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ah, la multitaskinghitudine!

stamattina, tutto di corsa:
papera all’asilo
ricette al dottore (ieri visita ginecologica, tutto ok, ma devo fare un sacchissimo di analisi)
chili e chili di spesa, stasera ci sono i barbari a cena
ho cominciato a cuocere le cose per stasera: broccoli da lessare, patate da pelare…
telefonatina all’ospedale, per informarsi sui giorni in cui chiamare per cercare di avere l’epidurale gratis (sì, sono una fifona e non ho paura di ammetterlo. io, senza, non ce la posso fare)
lavatrice della lana (tra l’altro, ignoro il perchè ma – dopo oltre 1 anno di pacifica stasi – la lavatrice ha deciso di muoversi in giro epr tutto lo sgabuzzino. mi toccherà schiavizzare il babbo a rimetterla a cuccia)
ho intercettato pure il giardiniere dei vicini, che al momento mi sta potando gli alberi.
aaargh, coon cosa lo pago?? mi tocca uscire un’altra volta a far bancomat!!
(e questa è solo la mattina, per il pomeriggio ho un’altra serie inquietante di impegni)

… e poi tutti mi dicono che ho l’aria stanca!! alla faccia della meternità riposante…

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consecutio

è incredibile la logica che sottende alla mente della papera.
ieri mi sono accorta che ha deciso che alcune locuzioni che di solito noi pronunciamo di seguito, per lei sono evidentemente un tuttuno. quindi se io la vado a prendere all’asilo, e per non farla dimenare troppo mentre la metto in macchina dico "dai, che adesso andiamo a casa" lei prontamente completa "dal babbo". perchè spesso la mamma, per darle una buona ragione per stare ferma e non contorcersi come un’anguilla, le dico che la brum-brum ci porta a-casa-dal-babbo, luogo evidentemente mitologico in cui il babbo è incastonato.
oppure non è più possibile dirle "dai che siamo quasi pronti" senza che lei completi "viaaaaaaaaa"…
da ieri ha cominciato a riconoscere i disegni alle pareti: in camera sua c’è un mio poster di Gandalf che galoppa su Ombromanto con Pipino. Bene, stamattina l’ho trovata seduta lì sotto in adorazione che ripeteva il suono del cavallo (non nitrisce, da il cloppeti cloppeti degli zoccoli). Poi si è voltata e ha notato che un portafoto appeso sopra il fasciatoio (ancora vuoto, come tutti i portafoto di casa mia), ha una testa di cane: e quindi via col bau bau… testa girata… cloppete cloppete… giro… bau bau… cloppete-bau-cloppete-bau-cloppete!!! e via ad applaudirsi!
… e questa mia casa sembra sempre più l’arca di noè….

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notte di sonno!

sì, lo so che normalmente nno è una notizia, ma oggi lo è. dopo un tumultuoso periodo notturno, stanotte – salvo un breve risveglio da perdita ciuccio alle 23.30, quando il babbo era ancora in piedi ed è prontamente intervenuto – è andato tutto liscio. La paperella si è addormentata verso le 21 (durissima, ma l’ho messa a letto io!) e svegliata 5 minuti dopo la nostra sveglia.
Credetemi, quando non succede da molto, è una notizia. Eccome, se lo è!!!

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penso troppo

dice il Viaandante, e probabilmente c’ha ragione. saranno gli ormoni che mi impediscono di ragionare con chiarezza, ma in questi giorni sono un po’ abbattuta sul mio ruolo di mamma.
non capisco… corro un sacco, eppure mi sembra dai non far niente per mia figlia: il babbo le dà la cena, il babbo la mette a dormire, il babbo le fa il bagnetto, il babbo la sveglia, il babbo la porta in piscina, iil babbo la cambia, il babbo la mette sul vasino, il babbo la fa lavare alla mattina, il babbo si alza la notte (anche la mamma, ma il babbo di più), il babbo la fa ridere come una pazza.
capiamoci: non ho un complesso nei confronti del babbo, è che non capisco come mai, nonostante io corra come una matta, mi sembra di non fare nulla con lei, nulla di rilevante, nulla di importante. sono una scarsa mamma? possibile, ma non per cattiva volontà. per pigrizia? non lo so, non mi pare. certo, non muoio dalla voglia di assolvere certi compiti, e quando arriviamo a sera sono stravolta ed è il babbo ad occuparsi di tante piccole faccendine intorno alla bimba, ma non è che nel frattempo non faccio nulla…. e quindi cosa faccio? come passo il tempo?
anche al matrimonio è stato così… siamo stati ore con gli amici, e io non so come ho passato il tempo. ho avuto l’impressione di nn essere stata con nessuno, di avere a malapena salutato gente che si è fatta ore di macchina per essere lì quel giorno con noi. eppure io c’ero, e non sono stata ferma un secondo. poi gli amici mi han detto ma va là, figurati, va benissimo.
ma la paperella, capirà? lo sentirà che le voglio bene? penserà che una mamma è utile, o che è un’ape che ronza per casa affaccendata in nulla? già ora quando si sveglia la notte chiama il babbo… che non è un problema in sè, anzi, è tenerissima, ma… lo sa che sono qui per lei? poi io ci vado, quando riesco, ma è abbastanza? sono abbastanza?
il viandante dice che penso troppo, che per la papera non conta chi fa le cose, lei sente che le vogliamo bene, punto e basta. ma a me basta?
devo pensare meno, e fare di più, anche con lei.
ma dove trovare altre energie, in questa prosciugante gravidanza?
basta, da stasera inizia la fase di recupero autostima mammica. con i fatti.

