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diamo i numeri

conteggio paperellistico in base 10:

  • uno
  • dui
  • tèè
  • catto
  • cinche
  • sei
  • otto e geci
  • otto e geci
  • otto e geci
  • TUTTI!
     
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scoperte interessanti

ieri abbiamo portato la paperella alla prima festa dell’asilo della nostra storia. 80 paperottoli urlanti e ruzzolanti per le aule del nido, perchè ovviamente pioveva e tutto l’allestimento nel grande giardino non è servito a nulla… certo, quando ha smesso di piovere i paperottoli si sono comunque lanciati fuori a ruzzolare nel fango, ma il grosso della festa è stato dentro.
mi sono scompisciata. e ho scoperto che:

- praticamente tutti i genitori dell’asilo conoscono chiara, un po’ perchè noi l’andiamo a prendere tardi, e molto perchè lei attacca bottone con chiunque passi dall’asilo. chiede di chi sono i genitori, scrocca un po’ di merenda, canta le canzoncine mentre genitori o nonni sono in attesa della riconsegna dei propri legittimi figli e nipoti.

- chiara ha un evidente debole per m., il bimbo più terrificante dell’asilo, nel senso che è superallegro, ma è veramente un terremoto ambulante. non ho capito se è ricambiata, ma mi pare di sì. speriamo che cambi gusti in fatto di uomini, altrimenti tra qualche anno mi porta a casa un incrocio tra attila l’unno e taz, il diavoletto della tasmania. e al viandante viene la tachicardia.

- lei e la sua grande amica m. si picchiano come fabbre vichinghe. lei è l’unica con cui chiara alza le mani, per motivi ignoti. forse con gli altri bimbi non è ancora abbastanza in confidenza. in questo caso, l’anno prossimo apriti cielo. l’unico momento in cui non si picchiano è quando si stanno cercando perchè non sono fianco a fianco. appena si ritrovano, soddisfatte e felici, ricominciano a darsele. ah, l’amour!

- in compenso hanno dovuto separarle, lei e la sua amica m., durante il sonnellino. avevano iniziato mettendosi nei letti vicini e addormentandosi per mano. poi hanno iniziato a fare le chiacchierine sottovoce invece di dormire (ciccicì, ciccicì, ciccicì), e le dade hanno sopportato visto che non svegliavano gli altri. ora, dopo le chiacchierine inziano a tirarsi i capelli e fregarsi i reciproci ciucci. quindi le hanno separate. via, una in prima fila e una in ultima. come in classe, insomma. han separato i banchi. solo che a meno di 2 anni è un po’ presto, no?

- chiara è altruista e generosa. quindi, quando due si picchiano si mette in mezzo a fare da pacere. e poi le prende. da tutte e due. e quindi scappa. (ma nel frattempo la lite che voleva sedare effettivamente è finita, per dimenticanza dei combattenti che si sono concentrati su di lei. quindi la paperella ha raggiunto il suo scopo). ora capisco le ragioni di morsi e lividi che non mi aspetterei in una bimba poco aggressiva come lei.

- chiara bacia tutti. ho scoperto di aver trasmesso a mia figlia la mia concezione di famiglia allargata. non importa chi si stia abbracciando o baciando: lei partecipa. ha passato mezza festa a gironzolare tra i vari gruppetti di famiglie che si coccolavano i figli, infilandosi in mezzo, facendosi abbracciare e baciare come il bimbo della famiglia. ovviamente, lo faceva soprattutto con le famiglie di m. e m. (la sua amica e il suo amato), ma perchè limitarsi? in compenso, ha baciato chiunque gliel’abbia chiesto: bimbi, madri, fratelli e sorelle, nonni, dade, pupazzi (gliel’avevano chiesto loro, eh?) persino pezzi di focaccia. prima di mangiarseli, certo. ancora una volta, si prevedono crisi d’ansia per il viandante.

