Archive for » gennaio, 2010 «

figlio di banana

la tv in casa mia è enorme, perchè il viandante sulla tecnologia è un po’ megalomane, ma non si guarda, se non la sera dopo cena (quando la paperella è a letto) per vedersi un qualche bel film in dvd. e non per motivi di principio. semplicemente, non ci interessa (bella giornalista che sono, eh?). l’unica cosa che potrebbe interessarci sono le notizie, e ci leggiamo entrambi abbastanza quotidiani online, per non parlare poi della mia rassegna stampa quando sono al lavoro, per essere sufficientemente informati su ciò che succede a bologna e nel mondo. e poi abbiamo talmente poco tempo al giorno per godere la reciproca compagnia che non ci va di sprecarlo. tant’è, resta spenta.

la radio nella mia sala non c’è. non abbiamo lo stereo, che è in camera da letto, e usiamo il lettore cd/dvd per mettere su della musica. quindi, tanta musica ma nessuno che parla.

la mia lingua è stata progressivamente svarecchinata, negli ultimi mesi, in modo da cancellarne gli improperi più coloriti. non che io abbia mai coniato accidenti particolarmente feroci o folcloristici, ma di sicuro le parolacce abbondavano (eh, ogni tanto rendono proprio meglio il concetto, che ve devo dì?). e però ora sto cercando di ridurle. sto anche tentando di indurre il viandante e le varie cavallette erranti per borgomostri a far lo stesso, con risultati altalenanti ma comunque in via di miglioramento, lo riconosco.

tutto questo – in linea del tutto teorica- dovrebbe preservarci ancora per qualche mese dal turipiloquio della paperella, almeno in questa fase di intensissimo pappagallamento.
[ricordate l’episodio? viandante: "chiara, ora andiamo a lavarti le chiappe!" paperella: "appe, appe, appe!". e immaginatevi poi la medesima papera all’asilo, con tutti i bimbi in fila per farsi fare il cambio di pannolino, che urla "chiappe! chiappe!"].
insomma, prima di essere tacciati per i pubblici diffusori di turpiloquio all’asilo, stiamo tentando di correre ai ripari.
… ma quando mentre in macchina vai all’asilo hai messo su un cd di musica mista in cui parte una bella canzone degli stadio, e tu non pensi fino all’ultimo momento esattamente qual’è il titolo, può capitare che tutt’a un tratto tu ti renda conto che l’allegro ritornello dice "grande figlio di putt*, ma che amico per me!!"…
ecco, in quei casi capita che maledici (mentalmente) qualche idolo presumerico e alle 8 di mattina ti trovi in macchina con tua figlia ad urlare a perdifiato: "grande figlio di BANANAAAAA!", tra le risate e i battiti di mano della paperella. ("ancoa mamma, ancoa!").
se poi stai facendo benzina e hai un finestrino abbassato, ecco, la gente ti guarda un po’ strana…

Category: varie  4 Comments

…senza sindaco?

ok, si è dimesso il sindaco di Bologna. o meglio, ha dichiarato che si dimetterà.
che dire? bene! non per questioni politiche o partitiche, ma perchè, da quando è stato eletto in qua, qualcuno si è accorto che Bologna aveva un sindaco? personalmente, gli unici 3 casi in cui l’ho sentito intervenire sono stati:

– ha tolto il presepe dal palazzo comunale. bello schifo! voglio dire, l’aveva istituito il suo predecessore – sempre di sinistra-, l’unico uomo al mondo che aveva unificato tutti i pareri dei bolognesi: non lo sopportava nessuno. l’unica cosa buona che aveva fatto era fare installare tutti gli anni un bel presepe di un artista bolognese nel cortile del palazzo comunale. e del bono che fa? interrompe la sana tradizione.
– ha messo in piazza maggiore l’albero di natale più brutto e tristo del mondo. non solo l’albero con le bottiglie di plastica trasparenti riciclate come unico ornamento era veramente deprimente, ma proprio l’abete in sè era tristo, scarno e mogio mogio, con la punta abbattuta e il puntale reclinato su sè stesso per la vergogna (se il viandante mette online una foto, la linko). una roba da tristezza natalizia.
– ha installato il registro per il testamento biologico, l’oggetto più inutile e demagogico della storia, visto che c’è una legislazione che non ne permette l’applicazione (e per fortuna! ma questo è il mio parere personale mentre la sua inutilità è un fatto incontrovertibile). in merito alla vicenda c’è un bellissimo articolo di massimo pandolfi nel suo blog, qui: http://club.quotidianonet.ilsole24ore.com/pandolfi/linutile_e_disumano_registro_del_testamento_biologico.

a me piacerebbe che Bologna avesse un sindaco. vale a dire un tizio che abbia a cuore il bene della città e di chi ci vive.

