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estremismi

no, nessuna novità! :P

nel frattempo, esaurita da un’altra notte quasi insonne per tosse e raffreddore ho chiamato la ginecologa supplicandola di darmi qualcosa di più efficace dello sciroppo omeopatico dato dal farmacista e dell’aerosol, che dopo 1 settimana non hanno avuto alcun effetto.
e ho ottenuto, forse in forza della voce quasi afona o della nota di disperazione che stamattina deve aver percepito forte in me: spray nasale, sedativo per la tosse, antibiotico, fluidificante.

capisco che dopo 1 settimana abbiamo messo in campo i pezzi di grosso calibro, ma porcaccia la miseriaccia, dovevo proprio passare 7 giorni di semiasfissìa, per arrivare a ciò? ora aspetto impaziente il viandante che a pranzo dovrebbe venire a casa con la spesa farmaceutica fatta. e spero in un miracolo di rapidità ed efficacia!

nel frattempo la pupa calcia, si rigira, ma non travalica. forse anche lei ha bisogno di recuperare un po’ di forze, prima del momento di passaggio…

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aggiornamenti…

NON HO PARTORITO!

in questo weekend:
la paperella è guarita finalmente dall’orticaria, e da oggi abbiamo smesso tutte le medicine. è in formissima, una forza della natura! ride come una matta, corre, parla a radio e fa impazzire chiunque ha a che fare con lei.
il viandante è guarito da una specie di rinite bronchite subacuta che durava da 2 mesi. anche lì, abbiamo smesso le medicine da poco ed ora è tornato in forma! alleluya
io in compenso sono asfissiata da tosse, raffreddore e mal di gola che ignorano i miei tentativi da 6 giorni di aerosol e sciroppi omeopatici, ahimè! che lucia stia aspettando la mia guarigione?

ho fatto un sacco di cose interessanti, ho scarpinato ore per bologna in una bellissima giornata di sole, incontrando anche diversi amici a spasso, ho mangiato crescentine e tigelle festeggiando un compleanno al quale non credevo di riuscire ad andare, ho dormito fino a tardi (si fa per dire) approfittando della paperella che si è fermata una notte dai nonni, ho fatto (fare al viandante) un sacco di lavoretti di casa in sospeso, ho giocato, ho fatto la spesa per un amico in difficoltà…

MA NON HO PARTORITO.
ora, amici e parenti di tutto il mondo, credeteci: sarete informati!
siamo lietamente bombardati, in questi giorni, da messaggi vaghi e generici che suonano: tutto bene? novità?
ebbene, la risposta è sempre: tutto bene? sì! novità? no, altrimenti l’avreste saputo.

ci impegnamo formalmente con il mondo a comunicare attraverso i vari strumenti – fb, blog, foto, sms, telefonate e quant’altro – quando cambierà qualcosa!
fino ad allora, vi assicuriamo, non siete GLI UNICI CHE MAGARI NON L’HANNO SAPUTO! :)
d’altronde, non siamo mai stati quelli che tengono nascosta, nemmeno 5 minuti, una buona notizia, no?
fidatevi: non faremo eccezioni questa volta! e comunque: no, i messaggi e le chiamate non ci danno fastidio! ci fa solo ridere questo presidio dissimulato… ho l’impressione che se scostassi le tende troverei gente che con aria disinvolta sta appoggiata al palo della casa di fronte sorvegliando che io non parta per l’ospedale senza dir nulla a nessuno… :P