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ninnananna a fior di voce

stasera, mentre cantavo la ninnananna alle bimbe per augurar loro la buonanotte (non si addormentano, ma dopo la ninna nanna si mettono buone – soprattutto la paperella – perchè sanno che è il momento di dormire), è successa una cosa strana.
curiosa e tenera al tempo stesso.
mi sono accorta che, piano piano e sottovoce, la paperella cantava con me.
ha imparato le parole, a forza di sentirla (sono 4 strofe) e mi anticipava leggermente, così sono riuscita ad accorgermene.

e quando sono andata via, e il minimeo non si è messo buono ma ha iniziato a gnolare, la paperella ha ricominciato a cantare. cantava la ninnananna per la sua sorellina.
mi è venuto da commuovermi, quasi quasi.
al minimeo no, purtroppo. e il babbo è dovuto tornar su a calmarla. vabbè, le doti canore della paperella sono ancora in fieri.
ma lo stupore che mi è nato a sentire quel filino sottile di voce che mi accompagnava non mi lascia più.

ed ora, per la gioia di grandi e piccini, ecco una strofa de "la carovana" in versione paperellistica:
"esce fèsta, accia nèèesta, un gueeeo ‘tura a ‘ntura. (prosegue con più enfasi) emo e ‘ccudo on gento, cohe fotte come ‘ento, al cattello laago… DAAGO! bum bum bum bum!" [ndt. "esce dalla foresta a cavallo, lancia in resta, un guerriero in armatura con la spada alla cintura. elmo e scudo son d’argento, corre forte come il vento al castello in mezzo al lago per combattere col drago. bum bum, bum bum…]

buonanotte, paperella canterina.

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il sesso è importante

 io: "sai cosa sei tu? una paperella! ma anche un tortello!"
paperella: "NO!"
io: "sì sì, anzi, visto che siamo a bologna e che sei un tappino, sei un TORTELLINO!"
pap: "NO!"
io: "sì sì, vieni qui tortellino della mamma!"
pap: "NO!"
io (faccia un po’ corrucciata ma sorridente): "come no? non vieni? non sei il tortellino della mamma?"
pap: "NO!"
io: "va bene, fa lo stesso. e allora cosa sei?"
pap: "tortellinA!"

 

gente… a meno di due anni, la paperella già puntualizza la sua appartenenza al gentil sesso.
con due figlie femmine e una moglie, il viandante se la vede grigissima…

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di tovaglie e di pecore

 di solito, quando porto a nanna la paperella, le canto una ninna nanna, la metto nel lettino e poi la saluto dicendole "buona nanna paperella, buona notte e sogni d’oro, ti voglio bene, bacio". lei mugugna qualcosa e sa che questo è il mio saluto quando sto per uscire dalla sua camera.
non lo racconto per sommergervi di melassa, ma perchè è una premessa per capire l’episodio di ieri.

bene. ieri sera avevo un amico (peppino) a cena, ed ho spolverato per l’occasione una fantastica tovaglia arancione a quadretti e cuori, pochissimo seria, che ha disegnate delle pecore colorate lungo tutto il giro esterno. la paperella è impazzita tutta la cena dietro ai colori delle pecore. quando è arrivato per lei il momento di andare a nanna, l’ho presa in braccio dicendole "paperella saluta tutti che per te è ora della nanna".
e lei, obbediente: "’ciao peppino, ciao babbo, ciao mamma". e poi, con affetto "nanna nanna, ‘ecorelle. ‘ogni ‘oro. a domani. smack smack."

dopo la bambola, anche le pecorelle della tovaglia prendono vita, in via dei matti.
speriamo non mi tocchi mettere a letto col ciuccio anche loro, le prossime sere.

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BIONDO!

 "biondo" ha gridato a gola spiegata la paperella nel silenzio della serata estiva.
così, improvvisamente, mentre cenavamo in giardino mangiando cous cous e pollo al curry.
e scandendo, pronunciando bene tutte le lettere.

e il geco ed il viandante in coro:
"sei un gran figlio di… aaaaaaaaaaaaaa!"

ora, anche ammesso che i due stimati signori abbiano visto troppe volte "il buono, il brutto ed il cattivo", si può sapere da dove l’ha tirato fuori la paperella??
cosa le fan fare all’asilo? siamo alla fase "proiezione di pellicole istruttive"?!?!?
e soprattutto, quale sarà dunque il prossimo film?
e ancora, cosa penseranno di noi i vicini che hanno assistito – volenti o nolenti, visto il volume degli urli – a questa performance sonora di viadeimatti?

domande arcane risuonano nella notte.

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a proposito di inizi

"Gli inizi sono sempre difficili. Non puoi inghiottire tutto il mondo in una volta sola"
dice un personaggio di un libro di Chaim Potok intitolato, appunto "in principio".

