trattenuta, mi apostrofa così:
"la tua paperella dorme ancora. sfido, io! MA LO SAI COS’HA COMBINATO OGGI LA TUA FIGLIA MAGGIORE?"
nella mia mente prendono forma immagini raccapriccianti di muri vandalizzati, ceramiche infrante, gambe di tavolo abbrustolite, vasi di fiori lanciati dal balcone del 5° piano. temendo fortemente il peggio (cioè il rifiuto categorico dei nonni a sciropparsela, da ora all’eternità) sciorino la mia voce più angelica e suadente e mormoro "sìììì, mamma? cosa?? (sottointeso: cosa mai può aver combinato di grave una piccola, dolce, innocente duenne?)"

"senti:dopo pranzo le ho messe a letto: lei nel letto da grandi – ovviamente con la sponda – e la sorellina nel suo lettino. ho tirato giù le tapparelle, spento la luce e sono uscita. (come al solito) augurando la buona nanna.
dopo un’ora sento un suono strano che proviene dalla camera e mi affaccio: la paperella è scesa dal suo letto (aggirando la sponda), ha dato l’assalto e scalato con successo le sponde alte del lettino del minimeo, ed è sfrombolata sulla sorella che stava al suo interno
."

"e il minimeo si è messo a piangere come una sirena!"

"ma tu non capisci niente delle tue figlie! macché! si son messe lì a giocare zitte zitte nel buio, tutte e due nel lettino, fino a quando non mi sono accorta che erano sveglie, e questo solo perchè il minimeo stava ridendo tanto sgangheratamente che persino io dall’altra stanza l’ho sentita!"

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pillole di natale a paperellandia 2

"mamma, quello nel libro è babbo natale?"
"sì."
"e il natale è il suo compleanno?"
"no, è il compleanno di gesù, ti ricordi?"
"di gegiù?"
"sì, dai, ne abbiamo parlato. e gesù, per festeggiare il suo compleanno, manda in giro babbo natale a portare i regali a tutti i bimbi buoni, così sono tutti felici e fanno festa con lui. perché lui vuole bene a tutti…"
"sì, anche a me. ma mamma, babbo natale è il babbo di gegiù?"
"…."

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pillole di natale a paperellandia !

"mamma, oggi all’asilo era natale"
"non era natale, era la festa di natale, perchè tra pochi giorni è natale"
"non è natale?"
"non ancora, ma a natale non sarai all’asilo e quindi lì lo festeggiate in anticipo"
"ah. ma oggi è venuto babbo natale"
"davvero??"
"sì, babbo natale che suonava la chitalla"
"bello! e cosa suonava?"
"suonava la cancioncine di natale!"
"ad esempio?"

"la cancioncina… mhm...
…gingombell, gingumbell, gingumbell a teeee!"

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povero lupo

viaggio verso prato (sempre lo stesso)

"mamma, canti una canzoncina?"
"no, paperella, non ne posso più, son 40 minuti che canto. invece guarda un po’ fuori, guarda che bel bosco!"
"è un bosco?"
"eh sì"
"dove vive il lupo?"
"(uhm…) beh, sì, ci saranno dei lupi"
"NO! e se vengono a mangiarmi?"
"(argh!) ma figurati! ci sono il babbo e la mamma, se il lupo prova ad avvicinarsi ce lo mangiamo noi!"
"bene"
"…"
"mamma, ascoltami: se viene il lupo noi gli saltiamo sopra."
"sopra il lupo?"
"sì. così lo rompiamo."
"ah, rompiamo il lupo. va bene…"
"e poi prendiamo le forbici e lo tagliamo tutto"
"tutto?"
"sì, tutto a pezzettini piccoli piccoli"
"ah."
"e poi, gli tagliamo anche LA CODINA! ecco! così non torna più!"
"…"

(povero lupo, ti consiglio con affetto di girare alla larga da viadeimatti, se non ti vuoi trovare rotto, tagliuzzato e pure decodato)

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piccole incomprensioni domenicali

1. in macchina, in viaggio verso prato

"mamma ‘ove andiamo?"
"a prato, dai nostri amici!"
" dai nostri amici?"
""
"bene!"
…passano 40 minuti…
"mamma, lo sai ‘ove stiamo andando?"
"sì, paperella, dai nostri amici"
"sì, a GIARDINO! allora, siamo arrivati?"