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nonni e tecnologia

la paperella ha due coppie di nonni: i nonnisù, ovvero i nonni paterni che vivono su in montagna, sull’ìappennino bolognese, e i nonnigiù, che sarebbero i nonni materni, che passano metà della settimana a bologna e metà a rimini nel loro esilio volontario marittimo. (il che permette alla nostra squattrinata famiglia di avere una "casa in montagna" e una "casa al mare", non male, eh??)
entrambe le coppie di nonni si compongono di un elemento tecnologicamente avanzato e di uno refrattario all’elettronica in genere. il che permette a tutti e 4 gli avi di leggere i nostri blog (il coniuge tecnologico declama all’altro), il nostro facebook, di vedere online le foto della loro nipote, di scaricare la musica che amano…
la nonna paterna, autrice di terroristiche telefonate al viandante (non funziona nulla e TU non mi hai MAI spiegato come si fa) ad orari improbabili (cioè durante il sacro orario di lavoro), ha ormai assunto come interiezione normale del discorso "non va!" e si appropinqua all’assalto del proprio computer con lo stesso animo col quale cercherebbe di entrare a Mordor. in compenso il nonno materno gestisce il suo pc con la stessa affettuosa condiscendenza con la quale ha gestito i suoi dipendenti per anni. il risultato è che il pc lo ama e tenta con devozione di continuare a funzionare nonostante un’età e una condizione fisica irragionevole.
è strano sentirsi telefonare alle 7.30 di mattina dai nonni che "hanno letto su facebook che la paperella ha la febbre". o farmi cazziare dal babbo perchè non ho il "feed" sul blog (e invece tuo marito ce l’ha da un sacco, non vedi com’è comodo? fattelo mettere!), e tutte le mattine gli tocca venire a vedere se ho scritto qualcosa.
beh, nonni tecnologici, ora c’è l’rss feed anche qui. in alto a destra. apposta per voi!

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paperella 2 – babbo 0

è dura fare i babbi.
dopo 15 giorni passati a "fare il duro", che non si offende e non ci resta male se la sua (al momento) unica figlia fuori dalla pancia di mammà lo respinge e non si vuole far toccare, se urla appena le si avvicina a meno di 2 metri, se piange disperata "mamma mamma" quando presa in braccio da lui…
dopo 15 giorni di tentati sotterfugi per aggirare la fanciulla ostile e di manovre di avvicinamento alla papera degne di un giaguaro in caccia, di vabbè-fa-lo-stesso-se-tu-non-mi-baci-ti-bacio-io, di "che problema vuoi che sia, tanto è solo una fase che poi passa. … passa, vero?"

il babbo è capitolato.

l’altra sera all’improvviso, mentre il babbo l’ha presa a viva forza in braccio per portarla a letto (no, la mamma non gliela fa a far due rampe di scale con 3,100 kg di lucia in pancia e 10 kg di chiara in braccio), la paperella ha smesso di divincolarsi.
ha preso tra le sue manine il viso del babbo e seria seria se l’è avvicinato al suo, a 10 centimetri, guardandolo bene negli occhi. e poi gli ha detto "iaia be’è babbo!" (chiara vuole bene al babbo). e se l’è abbracciato stretto stetto e gli ha dato un bacio.
la prima dichiarazione d’amore.

si cercano su urano o nettuno tracce del babbo. gli avvistamenti più recenti lo danno ai confini del sistema solare.
qui non è ancora ricomparso.

ps. per il primo goal della papera ("babbo 0 – chiara 1") vedasi qui il blog del viandante.

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folgorazioni

"sono stato folgorato da un’illuminazione folgorante: non può succederti nulla di male perchè dio sa che senza di te sarei senza una direzione e senza speranza"

e tu rimani lì. folgorata, appunto.
soprattutto quando, come in questo caso, arrivano nella mattina che succede a una discussione feroce con un amico.
ci sono un sacco di cose che vorrei dire, e un sacco di cose che non capisco, e che vorrei chiedere.
ma credo sia meglio star zitta e cercare di assimilare la botta della folgorazione folgorante.