Ecco, io dovrei attaccarmela grande grande (‘anne ‘anne, come dice la paperella) davanti al letto, così da vederla dall’inizio, dal principio della mia giornata.
In questi giorni dovrei imparare ad applicarla a quel forse lavorativo che sto sperimentando, dove ogni volta mi pare di vedere un pezzo piccolissimo di un puzzle complessissimo, e vorrei vederlo tutto, vorrei saperlo fare tutto, vorrei avere in mano mia tutti i pezzi. e invece arranco per capire qualche frammento al quale, poi, non so dare nemmeno la giusta collocazione. capiamoci: sono curiossissima e interessatissima.
solo, come al solito, impaziente.
ogni volta che esco da lì, non vedo l’ora sia la volta seguente, per ricominciare a comporre il mio puzzle, a lavorare, a capire, a imparare. e questo è un desiderio che sono molto contenta di avere… soprattutto in ambito lavorativo, dove proprio non ero ancora riuscita ad appassionarmi, ad avere voglia di tornare lì il giorno dopo.
sarà la volta buona, o sono i miei soliti entusiasmi degli inizi? chi può dirlo…
santa pazienza!!!

…e non sono bastate due figlie ad insegnarmi la pazienza. una virtù che mi è proprio aliena. e che fatica, infatti, resistere quando la paperella fa i capricci, o il minimeo non riesce ad adattarsi alla vita fuori dalla mia panza. a proposito di minimeo e di inizi, sarà che tutte le mamme blogger che seguo hanno avuto in quest’anno figli tranquillissimi, ma non riesco ad accettare i tempi di questo inizio di vita minimea.
– non dorme la notte, si sveglia con la fame ma se l’attacco al seno si addormenta in 2 minuti. in compenso se non l’attacco si sveglia 3-4 volte a notte in preda, pare, ai crampi della fame. e non c’è pace, bisogna cullarla, prenderla su, camminare e sperare che in una quarantina di minuti (a volta) crolli. considerando che questo accade tra le 24 e le 6.30, si capisce che le nostre notti non sanno più cosa siano 4 ore di sonno. non dico filate, ma almeno complessive…
– non ciuccia. non si capisce se non capisca cosa fare del ciuccio o semplicemente lo schifi. fatto sta che, salvo rarissimi momenti di grazia, non ne vuol sapere. quindi niente tappo salvanotti, niente salvaorecchie della mamma, niente salvapossibilità di uscire ogni tanto con lei. (e se le viene una crisi di pianto mentre sono in luogo pubblico che fo, visto che il tappo non lo vuole?). ovviamente il tempo urfido non aiuta, in ciò.
– non mangia. urla per mangiare, ma quando l’attacco decide di addormentarsi dopo pochi minuti. o, se riesco a tenerla sveglia, decide comunque entro breve che ne ha abbastanza. si stacca e non si riattacca più. mi guarda, e ride, e fa i suoi versetti da minimeo, e mi fa le smorfie. e mi intenerisce un sacco. fatto sta, che non mangia.
– non cresce. come risultato di ciò, la fanciulla non cresce da oltre 20 giorni. io non posso più mangiare latte e uova e tutti i loro derivati, carne di manzo o vitellino, prosciutto cotto e un sacco di altra roba che potrebbe darle intolleranza. ma, ciò nonostante, non cresce. e ha la pelle rugosa come una tartaruga, come se non riuscisse a digerire (cosa??). e un sacco di catarro, ma non tossisce.

aaaaaaaaaaaarghh!!
l’inizio del minimeo è proprio difficile.
non mi lasciate sola…

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nuovi inizi

ad annusare una nuova avventura lavorativa.
non so se andrà, non so come andrà, ma è interessante. folle. delirante. impossibile. umile. UTILE.

utile. che serva. che sia utile a qualcuno. che io possa contribuire a fare qualcosa di bello nel mondo.
in questo momento chiedo questo ad un lavoro.
e uno stipendio che ci aiuti a sbarcare il lunario, ovvio.

come sempre, sono entusiasta. io sono un’entusiasta di natura, d’altronde. non riesco a non infiammarmi tutte le volte che inizio qualcosa.
e in effetti, una frase di Pavese che oggi ho trovato attaccata ad un cartellone, nel posto di lavoro in cui sono stata, dice "Il bello della vita è cominciare. E’bello vivere. Perchè vivere è cominciare. Sempre. Ad ogni istante".

