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l’importanza di avere delle orecchie

 Millillì. Dopo 4 giorni la paperella rivede il minimeo.

tump tump tump. "ciiiiiaaaa! caaaao come ‘tai?"
"eewww"
"bene, anche io ‘sto bene!"

"cia, hai un collo, lì?"
"eewww"
"sì chiara, certo che il minimeo ha un collo"
"ecco pecchè ‘tai bene. anche io ho collo, ma mio è gaande"
"..?!?" (esattamente quale legame c’è tra lo stare bene e l’avere un collo, secondo la tua logica paperellistica?)

"cia ha anche mani e pedi e bocca. e oeccie, chiccole chiccole. mamma, pecchè oeccie cia hono piccole piccole?"
"…ehm… per non sentirti troppo?"

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la scoperta del caffè

 millillì, bar del bagno38.

nonno e nonna bevono il caffè. la paperella, come ogni bimba che si rispetti, inizia a chiedersi com’è questa bevanda che tanto appassiona i grandi.
"nonno, caffè!"
"NO"

"nonno, caffè"
"NO"

"nonno, caffè"
"allora, facciamo così." il nonno astuto prende una bustina di zucchero di canna (il più amato dalla mamma), la rovescia dentro la tazzina del caffè ormai vuota e poi porge il tutto alla paperella, che lo afferra prontamente e brandisce il cucchiaino, quindi inizia la degustazione.

"paperella, allora com’è il caffè?"
"…ehm.. fa schifo."
e con aria disgustata e di nonchalance, allontana la tazzina.

caffè-chiara, 1-0
(schifo? SCHIFO? dove cavolo hai imparato la parola schifo??)

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questo blog ha una storia!

vorrei qui pubblicamente ringraziare il viandante che, oltre ad avermi sposata e ad aver creato questo blog, perchè le mie conoscenze tecnologiche sono infime, ha finalmente creato il pulsante per andare indietro nel tempo, nelle altre pagine!
quindi da ora è possibile leggere anche i post vecchi.

…mi sono appena accorta (guardando le statistiche di aggiornamento del blog) che l’ho aperto nel 2006, quando non ero sposata e non avevo figlie. non so se avrò il coraggio di andare a rileggere quello che scrivevo, e com’era la mia vita 4 anni fa. sicuramente non bella ed incasinata come ora. in effetti, che cavolo avevo da raccontare in un blog? mah, ‘sti giovinastri…

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tu vieni con me

pare, dai posti, che sia un po’ che io non passi di qui, ma in realtà ci sono. solo che riesco a farlo in ritagli cos’ piccoli che non faccio in tempo a scrivere.
aggiornamenti vari:
il babbo son 2-3 sere che riesce a dare la pappa al minimeo in modo un po’ più indolore. non che mangi volentieri, ma è meno tragica, e ci mette SOLO una mezzoretta. la nanna invece è ancora un miraggio. stanotte ha deciso di stare sveglia dal mezzanotte e mezza, per un’oretta circa. e poi, ovviamente, alle 6.30. ieri l’oretta è stata alle 5, l’altro ieri alle 2.30… mah.
la paperella è al mare, e lo spannolinamento è ancora bloccato. è un mese e mezzo che non si fa un passo, inizio a disperare. comunque domani la andiamo a recuperare e poi via in abruzzo, a casa della mitologica vicina di casa che ci ospita aggratis fino a ferragosto. e poi millilli, dai nonnigiù.
non so quanto riuscirò a vedere il pc, se avrò una connessione ed abbastanza respiro per raccontare qualcosa. ma questo blog, che è una piccola viadeimatti portatile, in qualche modo mi seguirà! magari con cadenze un po’ incerte ma… beh, in qualche modo farò!
anche perchè mi ci vuole un po’ di incoraggiamento per affrontare tutte ste battaglie! :)

ps. siccome domani si parte oggi sto cercando di preparare un pranzo consumando tutti gli avanzi, e non mettendo "a mezzo" nulla di nuovo. spero di non avvelenare il viandante, ma non ci giurerei… nel frattempo pulizie, lavatrici, lavastoglie. e le valigie sono ancora da iniziare. e stasera esco a festeggiare l’antico mostromarino. e domattina sono a fare il mio "lavoro volontario". quando le farò? probabilmente durante l’ora di veglia notturna del minimeo.

pps. ho conosciuto il mio nuovo capo. sembra una persona ragionevole. e questo è più di quanto si potesse dire di altri miei capi… staremo a vedere!