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weekend di fuoco

l’effetto di cortisonici ed antistaminici sui bimbi è MOSTRUOSO. 
perlomeno, quello su mia figlia lo è.
abbiamo passato 3 giorni di pura follìa, con la papera che letteralmente piangeva da quando si svegliava a quando andava a letto, crollava dal sonno in continuazione e ha vissuto senza toccare terra. nel senso che o in braccio, o la muerte.
prima abbiamo tentato con le "cattive", cioè imponendoci e trattandolo come un capriccio, lasciandola uralare. dopo 1 giorno di follìa e il rischio di infanticidio ripetuto abbiamo capitolato, e deciso che NON è una condizione normale. non si capisce dove sia sparita mia figlia, quella che ride, sherza, fa le coccole, gioca, parla ed è autonoma.
tra l’altro anche il linguaggio è regredito allo stato nativo, per cui urla per qualsiasi cosa, invece di chiedere. urla senza parole, un pianto urlato e disperato inspeigabile, mentre tu tenti di capire da cosa sia scatenato.
ah, e intanto magna come un lupo. ora che ci penso l’unico momento in cui non piange è mentre mangia. e mentre dorme. come un ghiro. 12 ore a notte e sonnellino di mattina (!!!!) e di pomeriggio. crolla, senza nemmeno attendere il ciuccio. crolla lì dov’è. di botto.
sigh.
innestate tutto ciò sul fatto che in questo periodo la paperella ha un "rifiuto" del babbo, nel senso che urla appena lo vede, non vuole farsi toccare da lui etc. etc. Poi appena non lo vede ovviamente lo cerca e lo chiama, salvo ricominciare ad urlare appena lui compare. Solo se si distrae, presa da un gioco, lo lascia avvicinare.
E questo succede già da una decina di giorni, non ha a che vedere con farmaci od orticaria. Temiamo sia una forma di possessività nei miei confronti dettata forse da un inizio di coscienza di grandi cambiamenti in casa…

E’ stato un weekend di fuoco. Di giorno.
Di notte sono stata assalita da una tosse che non mi fa dormire, e per la quale nessuna farmacia mi dà nulla di non omeopatico ("signora, tenga duro, ha quasi finito la gravidanza!" "sì ma io come lo affronto un parto che non riesco nemmeno a tirare un respiro senza tossire?) che da oggi mi tormenta pure durante il giorno.

sono veramente stravolta. e pensare che il difficile, dal punto di vista energetico, deve ancora venire…

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ci faccio un nodo?

dopo la dimissione dall’asilo di chiara ancora sana, la paperella restando a casa è riuscita in 2 giorni a prendersi la bronchite con febbre e, da ieri, l’orticaria acuta! reazione allergica? già, al virus della bronchite che si è presa il giorno prima… (GRAZIE, DADA!)
la pediatra, interpellata mercoledì e ieri e oggi di nuovo (se non passa la febbre va portata al pronto soccorso per farle le flebo), oggi ha sentenziato: stiamo migliorando! avanti con la cura di cortisone anche sabato e domenica.
e poi ci risentiamo lunedì, e vediamo come proseguire.
ah, lei non si trovi da fare prima di lunedì, eh?? l’altra – finchè questa non guarisce – la tenga stretta…

… e io cosa ci faccio, un NODO???

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GRANDE CONCORSO!

… ebbene sì, trovate un post su analogo argomento (ma diverso tono) nel blog del viandante, qui www.giuseppelanzi.com/dada-simpa/ ,ma non posso esimermi…

COME CHIAMERESTE VOI una simpatica DADA dell’asilo che vi accoglie alle 17.30 sulla soglia del nido (il prolungamento di orario dalle 17 è 18 è possibile solo con richiesta controfirmata da entrambi i datori di lavoro dei genitori, causa orario di uscita dall’ufficio di entrambi troppo tardi per arrivare al nido per le 17), mentre è rimasta, guarda un po’, da sola con vostra figlia, senza altre dade. e sventola allegramente un foglietto che DIMETTE vostra figlia (cioè la rispedisce a casa in malattia, fino a riammissione certificata da atto del pediatra), datato a quell’ora – 17.30, ricordo – causa 1 (e 1 sola) diarrea nonchè una temperatura di 37.5 appena appena misurata (che è ovviamente il minimo esatto di febbre che permette all’asilo di dimetterla legalmente)?
quindi se io fossi arrivata due minuti prima niente cacca, niente febbre, niente dimissione?