Category: varie  One Comment

udienze pericolose

ieri quando ho recuperato la paperella all’asilo stava leggendo un libro con la dada che le piace di più.
ore 17.25.
sì, perchè noi abbiamo chiesto per motivi lavorativi la proroga dell’orario di recupero prole, dalle 17 alle 18, come previsto da regolamento degli asili comunali di bologna, e come fatto anche da tanti altri genitori di bimbi dello stesso nido.
chiara, come fa spesso, non mi viene a salutare, ma corre via quando arrivo. un po’ lo fa per gioco, un po’ perchè le scoccia interrompere quello che sta facendo, che di solito la diverte… un po’ forse per tiranneggiare la mamma, così, tanto per fare.
la dada però questa volta (ed è una dada brava, se fosse una iena non le darei peso), vedendo che la paperella non viene a darmi un bacino come le ho chiesto, ma si aggira per l’asilo, mi ha chiesto: non per farmi i fatti tuoi, ma non puoi venire a prenderla un po’ prima? è spesso da sola a quest’ora, e te la fa pagare…
(a parte che mi chiedo: ma tutti gli altri genitori degli 80 bimbi dell’asilo hanno un lavoro che finisce alle 16.30, per riuscire a recuperare i figli entro le 17, porcaccia la miseriaccia??? mica ci vado alle 20, ci vado alle 17.25! eppure all’inizio siamo stati in tanti a richiedere il prolungamento di orario).
beh, sicuramente la domanda mi ha ferito perchè ho un po’ di coda di paglia: sono a casa da settembre, ma il mio orario di arrivo pomeridiano al nido non è cambiato, e si aggira tra le 17.15 e le 17.45, in modo da tornare poi a casa con la paperella più o meno in contemporanea al viandante. ok, non lavoro, ma sono strafiacca dagli ormoni materni, dai giri e dalle faccende da fare (non ci si crede, quanto poco io stia in casa) e ora anche dal peso della panza. non lo so, forse sono una mamma un po’ scarsa, forse avrei potuto cercare di dedicare più parte di questo tempo a mia figlia, che sicuramente ne ha bisogno. eppure io, nel tempo che ho, le dò tutte le mie energie, e fatico ad arrivare viva alle 21, ora in cui lei di solito crolla nel lettino.
mah… stasera ho un colloquio con tutte e 3 le maestre (il primo colloquio del nido!), che avevo chiesto da qualche settimana, per farmi un po’ raccontare nel dettaglio come va, cosa fa, punti deboli e forti. io so che lei è una bimba fantastica e che le dade la adorano tutte, la considerano una mezza mascotte. ma mi chiedo: faranno il cul* a me, per quel (tempo? energie? amore? buona creanza?) che non riesco a darle?
stiamo a vedere se uscirò distrutta già dalle prime udienze della mia vita.

Category: varie  2 Comments

balli del futuro

ok, no, non ho avuto i riflessi per registrarla.
ma stasera, di punto in bianco, mentre un cd di fritto misto passava da una canzone all’altra, ho visto la paperella mollare di colpo tutti i giochi, barcollare in mezzo alla stanza e mettersi a danzare.
ora, il termine danzare forse ispira un’immagine leggiadra piuttosto distante dalla realtà, visto che il ballo di mia figlia sembra quello di baloo del libro della giungla: consiste nel dondolarsi vistosamente roteando su sè stessa, spostando il peso da un piede all’altro ed alzando quanto più possibile da terra quello rimasto "scarico", tirando il ginocchio verso il petto. non so riesco a rendere l’immagine della precarietà del tutto.

ma la domanda è: qual’è questa irrefrenabile canzone, che ha scatenato gli istinti più profondi e naturali di chiara?

"change the world"
di eric clapton.



bellissima canzone, meravigliosa, davvero.
…ma nel caso della paperella, considerando il caratterino e la testa tenera che si ritrova, cos’è, una promessa o una minaccia per il suo e nostro futuro??