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difficile

il minimeo rifiuta fieramente la pappa, facendoci passare un’ora di inferno tutte le sera alle 19, con urla che per fortuna i vicini sono in ferie, altrimenti sarebbero venuti a chiederci lumi. il minimeo rifiuta pure l’acqua, se non dal bicchiere (con conseguente innaffiamento si sè stessa, di chi le dà da bere e dell’ambiente circostante). e da due notti ha ricominciato a svegliarsi alle 2.30, per un’ora e mezza o più. alla faccia del trend positivo che sembrava avere instaurato da 10 giorni.
la paperella, in compenso, continua un rapporto a fasi alterne con il pannolino per quanto riguarda la pipì. la pupù manco a parlarne.

…le battaglie di queste estate al momento ci vedono sconfitti su tutta la linea…
per fortuna oggi un’amica con minimea al seguito, poco più grande di lucia, ci rapisce e ci porta a scoprire un parco acquatico nei dintorni. così sbollisco temperatura e bollenti spiriti. bollenti nel senso che ribollo dal nervoso.
ci vuole uno stacco!
e domani a rimini, con paperella, minimeo e nonnigiù. non so se mi godrò il mare, ma di sicuro mi godrò la presenza degli adulti!!

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t’ho beccato!

domenica abbiamo passato una splendida giornata, con le bimbe e con alcuni amici, all’acquajoss, un parco acquatico vicino conselice.
costa come le piscine all’aperto di bologna, è distante uguale da casa nostra (35 minuti), ma ha una meravigliosa piscina per i bimbi, una per gli adulti, un’altra con le onde, 2 scivoli, un milione di canotti e salvagenti gommosi con cui giocare, la vasca idromassaggio, un sacco di ombrelloni, di verde, l’area picnic…
insomma, l’esperimento della giornata lì con le bimbe è andato benissimo.
hanno mangiato al sacco, fatto le dovute nanne, e sono state un sacco a mollo (chiara ha cercato di farsi crescere la branchie vivendo praticamente dentro l’acqua e facendo un milione di tuffi, tra lo stupore di tutti gli astanti: guarda quella bimba minuscola! ma non ha paura di niente! guarda che bella, che brava, che folle! etc.).

e poi, al ritorno in macchina, c’è stato un momento di tenerezza. la paperella si è sporta dal suo seggiolino ed ha appoggiato la testa in grembo al minimeo, che ha sorriso e ha iniziato a cercare di prenderle i riccioli e di farle le carezze. ovviamente nel tentativo le ha dato un milione di pizzicotti e unghiate. e la paperella? rideva, la guardava, e non si spostava.
ho guardato con la coda dell’occhio il babbo, che guidava molto piano e intanto osservava la scena dallo specchietto. c’aveva l’occhio lucido, il duro uomo di casa!

poi qualcosa del magico incanto s’è rotto e hanno reiniziato ad urlare come aquile, entrambe. cioè, come al solito :P
vabbè. prendiamo quel che viene. tipo la lacrimuccia del babbo, che resterà agli atti! :)

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il nido è finito, evviva il nido

 ieri sera, parlando casualmente al telefono con la mamma di margherita, l’amica più cara di chiara che fa il nido con lei, ho scoperto che – tadààà!! – il nido non finisce venerdì, come eravamo convinti noi, ma domani.
sarà che abbiamo letto male la circolare, sarà che mio marito non ha guardato i cartelli al nido, sarà che in questo periodo va sempre lui a pendere la paperella e, arrivando all’ultimo momento utile, non ha mai tempo di fermarsi a far due chiacchiere con le dade… insomma, ci siamo platealmente sbagliati.
così, all’alba di ieri alle 20, ho scoperto che oggi è l’ultimo giorno di scuola, per chiara.

un po’ mi dispiace non averlo saputo prima. volevo organizzare qualcosa di speciale per lei, fosse anche solo una cena con le cose che le piacciono di più, o al "istoante, o un giretto a una qualche sagra, per festeggiare le sue prime "vacanze". e magari volevo anche portare un pensierino all’ultima dada che chiude il nido (in queste ultime settimane hanno fatto a turno, quindi ce n’è solo una di quelle della sezione della paperella). anche lì nulla di che, una torta, un fiore, un grazie speciale.

