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ultima eco… andata!

evviva, anche questa è fatta. alla ricca 32esima settimana abbiamo fatto l’ultima ecografia concessa dal SSN italiano, scoprendo che:

  • la pupa è indiscutibilmente una pupa-a
  • la pupa è talmente quieta che non il ginecologo non riusciva a prendere le misure dal tanto che si agitava. nel frattempo la paperella, affidata in corridoio alle cure del geco, correva urlando felice ome una matta per i lunghi rettilinei dell’ospedale, finendo per catapèultarsi contro la porta oltre la quale stavamo facendo l’ecografia. urlando "mia-mamma, mia-babbo!". al che il ginecologo ha osservato che se quellop era il temperamente della sorella maggiore, difficilmente la pulcina in arrivo sarà particolarmente letargica e placida. sì, lo so che i bimbi vivaci e svegli son belli, ma c’è una giusta misura, tra la vivacità e l’uragano.
  • la tortella pesa circa 1,7 kg. che in realtà sono perfettamente in media, forse un filo filino sotto, quindi si prevede un peso alla nascita circa pari alla sorella (3,2 kg circa). ohibò, e io che speravo in uno scricciolo…
  • la pupa è già pronta in posizione missilistica, con testa saldamente posizionata all’ingiù. e cos’ le mie speranze di un cesareo per posizione podalica, sfumano. e la mia fifa aumenta (Signore, perchè mi hai fatto così fifona, sul dolore?). sigh

insomma, evviva evviva, tutto procede per il meglio, e l’8° mese è allegramente iniziato. io lievito come un panettone. e lei pure.
avrei una bellissima foto di profilo da mettere su questo post, ma al momento non so come installare lo scanner, quindi magari ci provo quando l’informatico di casa rientra.
buon natale, inquilina pancifera. cerchiamo di trascorrere delle feste serene,e farci coccolare ancora un po’, prima di uscire al freddo e al gelo di questo inverno appena iniziato. la neve è bellissima, ma ci sarà tempo per mostrartela, una vita intera. tu goditi il silenzio là dentro, che io mi godo quello qua fuori.

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gergo familiare: il papa (con la p minuscola, però)

no, non è un post sul Papa, che sarebbe una cosa seria.
(sia detto per inciso, a me questo Papa piace tantissimo. proprio come il precedente. grazie, Dio).

qui invece si parla di ben altra persona, soprannominata in gergo pellegrino "il papa" (con la p minuscola ,mi raccomando).

con il papa, inauguro l’inizio di una breve panoramica sulla fauna che costella il porto di mare che è via dei matti n.0, attuale residenza della famiglia dei viandanti, ed in genere della colorita popolazione che interagisce con la nostra vita.
in ordine assolutamente sparso, inizio quindi col parlare del papa, un personaggio che conosco pochissimo personalmente, ma è il capo di mio marito. e siccome se ne è parlato ieri, in famiglia, mi è venuto in mente di raccontarvelo.

breve parentesi. il viandante è un quasi ing.informatico, amante anzi, appassionato, anzi, perdutamente innamorato del suo lavoro. fortunatamente il suo capo è un uomo, altrimenti mi verrebbero dei curiosi interrogativi.
niente lo farebbe più felice di avere un po’ di tempo libero per lavorare (lui dice ciappinare un po’, ma di fatto si tratta di lavoro) da casa. 7 volte su 10 se gli chiedo a bruciapelo cosa pensa, mi risponde qualcosa connesso al suo lavoro, ufficio, clienti, capo.
ora, una delle tante volte che gli ho chiesto (di solito inutilmente) se poteva stare a casa dall’ufficio per un giorno (a volte a tale richiesta sottostanno validi motivi, altre, lo ammetto, son solo tentativi – giusto per ricordargli l’argomento :P)… comunque, una delle volte in cui ho fatto il tentativo, sbattendo le ciglia e tentando di tirar fuori tutta la mia – scarsissima – capacità di convincimento, in risposta ha sgranato gli occhioni lui, il perfido, e mi ha risposto: "oggi??? noooo, oggi è impossibile, oggi… ma oggi viene il capo a bologna!!"
bisogna sapere che nella ditta del viandante lavorano in 7 (dislocati in due sedi) e hanno dei rapporti assolutamente informali e da amici, quindi la risposta di cui sopra non era dovuta ad una qualche forma di sottomissione al capo, o preoccupazione per un sopralluogo, o semplice militanza.
no, no, era pura venerazione.
allora mi è scattata la risposta: "ma che è, il Papa? non ho capito, l’hai detto con lo stesso tono di evidente impossibilità: viene il Papa a trovarmi, è OVVIO che non posso mancare un simile appuntamento."
ecco, da allora il capo è diventato – in gergo familiare – il papa.

allora c’è una cosa che vorrei dirgli, anche se di sicuro non legge questo blog: caro papa, anche se mio marito pensa più a te che a tutta la sua famiglia messa insieme, io ti voglio  bene. perchè se scherziamo su di te, e sulla venerazione del viandante per il suo lavoro, è proprio perchè gli hai dato la possibilità di alzarsi tutte le mattine contento, ed andare a fare qualcosa che ama alla follìa. e questo è un dono bellissimo, più bello di tutti i doni di natale che ogni anno (ehm… grazie anche di questo) porti a lui – e attraverso di lui a tutta la nostra famiglia.