Category: varie  2 Comments

rituali mattutini

tutti i superesperti di bimbi dicono che bisogna scandire le giornate dei piccoli con dei rituali precisi: rituali per il risveglio, per il bagnetto, per la pappa, per la nanna.
ora, senza svelare qui tutti i nostri più reconditi misteri per domare la paperella (urca!), devo dire che la mattina è proprio un bel risveglio.
partiamo da un paio di fatti:
primo. io sono un ghiro, quindi lo shock di dovermi svegliare tutte le mattine alle 7 causa papera non è stato facile da superare. più che a lei, il rituale del risveglio serve a me, per non iniziare la giornata con umore ienizzante.
secondo. Dio, che conosce i suoi polli, le sue iene e le sue paperelle, mi ha donato una figlia che di norma la notte dorme. dalla seconda notte della sua vita (stendiamo un sipario pesante sulla prima) in cui ha dormito 7 ore filate in poi. a meno che non stia male o non ci siano oggettive difficoltà.

la mia mattina funziona si solito così.
vengo svegliata – tra le 7.05 e le 7.15 circa – da un tintinnio di campanellini, causato dagli animaletti in pezza con sonagli attaccati alle sponde del letto della papera. evidentemente, mi comunica il cervello, chiara si è svegliata e sta giocando nel lettino. mi giro: il viandante russa alla grande (nonostante la sua sveglia sia suonata, e sia stata spenta da lui medesimo, circa un quarto d’ora prima). resto un po’ nel letto, abituando gli occhi alla luce, e comincio a sentire i primi esercizi vocali.
difatti, per motivi che ignoro, tra le 7.15 e le 7.20 mia figlia ripassa il vocabolario. piano piano, sottovoce, con un timbro soave ed angelico – che poi dimentica per tutto il resto del giorno – inizia a pronunciare in ordine casuale tutti i vocaboli che conosce, inclusi alcuni dei quali a noi continua a sfuggire il significato, ma che evidentemente sono per lei punti fermi del linguaggio. credo, in effetti, che quando imparerà la prima parolaccia, me la sentirò sussurrare con voce angelica e flautata alle 7.18 del mattino. probabilmente mi strozzerò con le lenzuola.
esaurite queste operazioni preliminari di controllo (gli occhi funzionano? sì. le gambe e le braccia? sì. la voce? sì) la paperella decide che è ora di svegliarsi sul serio e, alzando significativamente il tono di voce, chiama alternativamente: "mamma! babbo! dada!". di solito a quel punto io sono già appostata dietro la porta della sua camera, pronta a balzare felinamente dentro e ad intervenire prima che il volume superi gli standard consentiti dalla convenzione di ginevra, e il resto di borgomostri gioisca del risveglio di mia figlia. talvolta, se il viandante si risveglia nel corso delle operazioni preliminari, ci spedisco lui guardandolo con occhio languido e supplice, anche se un po’ cisposo.
e qui viene il bello, perchè già il sorriso ebete mi si è stampato in faccia ascoltando i vocalizzi angelici, ma quando la prendiamo su dal letto, la portiamo per 5-10 minuti nel nostro, a completare il risveglio facendosi due coccole (o a tentare di prolungare per qualche minuto la nostra permanenza nel lettuccio caldo).
e lì la cucciola si sfrega contro di noi, quasi volesse prendere su il nostro odore. e, pur tenendo gli occhi chiusi, ci cerca la faccia con le mani, con la guancia, con i piedi, con qualunque parte di pelle scoperta. vuole 5 minuti di contatto fisico, e guai se glieli togli: urla come una poiana inferocita, peggio di sua mamma quando stinge un bucato…
striscia come un lombrico per il lettone, cercandoci ma senza aprire gli occhi, e poi ci calpesta come una mandria di bufali. ma lo fa con quella pelle liscina e profumata, che sa ancora di latte ma anche di un odore che è irrimediabilmente suo, che è un misto di sole e nebbia e lenzuola e lacrime e frutta e sogni di bimba e che nessuna poesia del mondo potrà mai raccontare. e con quel teporino nelle manine con cui mi prende un dito, o la faccia, e la mette a 3 centimetri dalla sua per sentire anche il mio respiro, e ride dietro il ciuccio e le palpebre ancora socchiuse. un teporino che si annida dentro di me, come un animaletto soffice e calduccio, e non mi lascia più per tutta la giornata.
e questo vale tutte le ore di sonno del mondo.