perché, tirando le fila di questo complicato anno, il nido è stato un luogo felice per la paperella. un posto dove ha fatto amicizie, ha fatto a botte, ha baciato bimbi e dade, ha imparato ad urlare per difendersi, ha imparato a giocare con i colori, con la colla, a fare i biscotti e a starnutirci su (tanto in forno passa tutto), a giocare nella piscina delle palline e a scofanarsi tutto il cibo sano e insipido che le hanno proposto, a giocare in giardino, con l’acqua, con la sabbia, con lo scivolo e i tricicli e a combinare chissà quali altri paciughi.
ha imparato a dormire nel suo lettino senza sponde, e ad addormentarsi tenendo la mano alla sua amica margherita. poi ha imparato a farci le chiacchiere quando vengono messe a letto, tanto che le hanno dovute dividere sennò svegliavano tutti. ha imparato comunque a fare la nanna quando è il momento, anche in una stanza con altri 18 bimbi. tanto che ora dorme beatamente in camera col minimeo, alla faccia delle sue urla e dei suoi risvegli notturni.
ha imparato a staccarsi dal babbo e dalla mamma, ha imparato che poi tornano e non l’abbandonano mai. ha imparato ad andare all’asilo trotterellando senza nemmeno girarsi per dare un bacio ai genitori, ed ha imparato invece a fare le gnole certi giorni, quando ha più voglia di coccole e non vuole staccarsi da noi. ma una volta che ce ne siamo andati ha imparato a farsene subito una ragione, tanto sa che torniamo.
ha imparato a dire un sacco di parole, e a non ripeterne alcune che ha sentito in casa (per fortuuuna), ha imparato a far la gnola, e a smettere di far la gnola, ha imparato a fare gli occhiacci quando vuol fare l’arrabbiata. ma anche ad abbracciare le persone cui vuol bene.

in soli 9 mesi.

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gabbie e confidenze

in questa strana estate, troppo piovosa prima per permettermi di uscire col minimeo, troppo calda adesso, mi ritrovo a passare un sacco di tempo in casa.
e per fortuna che ci sono gli amici che, compatibilmente con i ritmi di vita normali, che scorrono con un tempo tutto diverso rispetto a quelli di una neomamma, mi fanno compagnia in vari modi.
e così mi sono ritrovata a parlare con persone con cui non avevo mai parlato a lungo, a rispolverare rapporti da un po’ rimasti in un cassetto, ed a ritrovarmi piena di gratitudine per quelli che – si sa – ci sono sempre, ma mi stupiscono ogni giorno.
e ho scoperto cose strane. alcune belle: nuovi amori, bimbi che nasceranno ed altri che ancora non si son decisi a spuntare, amicizie nate come aghi in un pagliaio, vite che cambiano, che crescono, che si rinnovano, persone cambiate da un incontro o da una svolta della strada.
e altre meno belle: problemi tanti, certo. ma soprattutto, e questo mi ha colpito, tante persone che si trovano a vivere in una gabbia. che si sentono soffocare in panni che non sono i loro. che magari nemmeno lo ammettono ma quando ti parlano si capisce lo stesso, e tu non sai se urlargli: ma guardati, non sei tu, non sei felice. oppure aiutarli a stare in quei panni stretti nel miglior modo possibile. alcuni che ti parlano di scelte fatte per un ideale, o in nome di "così deve essere", o di una giustizia non si capisce se divina o popolare. ma negli occhi hanno una luce triste. e non ti sembra che costruiscano la loro vita come gli scalpellini medievali costruivano le cattedrali, ma come certi muratori cafoni, che sputano sulle pietre e bestemmiano Dio e il lavoro che hanno per le mani.
ecco, quardando questi io mi sono resa conto che devo proprio ringraziare, perchè sono libera. perchè mi sento libera di parlare di me e della mia vita, perchè non mi sento davvero giudicabile in base ai parametri umani. mi spiego: non mi interessa essere "la mamma perfetta" o "la ciellina perfetta" o "la padrona di casa perfetta". i miei amici non si aspettano questo da me, il mio Dio non si aspetta questo da me.
e anche quando qualcuno prova a misurarmi così, mi vien da ridere. non me la prendo nemmeno. non prenderò un grande punteggio, su quel metro. e allora? mi vuoi bene lo stesso? quindi il problema dove sta?
forse son cose scontate, ma ieri sera mi sono improvvisamente resa conto che sentirsi così liberi non è normale.
come dice meglio una frase di Grossman, che ho di recente citato ad un amico su facebook (e l’ho avuta attaccata sul letto per tanti tanti anni):