2. giochi sul letto.

"anf, uff, bleah! paperella, aspetta un attimo che ho un capello in bocca"
" come?"
"aspetta, sta’ fermina che ho un tuo capello in bocca"
"mamma, hai in bocca un CAMMELLO?!? nella tua bocca piccola??"

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quesiti dell’ora di cena

l’altro pomeriggio, poco prima di cena, è passata un’amica incinta, molto incinta, a trovarci. è bellissima, magra magra, luminosa, e con un pancione gigante.
la paperella, dopo essersela osservata per bene, le ha chiesto qualcosa tipo:
"è la tua pancia?"
amica panciuta: "sì, e c’è un bimbo, qui dentro. come quando la tua mamma aspettava che nascesse il minimeo."
io: "ti ricordi, paperella? anche io avevo la pancia, e poi è nato il minimeo. prima di nascere stava nella mia pancia."
p (pensosa, toccando con esitazione la pancia): "c’è un bimbo, qui, nella tua pancia?"
a: "esatto, proprio qui dentro"
p: "ah. e ‘ove passa?"
a (prendendo tempo): "intendi come c’è entrato o da dove esce? sono entrambe domande difficiline…"
babbo, intervenendo in soccorso "esce dall’ombelico!"
io e amica (un po’ piccate): "beh, non proprio! un po’ più in giù!"
p (inorridita): "dal mio ombelico??"
babbo, perentorio: "senti, paperella, ora basta fare domande esistenziali. ora di cena! non ora di domande! corri a lavarti le mani, e pensa alla pappa al ragù, eh?"
p: "sìììììììì!"
 

… salvati da ragù!

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la terza dimensione

la paperella ha scoperto i puzzle.
in particolare i nonnisù, custodi della tradizione cattolica familiare, le hanno regalato un libro sui miracoli di Gesù in cui c’è un puzzle con l’immagine corrispondente in ogni pagina (6 pezzi) e la paperella in quest’ultimo mese li fa e li rifà senza tregua.
ieri tentava invano di ricomporre la traversata del mar rosso, ma si ostinava a mettere mosè (composto da due pezzi dei sei complessivi) a testa in giù e, questo, non le permetteva di incastrarlo con il resto dell’immagine.
dopo diversi suggerimenti inutili sono arrivata all’illuminazione: "paperella, dove sono i tuoi piedi? in alto o in basso? e allora anche Mosè va messo come te: con i piedi in basso e la testa in alto, no?"
"ma, mamma, non ci sta, così, vedi??" mi ha risposto con voce paziente da maestrina, prendendo i due pezzi e mettendoli in verticale, uno sopra all’altro, in modo da ottenere un Mosè perfettamente dritto e a testa in su. in piedi. in piedi sopra la pagina, in modo perpendicolare, si intende.
come darle torto…

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il collo e la sciarpa

a natale, mi pare, dell’anno scorso un amico regalò alla paperella un bellissimo cappello viola con 2 punte, da vero folletto, e una sciarpina viola coordinata.
sarà che lei ha deciso di far pratica di scioglimento nodi sulla sciarpa, sarà che non sta ferma un secondo, fatto sta che la sciarpa è stata persa dopo poche settimane di utilizzo, circa un paio di mesi fa. ovviamente, visti i climi artici, in capo a due giorni gliene abbiamo comprata un’altra, a righe, che da allora porta al collo, ben infilata e incastrata sotto la giacca, tutte le volte che usciamo.

