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alla faccia del diritto alla famiglia

ora, una ogni tanto si deve sfogare, ok?
quindi, senza offendere nessuno, voglio dire che:

non mi sembra corretto che io sia stata assunta a lavorare in un’azienda, che si pregia anche della sua tradizione cattolica (io stessa ho dovuto scrivere fior di comunicati su questo), e, proprio quando stava per terminare l’anno di prova, siccome stavo per sposarmi (come detto già al momento del colloquio conoscitivo) e nel frattempo in ufficio proprio nei giorni del mio viaggio di nozze cambiava il capo, la trasformazione del tempo determinato in tempo indeterminato slitta magicamente di almeno 6 mesi, in modo che il nuovo arrivato abbia modo di conoscermi. sai, quando è arrivato tu non c’eri…

e non mi sembra corretto che guarda un po’, proprio proprio quando finalmente l’ufficio aveva deciso di darmi l’inquadramento e la retribuzione che avevamo concordato ad inizio assunzione e che per cataclismi vari dopo 3 anni ancora non si sono visti… quando finalmente si erano decisi, eh, beh, IO ho deciso di andare in maternità.
E mica si può dare l’aumento a una che sta per andarsene a casa per diversi mesi, no? Poi siccome casualmente nel frattempo cambia di nuovo il capo, ancora una volta il reinquadramento – guarda un po’ – viene perso nel nulla.

e la novità di oggi qual’è? che il cellulare ed il portatile aziendale, benefit concordati al momento della stesura del contratto, ma non scritti (perchè io sono troppo, troppo babbea in queste faccende) improvvisamente quando sei in maternità non ti spettano più. perchè sai, così il tuo sostituto (uomo) ha gli strumenti per lavorare… (ma com’è che io ho aspettato 1 anno e mezzo, cioè la conferma a T.I., prima che mi fossero assegnati, …perchè questa è la prassi in questa azienda… e questo tizio-O dopo 2 giorni dall’assunzione a copertura di una maternità deve avere un portatile ed un cellulare)?

e però, certo, che bella cosa una famiglia, una figlia anzi due! e tanti tanti auguri e congratulazioni! che meraviglia che tu sia incinta… prenditi tutto il tempo che ti serve, questi mmenti poi non tornano più…

maledetta ipocrisia.
se qualcuno ha offerte di lavoro su bologna o nel raggio di 100 km, da novembre prossimo sono interessata. anche part time.
nel frattempo, da lunedì cancellate il mio numero di cellulare degli ultimi 3 anni.
si torna al vecchio wind.
(se qualcuno non ce l’ha più, mi mandi una mail che glielo scrivo subito)

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tattiche di guerra

ieri alla riunione del nido ci è stato detto che sta andando tutto bene.
gli inserimenti sono inseriti, le pappe vengono pappate, le nanne vengono nannate.
e le belve – ops, gli angelici pargoli – iniziano a interagire tra loro.
in particolare, dopo alcuni episodi di morsicotti vari, tutti i bambini hanno sviluppato (dicono le dade) la propria tattica per sopravvivere agli altri, ai tentativi di furto dei giocattoli, alle ingerenze non desiderate.

appetitosa, questa paperella...c’è chi morde (ma piano, eh?)
c’è chi spintona
c’è chi fa "oh-oh", tipo titti, quando vede un potenziale nemico avvicinarsi
c’è chi si rifugia dalle dade
c’è chi vive in braccio alle dade, così non rischia
c’è chi si appiglia alla violenza e ha imparato a tirare più forte dell’aggressore e si tiene il giocattolo
c’è chi fugge
c’è chi molla l’oggetto prima che provino a prenderglielo (tanto non è maturo, non mi interessa)

…e la paperella?
la paperella, che pare sia la più avanti come linguaggio, o quasi, ha sivluppato l’urlo supersonico che fa fuggire i nemici con la coda tra le gambe:
E’MMMMMMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

peccato che ogni tanto ne faccia le prove generali anche a casa, minacciando seriamente i vetri della cucina e i timpani di mamma e babbo, oltre alla quiete pubblica in genere.