e tutto ciò, ovviamente, mi viene servito dalla suddetta mentre mi sorride con l’affabilità di uno squalo e mi chiede: allora ci siamo, eh? hai una bella pancia, ormai, farai fatica anche a muoverti… manca una settimana al massimo, veroooo???

la mia formazione umanistica mi suggerisce un sacco di appellativi e coloriti epiteti… ma suvvia, spazio alla fantasia, cosa propongono i miei immaginifici lettori? in palio per i più creativi ricchi premi e cotillons…

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dell’attesa e dell’impazienza

ormai mancano 10 giorni alla "scadenza". e da ormai un mese sono entrata in quella fase finale della gravidanza, dove il sentimento predominante è l’attesa. vai a nanna e ascolti in attesa, ti alzi e ascolti in attesa, fai la colazione e attendi, fai la spesa e attendi, ridi con gli amici e attendi, ti provi la febbre e attendi, metti a nanna la paperella e attendi.
e non sai se attendere sia positivo o negativo, nel senso che da un lato non vedi l’ora di conoscere il nuovo pulcino, da un altro lato vuoi "toglierti il dente" del parto, dall’altro lato sei impaziente di riprende il controllo del tuo corpo (che NON è – ne sono certa – questa anguria sbuffante che non ti permette nemmeno di tagliarti le unghie dei piedi)… e però da un altro lato ancora poi c’hai una fifa blu del parto stesso, e quando ti sembra di sentire una contrazione ti irrigidisci dal terrore e pensi "no, stasera no, dai, arriviamo a domani", e da un altro sei pure nel panico per come sarà dopo – il poco sonno, il tanto pianto… e la gelosia della paperella che è già oltre la soglia della tollerabilità…
e insomma, alla fine è da oltre un mese che penso: dai, nasci prima questa volta, nasci in anticipo… epperò poi ci aggiungo un "ma non prima di…": prima della visita per l’epidurale, prima del weekend che salgono gli amici a salutare, prima che io sia riuscita ad andare dal dentista, prima che smetta questa neve…

cammina, cammina, siamo arrivati a -10. io mi terrorizzo per ogni sobbalzo che fa il pulcino, chiedendomi se stia per nascere e implorando di no. al tempo stesso continuo a ripetere a me stessa e a tutti che "questa DI SICURO nasce prima". ah, però non prima di venerdì, che il viandante ha un esame all’università. e, ora che ho sentito le previsioni del tempo, non prima di una settimana, visto che sta tornando l’ondata siberiana con gelo e neve, e come faccio poi a raggiungere l’ospedale? (neanche vivessi nelle steppe abbandonate…)
la decisione, in gravidanza, non è proprio il mio forte.

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laboratorio di musica

domani pomeriggio per 2 ore porto la paperella a un laboratorio di musica per bimbi 0-2 anni. è una roba gratuita, organizzata dal quartiere e guidata da qualche folle con istinti suicidi evidenti. altrimenti, come potrebbe venirgli in mente di raccogliere insieme nello stesso luogo un numero imprecisato di paperelle mignon e di cose che emettono rumore?
ma sono troppo curiosa, anche visto che la mia sballonzola e batte le mani appena sente due note, e si appiccica al pianoforte come una cozza, appena provo ad aprirlo?
e poi fuori continua a fare troppo freddo, mica posso sempre tenerla in casa tutto il santo giorno, no?

…comunque, visto il garbo femminile che chiara dimostra, secondo me le affideranno la grancassa.
(e no: zii, amici e parenti vari. siete avvisati. se provate a regalarle un tamburo o altri oggetti atti ad offendere le orecchie dei genitori, vi metto alla porta).

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