Category: varie  4 Comments

figli perfetti, paure & altre follìe

ecco, io volevo fare un bel post sulla domenica rilassante che ho passato, in compagnia di diversi soggetti della mia famiglia d’origine (ebbene sì, io ho dei parenti – genitori, fratelli, nipoti, suoceri, cognate) e me ne vanto, e li vedo volentieri durante le feste o i giorni festivi, anche se so che non è di moda…). invece stamattina nella posta mi son trovata questo articolo è mi è salito il sangue alla testa.
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=61843

quando leggo di "diritto ad aver figli", prima ancora che "diritto ad aver figli sani", io mi chiedo se la gente ha le pigne in testa. no, non voglio offendere nè essere incivile. semplicemente quest’ottica è talmente lontana dal mio modo di ragionare che fatico davvero ad immedesimarmi.
stanotte lucia ha deciso di fare gli straordinari, e c’è stato un momento in cui ho pensato davvero che avesse deciso di nascere con un mese di anticipo, perchè volavan calci da rompere le acque. mentre mi stavo già reimmaginando la trafila della nascita di chiara (e, vi dirò, la fifa non me la cava nessuno), d’un tratto son stata folgorata dalla coscienza che io non so, in effetti, se lucia sia una bimba sana a tutti gli effetti. certo, dalle ecografie risulta normalmente formata, ma non ho mai fatto esami di screening neonatale di alcun tipo.
non l’ho fatto prima di tutto perchè un bimbo dentro la pancia è una cosa fragilissima, e io non ho alcuna intenzione, per calmare mie ansie o paturnie, di fargli correre un qualsiasi rischio. senza entrare in qui in discorsi di percentuali, semplicemente non mi piace l’idea di scaricare il rischio su qualcun altro, soprattutto su un microbimbo innocente dentro la mia pancia. in secondo luogo, e questo è risolutivo, perchè tanto non sarebbe cambiato nulla. cioè, mi sarei avvelenata alcuni mesi chiedendomi cosa fare e come fare e quanto grave etc. etc.
invece mi sto godendo una bellissima, anche se faticosa, gravidanza.
poi, ovvio che spero e prego che lucia sia sana e forte e bellissima e in piena salute.
e se non lo è? lo affronteremo. cercheremo di imparare. ma soprattutto cercheremo di scoprire come vivere, col dono che una bimba nuova sarà. sana o meno.
io ho paura anche a pensare allo sconvolgimento della vita che sarà aver due figlie piccole, invece di una. e allora? la paura è un ostacolo? per me fa parte della vita quotidiana.
ad esempio, ho paura che succeda qualcosa alle persone che mi sono care. ho paura del dolore, e della morte. ho paura anche del parto di lucia, che si avvicina. ho paura del tempo che mi appartiene sempre meno, e di non essere all’altezza di tante cose. ho paura di non trovare mai il lavoro giusto. ho paura di essere una mamma scarsa, o una figlia scarsa, o una moglie scarsa, o una sorella scarsa, o una nuora scarsa. ho paura di non capire che disegno Dio ha sulla mia vita. ah, ho anche paura del dentista! e ho paura dei coltelli da cucina. ho un sacco di paure, alcune veramente stupide, altre ancestrali, altre che non so perchè ma le ho. questo non mi impedisce di buttarmi a capofitto in ogni giornata della ma vita, sbattendo forte i piedi e pregando che qualcun Altro metta le mani là dove non arrivo io.
e così è anche per il mio matrimonio, ed ora per le mie figlie. è un’avventura di cui non conosco le regole, le insidie ma nemmeno le meravigliose scoperte.
un bimbo per me è un dono, una famiglia è un’avventura.
un diritto? niente di meno governabile, di meno regolabile, di meno gestibile, di meno prevedibile. niente nella mia vita che dipenda meno da me.

Category: varie  4 Comments

haiti – aggiornamenti da avsi

riprendo dalla newsletter del sussidiario.net il racconto di queste ore dei volontari di avsi da Haiti. perchè documenta la tragicità della situazione ma più ancora la speranza rappresentata da chi, incredibilmente, continua l’opera.

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=61431

Category: varie  Leave a Comment

EMERGENZA HAITI

visto che un po’ di gente di qui ci passa sempre, oggi voglio rilanciare questo articolo ed appello di avsi per aiutare Haiti, colpita da un terremoto disastroso.