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il coccodrillo come fa?

guarda che bocca!il coccodrillo in effetti non lo so, ma la paperella – che si sta improvvisamente trasformando in un coccodrillo dentacciuto – ulula parecchio. grazie a Dio, alla pediatra e agli antibiotici siamo usciti dalla spirale malefica della settimana scorsa, ma per non farci mancare nulla ora stiamo mettendo CONTEMPORANEAMENTE 4 canini.
Alle urla di dolore e rabbia si sta fortunatamente sostituendo l’impulso a sgranocchiare qualcosa, così da dare sollievo alle gengive infiammate. Ma secondo voi mia figlia poteva sgranocchiare, che so, gli affari in commercio fatti apposta per la nascita dei denti, contenenti un liquido che dopo pochi minuti di congelatore aiuta a lenire il male?

giammai…
per lei solo nasi.
esatto. le piace sgranocchiare il naso della mamma o del babbo.
o, occasionalmente, le dita della mamma.
solo mano destra, però.

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sivvabbeh, e allora spariamo ai pesci in un barile…

il crollo…va bene tutto, ma nelle ultime 3 settimane abbiamo fatto:
1 settimana io di gastroenterite fulminante,
poi 1 settimana di suina il viandante,
poi 3 giorni di congiuntivite la paperella
…ed ora si è beccata lei la suina, pare, e stasera il termometro segnava 40.3…

insomma, va bene piovere, ma diluviare magari no!

la buona notizia è che questo fine abbiamo un sacco di amici in visita, non vedo l’ora. per fortuna la pediatra dice che per sabato non sarà più contagiosa, quindi non ci tocca rimandare il tutto.
ditemi voi, saremo bravi?? per evitare di contagiare qualcuno in questo weekend, nelle ultime 3 settimane ci siamo presi e passati tutto il passabile!!! mo’ basta, però! eh!

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bibidi bobidi buuuu!!!!!!

viandante a 2 annivediamo se il magico programma del viandante funziona, e quindi se da oggi riesco a mettere in questo blog anche delle immagini…
oggi vi darò un’entusiasmante anteprima del viandante a ricchi 2 anni. cioè poco più vecchio dello stato attuale della paperella. guardate che splendore…
devo ammettere però che era decisamente più capelluto di chiara (se per questo anche di sè stesso, 28 anni dopo :P)

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bollitori e allucinazioni

stanotte la paperella ha fatto un ciclo continuo: accesso di tosse – ciuccio sputato – recupero – nanna, o accesso di tosse – ciuccio sputato – non recupero – pianto – recupero da parte della mamma (o fornitura di uno di scorta, rintracciato con la forza della disperazione in altre parti di casa) – nanna.
in compenso quando tornavo nel letto c’era il marito che smaniava come un bollitore sul punto di esplodere e scottava di più, e gnaulando "ho freddo" tirava il piumone addosso a me, che tentavo invano di allontanarmi dalla temperatura lavica sua e del letto rifugiandomi sul bordo e cercando di scoprirmi almeno la schiena per sentire un refolo d’aria. peccato che il bollitore a quel punto mi si faceva più vicino per scaldarsi (lui!), rischiando al contempo di buttarmi giù dal letto. ma tanto a quel punto di solito dalla stanza a fianco ripartiva il ciclo accesso di tosse- etc, etc. quindi mettevo direttamente i piedi giù dal letto per andare a recuperare il ciuccio disperso.
quando all’alba delle 6.30 mi son arresa e ho portato la paperella nel lettone nostro lui ha avuto il coraggio di aprire gli occhi, guardarmi sorridente e dirmi "che nannona, che ho fatto, ora mi sento meglio!". poi si è provato la febbre e aveva 38, non ho potuto nemmeno infamarlo.
in compenso, mentre io cercavo di trovare le energie per alzarmi e portare la paperella all’asilo, tra babbo e figlia è ricominciato uno di queli dialoghi adoranti, in cui il babbo sostiene di capire cosa dice la papera, che sputandogli il ciuccio in faccia dichiara con voce ferma: "baboiiijappappajopio". e lui "ma certo, senti, ha detto bambolina, pappagallo, pio!". (il che, poi, ha un significato profondo. ma soprattutto, com’è che nessuno le ha mai detto nessuna di queste parole, e no, non ha nemmeno pupazzi del genere?!?!)
ora, potrei dire che il viandante è molto fantasioso.
ma secondo me sono le allucinazioni da suina.