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fotoss

non posso trattenermi dal dirvi che il viandante ha pubblicato su flickr un sacco di fotine belle delle paperelle…
quindi, per tutti quelli che mi dicono "ma chissà quanto è cresciuta…" beh, una visitina lì è d’obbligo!
tanto per incuriosirvi, eccovi un assaggio di minimeo in tutto il suo parrucchevole splendore: www.flickr.com/photos/viandanti/4598520568/

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paladina o despota?

appena scoprirò come si fa a costruire delle "categorie", ne creerò una "perle dall’asilo".
ieri, dotata di macchinina nuova (cioè, superusata, ma finalmente mia!) e molto felice per la ritrovata mobilità, sono andata a prendere la paperella all’asilo.
ho trovato dada a., la più simpatica, che appena mi vede inizia ad aggiornarmi sugli ultimi 2 mesi di attività, si complimenta perchè chiara parla come i bimbi della sezione grandi, invece che della sua dei mediopiccoli, e perchè nonostante l’arrivo della sorellina è evidentemente serena. più permalosa, sì, ma più serena.
e poi mi dice: devo assolutamente raccontarti questa.

m. è un bimbo simpaticissimo, da me rinominato il funambolo, perchè ai primi giorni di nido non camminava ancora ma si arrampicava ovunque con gesti di un’atleticità inconsulta. ha la passione dei ciucci. altrui. cioè, gli piace togliere i ciucci dalla bocca dei bimbi che li hanno e correre via mentre quelli lo rincorrono urlando. capiamoci: è davvero un bimbo simpatico, e lo considera un gioco. gli altri bimbi un po’ meno. tra l’altro, m. è proprio uno di quei bimbi ipervivaci ai quali le sgridate entrano da un orecchio ed escono dall’altro: guarda le dade che lo sgridano, fa un largo sorriso biricchino e scappa via.
noi per fortuna non siamo toccati dalla vicenda, perchè la paperella usa il ciuccio solo per addormentarsi, e in quel momento m. è nel suo lettino quindi non può far danni. quindi di solito lei, durante questio gioco-dramma, si fa beatamente i cavoli suoi da qualche parte.

a. è una bimba biciuccio, nel senso che ne tiene uno in bocca e un in mano a mo’ di copertina di linus.
potete immaginarvi le premesse della tragedia.

setting dell’azione: m. e a. seduti fianco a fianco in cima allo scivolo dell’asilo. a. ciuccia beatamente, m. sogghigna e prepara il suo balzo di pantera. la paperella, poco più in là, gioca con un triciclo (probabilmente si sta menando con la sua sempre amata amica m. – anche detta polpe(tta) – per decidere a chi tocca spingere e a chi starci su).

ciak: m. agguanta il primo ciuccio e "stappa" a., che comincia ad ululare. m. agguanta il secondo ciuccio e la ritappa. a. sgrana gli occhi, ricomincia a ciucciare e cerca con le mani libere di recuperare il suo primo ciuccio da m., che tenta invano la fuga. a. riacchiappa il ciuccio e, mentre sorride beata, m. le rifrega quello che ha in bocca. nuovi urli di a., sciucciata.
l’operazione si ripete, tale e quale, svariatissime volte, tra urla di a. e vani tentativi di intervento da parte delle dade.
quand’ecco che… ta-dà! colpo di scena: la nostra paladina paperellistica, probabilmente infastidita dal casino (poichè non causato da lei) si avvicina minacciosa a m., mettendo le mani sui fianchi e risalendo lo scivolo in modo da arrivargli a 10 centimetri dal viso. quindi gli urla a pieni polmoni:"m.! basta! ridalle il ciuccio!" (tra l’altro ben scandendo le parole, per esser certa di esser capita).
m. si blocca, allibito, strabuzza gli occhi. poi, riconoscendo l’evidente attitudine al comando (che non riconosce invece alle dade o ai propri genitori) ritappa prontamente a. e le rende l’altro ciuccio in mano. silenzio. le dade si rotolano dal ridere. la paperella annuisce con aria convinta "mèèene" [bene]. e torna al suo triciclo. e alle sue botte con la polpe. ma non è ancora riuscita a partire per la sua nuova galoppata che si sentono di nuovo le grida di a.: m. ha colpito ancora.
la paperella scende dal triciclo, risale sullo scivolo (le dade stanno soffocandosi per non esplodere dalle risate), mette le mani sui fianchi, il naso a 10 centimetri da quello di m. e scandisce, dura: "m.! ti ho detto di ridaglllielo! subito!".
m. si blocca, cerca complici in giro (ma chi sfiderebbe una tale imperiosa autorità?), abbassa la testa e rende il ciuccio ad a.

non gliel’ha più rubato. a. è finalmente salva, libera dal pericolosissimo ladro di ciucci.
grazie, dispotica e tirannica paperella, paladina della giustizia.
si prevedono tempi durissimi per i tuoi genitori.

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