"Una catastrofe. Mai un terremoto di tale portata aveva devastato Haiti, anche se per ora è impossibile valutare appieno le conseguenze del sisma che ieri sera, martedì 12 gennaio 2010, le 16.53 ora locale, quasi le 23 in Italia, ha colpito l’isola di Haiti e in particolare la capitale, Port-au-Prince, dove AVSI lavora dal 1999 con tanti progetti e attività. Si teme che i morti siano centinaia e centinaia. L’ennesima catastrofe che ha nuovamente messo in ginocchio la popolazione, quella sopravvissuta, già stremata dalla povertà…

 http://www.avsi.org/default.asp?nofather=yes&pageName=NewsDettaglio&ID=586

Category: varie  One Comment

dammi 4 parole…

e fai la prima frase!!!
oh yeah, alla veneranda età di 19 mesi appena compiuti, la paperella ha pronunciato ieri la sua prima frase di senso compiuto: "babbo, acqua per bere!".
siamo trooooopppo avanti! :D
… e ovviamente trattasi di qualcosa di commestibile. ti pareva che il tortello avrebbe cominciato con uno sdolcinato ed inutile, chessò, "mamma ti voglio bene"?

Category: varie  2 Comments

nemesi greca

ora, nonostante i miei brillanti studi classici, io col greco non ci sono mai andata d’accordo.
ho portato a casa buoni risultati, ma senza che scoccasse mai la scintilla dell’amore tra noi. invece il latino, molto più matematico, più logico, mi ha sempre permesso di esprimere meglio la mia creatività.
in particolare, una cosa del greco che non mi è mai andata giù è la polivalenza dei termini. la stessa parola, a seconda del contesto, può significare "metempsicosi" o "panino al prosciutto" o talvolta anche "perfido tiranno che attenta alle libertà dell’intera grecia". (per i tecnici all’ascolto: no, non è vero, è un esempio casuale ma ce ne sono 10 milioni reali più assurdi di questo).
perchè racconto ciò? perchè dopo anni di uscita dal tunnel, la nemesi storica mi ha raggiunto: la paperella, alle prese con un continuo flusso di suoni che rappresentano la sua versione del linguaggio, utilizza il medesimo fonema per esprimere concetti altamente variabili. esempi:

- còco. s.m. a seconda dell’intensità del desiderio e della foga con la quale viene pronunciato significa: "fuoco" (nel camino), o "gioco" in quasiasi sua accezione (dammi quel gioco, o facciamo un gioco?), nonchè "biscotto", ma in quest’ultimo caso è ben distinguibile perchè l’intonazione passa da contemplativa ad eminentemente pratica e pressante.

- àale. nome proprio di persona, alessandro, amico-vicino-testimone-zio acquisito e chi più ne ha più ne metta. oppure nome generico di essere di sesso maschile che nella fantasia paperellica presenta una vaga somiglianza con il tizio di cui sopra (ad esempio molta barba, o molti peli, o pochi capelli. "chiara, dove sono i tuoi capelli?" indica la testa. "chiara, dove sono i capelli dello zio ale?" "più"). oppure ancora "natale", che non è un momento di tempo e nel tempo, ma un insieme di oggetti tra cui il bambinello che nasce nel presepe, l’abete, l’area di casa in cui c’era l’abete (che ora è stato tolto), le lucine – ovunque esse siano, i libri con riferimenti natalizi, i disegni di babbo natale.

- pòppa. e qui vi voglio. perchè se da un lato è un avverbio di luogo, indicante un generico sopra (voglio salire qui sopra) o in braccio (ma per quest’ultima accezione è preferito "nani", cioè "mani", non sappiamo bene perchè, in contrapposizione con "nano" cioè "mano, vale a dire "per mano") dall’altro è un animale. e ora vi sfido a capire – come ho fatto io ieri sera – che se vedete una bimba di un anno e mezzo che striscia sul pavimento gelido di casa a mo’ di passo del giaguaro, rifilutandosi di rimettersi in piedi, voltando il capino di qua e di là e gridando "poppa", ella sta in realtà ricercando sotto il divano o altri mobili domesticvi un pezzo del puzzle con gli animali che le ha regalato suo zio, rappresentante una VOLPE.
sono un genio. mamma-nemesi, 1-0.

Category: varie  3 Comments