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incertezze da 4 soldi

oggi è bel tempo, com’è giusto visto che l’11 novembre è chiamata l’estate di san martino, da quando san martino ha dato il suo mantello al povero… un giorno di sole che ne interrompe una serie di grigi.
la mia giornata di solicello al momento è davvero misteriosa. non so se mangerò da sola, non mangerò, mangerò con mio marito o dai miei. poi vedo alcuni amici, passerò a salutare i miei (sempre che non ci abbia mangiato prima).
dopodichè potrei andare presto a prendere la papera all’asilo e accompagnare il babbo ad una visita medica. oppure farmi una passeggiata e andare a prendere la papera sul tardi, lasciando che il marito vada alla sua visita da solo.
e poi potrei andare mangiare a casa con la mia famiglia e poi lasciare mia figlia nel letto e mio marito sui libri e andare al cinema con alcuni amici. oppure stare in casa con loro e ascoltare una trasmissione radio condotta da un amico (ascoltate panta80!). oppure potrei portare la bimba dai miei e andare al cinema con gli amici e mio marito, magari mangiandoci un boccone insieme allìuscita dal primo spettacolo. o mangiando dai miei. o mangiando prima a casa.
ah, e poi forse oggi vado a vedere una casa che può interessare i miei suoceri. o forse no. dipende se trovo la vicina, che è anche l’agente immobiliare, e riesco a disdire l’appuntamento. al momento, non mi ha risposto.
ugh, e poi oggi leggerò le mie analisi del sangue con curva glicemica annessa, e scoprirò se anche questa gravidanza mi son beccata il diabete gestazionale, quindi mi tocca mettermi a dieta rigida (altro che voglie…) oppure se per questa volta posso star serena.
e nessuna di queste decisioni dipende da me. com’è che la mia vita è sempre un tale (allegro) casino?

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up!

complice un’influenza che ha costretto la nonnagiù, quella del mare, a non andare al mare questo we, domenica pomeriggio trasgressssssiva: mollata la paperella ai nonni, ci infiliamo gli occhialoni e via nel cinema 3d a vedere up, con un paio di amici consenzienti.
nota bene. io in gravidanza ho la vite della ghiandola lacrimaria allentata, piango anche davanti alle pubblicità (per fortuna che quasi non guardo la tv) e non sono in grado di leggere un libro o vedere un film che abbia un livello di stress e tensione più alto di mary poppins, ok? no, non me ne vanto, ma non posso farci niente. sennò faccio gli incubi (come stanotte, che ho finito twilight 1. bello eh, ma non ho dormito un piffero).
ok, dicevamo up. è bellissimo. tenerissimo.
ho pianto come un coccodrillo, riso come una iena, mi sono intenerita come un budino.
e anche i maschietti, virili e non incinti, che erano con me.
chissà se ha pianto di commozione anche ipa, nella mia pancia abitata. secondo me un paio di lacrimucce le ha fatte anche lei, la dura. poi si è rifatta tirandomi calci tutta notte.

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papallopio

… solo un babbo molto molto innamorato poteva capire che dietro al grido di "papallopio, papallopio", emesso stasera a cena tra una fetta di polenta e uno spicchio di pera, si celava un "papallo pio" cioè un pappagallo (parola mai pronunciata da noi negli ultimi 17 mesi, sono piuttosto certa che quindi deve saltar fuori dall’asilo) che fa pio… (in quanto volatile, quindi uccellino, quindi pulcino, rientra nella categoria di bestie che fanno pio. no, se volano non possono fare altri versi. che siano una pioana, un merlo, un uccellino o un papallopio, sempre pio gli tocca).
e intanto qui si continua, tra un vocabolo fantastico e un verso immaginifico, a crescere, curiosare, parlare, scoprire. il secondo anno di vita è veramente un’esplosione continua. se sopravviviamo ai lapilli della sua creatività, cosa ogni giorno più improbabile anche perchè il suo senso del pericolo non avanza di pari passo con tutte le altre incredibili capacità della paperella, ci trovate sempre su questi schermi. o su feisbùk.

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catorcizzando

la mi pienissima settimana ha subito una brusca frenata causata da una violenta gastroenterite.
mamma mia, se fa male… aggravata, ovviamente, dal fatto che la pupa pesa e scalcia sulle parti lese, rendendomi impossibile non solo trattenere il sibo nello stomaco, ma anche solo stare sdraiata o seduta.
oggi comincio a rivedere una luce in fondo al tunnel, ma al momento non ho ancora riprovato ad ingurgitare cibi solidi. a pranzo rischierò due patate lesse.. argh… speriamo di non regredire alla fase precedente di intimità col bagno.
l’unico lato positivo è che nn credo proprio che questa settimana prenderò peso…

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