"Un tempo pensavo che la libertà fosse la libertà di parola, di stampa, d’opinione. Ma la libertà è tutta la vita di tutta la gente; ecco cos’è: è il diritto di seminare quel che vuoi, di fare scarpe, soprabiti, di cuocere il grano che hai seminato, per venderlo o non venderlo, come vuoi tu; e anche se fai il meccanico, o il fonditore, o l’artista, vivi e lavora come vuoi tu, e non come ti ordinano."

 

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acqua

il minimeo schifa il biberon. se è per quello anche la pappa, ma questa è un’altra storia.
il minimeo schifa il cucchiaino. o meglio, accetta la frutta data col cucchiaino. ma non provate a rifilarle della pappa o, peggio, dell’acqua, col cucchiaino.
in compenso, ‘sta bimba coi 40 gradi di bologna dovrà pur bere? soprattutto ora che ha cominciato, suo malgrado, con le pappe?

e infatti lucia beve. ma accetta di farlo SOLO dal bicchiere. quello degli adulti, si intende.
sgroan…

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dialoghi notturni

ore 20.
fine della cena, pigiamino, pipì, saluti a tutti (buona nanna a tutti), scale in braccio a mamma e papà, 5 minuti di coccole, ciuccio, lettino, preghierina, ninna-nanna-o, bacino della buona notte, nanna.

ore 20.30.
babbo e mamma ridiscendono, lasciando le bimbe ancora sveglie in cameretta nei lettini (devono imparare ad addormentarsi da sole, così da riuscire a farlo anche quando si svegliano nella notte) ma tranquille e pronte al sonno, e finiscono la loro cena. accendono l’interfono con la camera delle bimbe ed iniziano a sparecchiare e ad organizzare la serata (chi c’è degli amici? film? tu studi? ah, io leggo allora). il babbo si rinchiude nello studio, la mamma si raggomitola sul divano con un libro, con l’interfono a fianco.

ore 20.40-21.20. interfono.
paperella, con tono colloquiale "fra martino campanaro din don balena rossa grossa, no, balena gialla. mamma vojo tanto bene, babbo papi babbo. io bimba grande pipì vasino. ninna nanna oh, questa mamma a chi la dò? befana! eh eh eh!"
minimeo "ronf…"
paperella "io nanna lettino, pappa, latte. no, latte no. domani, oggi. passa caovana indiani. gatto neo, neo, bianco no no. elefante gande. anche io gande. giaffa collo luuuungo. gatto bianco no! no! no! (alzando progressivamente la voce, con enfasi)"
minimeo: "gnic… gnac… uè?"
paperella: "………"
minimeo: "gnic uè? gnic, ciucc ciucc…"
paperella: "……. shshshs"
minimeo: "ciucc… ronf"
paperella "nanna, cia. io asilo, no pannoino. io gande. tanti giochi, dade. uno, dui, tre, quatto. gatto, quatto, gatto. ahahahah. magheiiita? dove sei? macco, ‘uca, ‘ommaso, gianni. dada anna. dada ‘etta. dada ‘vana."
minimeo: "aaaargh! ue? UE?? UUUUUEEEEEEEEEEEE???????????"

il babbo, rinchiuso in studio, sente l’urlo selvaggio e interviene in camera.
"che succede? ‘cia, fai la nanna da brava, è notte, è buio. ciuccia il ciuccio. abbraccia il dudu. brava. buona nanna. e la paperella? ah dorme. che angelo…."
la paperella, ad occhi ben chiusi e bocca ben zitta è ferma immobile, riversa nel sonno profondo a pancia in giù nel letto.
il babbo, incauto, esce dalla cameretta.

paperella, appena sente il suono della porta dello studio che si richiude: "CAPITO CIA? DORMI! NANNA!"

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