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minuzie

sembra che stia trascurando il blog, ma in realtà ci penso un sacco, e ho un sacco di piccole cosine che ho voglia di raccontare.

domenica vado al battesimo di un bimbo. è una cosa che mi riempie sempre di gioia, perchè è una seconda nascita, ancor più bella, ancor più voluta. E poi, è un bimbo spettacolare!! in più, mi hanno chiesto di leggere una lettura, e ne sono molto orgogliosa. ma sicuramente mi impappinerò. sempre che, con la panza che ormai mi ritrovo, non rotoli direttamente giù dal leggìo. i genitori sono amici, capiranno (spero) e si faranno una sana risata.

domenica sera, tornati da una giornata al mercato di santa lucia di forlì, con benedizione degli occhi e pranzo pantagruelico dai pantani, + giro al nuovo centro commerciale (estenuante perchè chiara non era proprio in vena, ma assai produttivo) abbiamo finito di fare l’albero di natale e il presepe (quest’ultimo ancora senza luci, in attesa che il viandante abbia tempo per smontare una presa e montarne un’altra. se lo faccio io, mi folgoro come minimo). e lunedì mattina ci siamo svegliati con la neve! non so che farci, lo so che come dice il mio amico memme la neve in città è scomoda, tutti impazziscono, muoversi è un delirio, e poi fa freddo… ma a me la neve piace troppo, ovunque cada!
e così ora ho spostato la mia postazione pc e scrivo di fianco all’albero illuminato, guardando il giardino ancora imbiancato, con i residui di neve ghiacciata che resistono tra i fili d’erba. e mi mette allegria!
passaremo il natale in montagna dai miei suoceri… e io spero che ce ne sia una montagna!!

i problemi salutistici della mia famiglia sono un po’ migliorati, a parte quelli "cronici" sui quali purtroppo non si sta riuscendo a fare molto. questa è la vera cosa che mi rattrista in questo avvento. io ci provo, ad offrire la preoccupazione, ma quando si tratta della sofferenza di qualcun altro mi sembra un po’ troppo facile, si capisce? eppure cos’altro potrei fare?

la paperella è in un periodo allegro, a patto che non la si porti nei negozi. facilissimo, prima di natale. non so perchè, ma appena entra in un negozio inizia a puntare i piedi, a contorcersi, ad urlare come una folle, azzerando le mie energie e la mia pazienza in 12 secondi netti e rendendo pressochè impossibile per noi comprare un qualsivoglia regalo di natale. ieri sono entrata in casa della vicina e sotto l’albero era tutto pieno di bellissimi pacchi, pacchetti e pacchettini, e mi son venuti i sudori freddi a pensare che io non ho avuto nemmeno l’occasione di decidere a chi farò il regalo, figurarsi poi sceglierlo, andarlo a comprare (con paperella in furia devastatrice) e impacchettarlo…

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io so una cosa…

che voi non sapeteeee!!!

ed è il nome della paperella che soggiorna nella mia pancia!

il weekend con ponte in camper, con mem, marzia e ovviamente chiara ed il viandante (che oltre ad essere incidentalmente mio marito è anche l’autista permanente del camper), in fuga dagli (eccessivi) casini e casinastri delle ultime settimane ha portato consiglio. presto racconti di viaggio e anche foto, appena riesco a recuperarle, o farmi spiegare come si fa a mettere sul blog il link a filckr e/o youtube.
… so’ sempre più tecnologgica…

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fragilita’ e fifa blu

fragili come farfalle sulla sabbia, nella giungla al confine tra messico e guatemalaè un periodo un po’ strano…
da un lato è un momento molto bello. aspetto una bimba, che ha già un intenso dialogo con me fatto di calci, spinte e smanazzate varie, e mi riempie di gioia sentirla. certo, ho parecchia fifa del futuro, considerando che ancora non mi sento in grado nemmeno di gestire la figlia che ho, e le energie mi sembrano sempre insufficienti. infatti anche stanotte ho fatto un incubo che si basava sull’idea di avere due bambini da gestire (nel sogno una era chiara, l’altro un suo attuale compagno di asilo nido). facevo dei danni incredibili. e poi ho paura del parto, anche se ne ho fatto un altro, e ieri miracolosamente mio marito è riuscito di nuovo a prenotarmi una delle 10 epidurali gratuite che offre il nostro ospedale settimanalmente…
dall’altro ho una quantità di parenti che non stanno bene veramente drammatica. tra ricoveri ospedalieri, malattie croniche o non identificate e semplici malanni di stagione, ho una collezione da intenditore. non sono davvero preoccupata, perchè son convinta che si risolveranno tutti, ma mi fa pensare a quanto sono fragili le cose, o meglio, le persone che per me contano nella vita. non sono molto materialista, nel senso che non ci tengo e non mi affeziono più di tanto alle cose. ma con le persone ho dei legami, dei rapporti che costituiscono veramente lo scheletro della mia vita e della mia persona. e vedere quanto sono fragili – non i legami, le persone proprio – mi dà una gran paura.
lo so che la mia ricchezza è ciò su cui si poggiano e si costruiscono quei rapporti – e infatti di fondo c’è come una lucina accesa che mi dice che anche la nostra fragilità non è la fine del mondo, che l’angoscia non vince (e infatti non vince, inspiegabilmente, credo di più alla lucina piccina picciò che alla mia dirompente fifa) – ma mi sento un po’ come il porcellino dentro la casa mentre sente tremare i vetri al soffio del lupo cattivo… e si chiede: davverò terrà? davvero le fondamenta sono profonde? davvero ho costruito sulla roccia?

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