venerdì scorso, mentre mi riporto la paperella a casa dall’asilo, la mamma di una compagna la guarda e, ammirata, le dice:
"ma che bel cappello viola ha hai!"
p: "sì, è bello. anche la mia sharpa viola è bella. la mia sharpa viola. ommannaggia, ‘ov’è la mia sharpa viola? mamma, mamma, ov’è? ‘ov’è?"(sempre più ansiosa)
m: "paperella, ma come dov’è? l’hai persa che saran 2 mesi? abbiamo comprato questa nuova, guarda, ti ricordi?…."
p (in lacrime): "noooo, noooo, la mia bella sharpa viola!!!"
m (presa in contropiede da questa crisi tardiva): "ma dai, è passato un sacco di tempo! e poi, guarda com’è bella questa nuova, che ha le righe viola, ma anche rosa e bianche!"
p (dubbiosa): "è bella, mamma?"
m (con convinzione): "sì, è proprio molto bella"
p (consolata, rivolgendosi alla mamma della compagna): "hai visto che bella sharpa nuova che ho? me l’ha comprata la mamma perché ho perso la mia sharpa viola…" poi, all’improvviso colta dal panico: "mamma, mamma, MAMMA! ‘ov’è la mia sharpa nuova? ov’è? OV’E’? ho perso anche la mia sharpa nuova?"
m (cercando di estrarle la sciarpa da sotto la giacca): "ma no, paperella, stai tranquilla, è qui, intorno al tuo collo…"
p: " ODDIO, MAMMA! OV’E’ IL MIO COLLO? NON LO TROVO PIU’ MAMMA! L’HO PERSO!"
m (incredula): "paperella, cosa dici? è qui, il tuo collo… sotto la tua sciarpa nuova!!"
p (con evidente sollievo da scampato pericolo): "ah, mamma, eccolo qui. non lo trovavo più, il mio collo. signora, hai visto com’è bello il mio collo nuovo? sta sotto la mia testa, vedi? sì, sì, è ancora lì!"

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causa-effetto

ieri sera, 20.30 circa.
mamma, inferocita dall’ennesimo capriccio simultaneo delle puelle: "basta paperella, basta con questi capricci! adesso niente frutta, non vuoi più mangiare e allora andiamo subito a nanna!"
p: "nooooooooo, voglio ‘a peeeeraa! noooo, buaaaaa! uèèèèèè! non vojo andare a nanna, noooo!"
m: "troppo tardi, è mezzora che vai avanti con i capricci. adesso si va a nanna, ed è inutile piangere. se avevi fame potevi mangiare nell’ultima mezzora!"
p: "sniff, domani io non faccio capicci, mamma"
m: "va bene, se domani fai la brava puoi stare a cena fino alla fine, e mangiare la frutta. adesso dormi, paperella, ti voglio bene, buona notte"

stasera, ore 20.30 circa.
p: "mamma, io ho mangiato tutto! non ho fatto neanche un capiccio! mamma, io stasera vojo scejere ‘a frutta. e non vado a nanna. NO, stasera niente capricci, e niente nanna!"
m: … va bene, scegli la frutta, la mangi, con calma, perchè sei stata molto brava. e poi andiamo a nanna, ti ci porto io, ti faccio le coccole."
p: " con te andiamo a nanna, va bene, mamma. ma dopo, posso stare qui ancora 5 minuti prima di andare a nanna? io ti vojo bene, mamma…"

ha cominciato a ricordare da un giorno all’altro. e, soprattutto, è iniziata l’era dei "5 minuti, dai…"

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cantastorie alla rovescia

conversazione in 2 tempi. iniziata a cena, conclusa ne letto.

mamma, parlando con babbo: "e poi in biblioteca con il minimeo ci hanno fatto vedere questo libro per bimbi piccoli bellissimo, basato sugli avverbi di luogo, in cui c’è questa storia del sopra e del sotto, e c’è un lupo che…"
paperella: "nella pancia del lupo ci sono i porcellini."
m: "beh, sì. ma poi escono, eh?"
paperella: "sì sì, escono. e poi vanno a casa di biancaneve."
m: "... a casa di biancaneve?"
p: "sì, biancaneve. come la neve. bianca. biancaneve. hai capito, mamma?"
m: "uh, sì sì, ho capito. ma senti, e chi ci vive con biancaneve? i 7…."
p: "nessuno. lei vive da sola a casa sua. non con le altre pimpicesse. da sola."
m: "povera biancaneve, tutta sola… ma non ha amici?"
p: " sì uno. si chiama pinocchio."
m: "pinocchio?"
p: "sì, ma poi l’ha mangiato biancaneve. no, no, la balena. l’ha mangiato la balena. e anche il lupo."
m: "biancaneve o pinocchio? e l’ha mangiata la balena o il lupo?"
p: "mamma! ho detto che biancaneve ha mangiato la balena. e pinocchio il lupo, coi procellini dentro, nella pancia. hai capito, mamma? ascoltami, ascoltami bene!"

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