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uccelli in vista

ebbene sì, visto che il viandante – che mi aveva costretto al silenzio fino alla sua ricomparsa – è tornato dopo mesi alla vita nel suo blog, posso finalmente annunciare che ci sono visite ornitologiche previste a febbraio da queste parti.
un certo uccellone bianco, tipico dell’alsazia, con lungo becco a punta, che fa il nido sui comignoli e ogni tanto passa da via-dei-matti (come la paperella ha identificato casa nostra) per mollare dalla cappa del camino un bel fagottino.
rigorosamente rosa.
perchè qui, con la seconda femmina attesa per febbraio (ricchi 20 mesi dalla prima papera), pare che abbiamo fatto l’abbonamento a fiocchi, batuffoli e calze a righe colorate. no, codini e treccine no, perchè la papera è ancora poco più che implume.
inaspettata, come chiara, ma sicuramente portatrice di gioia come lei, la nostra futura insidiatrice di vite tranquille ha iniziato subito a far capire chi comanda – dopo i primi 4 consueti mesi di letargo e nausee rivoltanti dei quali la mamma ha un ricordo vago e confuso – presentandosi alla fine del 4° mese con un distacco della placenta che mi ha costretto alla gravidanza a rischio. con somma gioia del mio nuovo capo, che già aveva preso bene la seconda gravidanza in due anni…
ora siamo all’inizio del 6°, il distacco è quasi rimarginato, la mia pancia abitata cresce (pure troppo, per i miei gusti), e la mia gioiosa fifa davanti a questo mistero con la m di machissàcomesifaràasopravvivereaduepapere e la a di femmina, pure.
ma come dice il viandante, se Dio ce l’ha data significa che possiamo vincere!!! :)

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feisbuccando

…si salvi chi può, il viandante si è iscritto a feisbùk…
c’ha anche l’alibi valido: pare sia l’unico modo per restare in contatto non troppo sporadico con Mike ed Amy, i nostri amici americani.
e per questo mi toccherà farlo anche a me.
ma domani, dai, che due viandanti in una sola sera sono troppi anche per feisbùk.
aspettatemi…
ps. e congratulazioni a kiara, per essere la prima ad aver scritto al viandante, 8 minuti dopo che aveva completato la sua iscrizione! ma ci vivi o è stata una fortunata coincidenza?
pps. il suddetto viandante continua ad assicurarmi che proprio questa sarà la sera giusta in cui mi fa un programma per mettere le foto sul blog. chi visse sperando… :P

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aneddoti nipotistici

tanto per cominciare, ieri sera l’ho addormentata io, e in 10 minuti. e ha dormito tutta la notte, eureka! (era un po’ che non succedeva…)
il Viandante ha deciso che il metodo migliore per curare la mia crisi di autostima è quello brutale, e me l’ha messa in braccio dicendo: tò, va a metterla a letto. e, nonostante un po’ di panico, ha funzionato.
in compenso ieri pomeriggio siamo andati a trovare la nonna L, inchiodata dal colpo della strega (ma io lho sempre detto che la mia mamma è una strega), che mi ha fatto ridere come una pazza con questo aneddoto nipotistico.
io ho 4 nipoti, 1 da un fratello e 3 dall’altro. quella di mezzo del fratello grande, questo we vede la nonna un po’ abbacchiata dai malanni e le si avvicina teneramente con queste parole:
"Ma nonna, non dire così, non è vero, tu non sei vecchia!"
E nonna L, evidentemente commossa: "grazie, grazie, nipotina, ma un po’ io e il nonno siamo vecchi, abbiamo una certa età!"
La nipote insiste: "Ma no, nonna, non è vero. Tu non sei vecchia… Il babbo e la mamma, loro sì che sono vecchi! Tu e il nonno siete… antichi!"

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parole e comunicazione

la paperella ha ormai raggiunto un considerevole numero di (mezze)parole. a parte i lfatto che ne pronuncia solo pezzi – a questo punto ho deciso che lo fa per una questione di principio – il vocabolario include una ventina di versi di animali e le parole che indicano gli oggetti più comuni della sua vita.
quello che non capisco è la quasi completa mancanza di relazione tra la pronuncia di una parola e il suo significato: ogni tanto parte, e ne recita filastrocche intere, in ordine casuale. in compenso se le chiedi: la vuoi questa cosa, sì o no? risponde solo no, a meno che non le si suggerisca sì. in quel caso si illumina tutta e annuisce un vigoroso zì.
ma la sa la differenza, perchè non la usa?
oppure ogni tanto quando è a tavola inizia ad urlare acqua acqua, ma in realtà vuola la pappa (e sì, lo sa benissimo, cosa significano le due parole). e via discorrendo. conosce le parole, e anche il loro significato, ma si rifiuta di usarle a proposito, di comunicare qualcosa con esse.
in compenso, quando vuole qualcosa non pronuncia il nome dell’oggetto del desiderio (che conosce) ma inizia ad urlare come un nazgul suoni inarticolati.
mah. nazgulino mio misterioso…

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la vendetta del fato

devo dire che la nottata è venuta a sfidare quanto detto ieri…
prima, in serata, il babbo incredibilmente non è riuscito a calmare miracolosamente chiara come fa di solito, e sono dovuta intervenire io. intendiamoci: era praticamente abbioccata, le ho dato solo un rapido colpo di grazia intanto che lui iniziava a studiare. è stato facile. ma sospetto che ci sia lo zampino del viandante che voleva "farmi vincere", e mi ha chiesto aiuto anche se non ne aveva davvero bisogno.
in compenso stanotte è stata proprio un delirio. un primo risveglio sulle 2, in cui il babbo l’ha portata nel lettone perchè non ce la faceva a riaddormentarla. alle 2.30 lo scuoto e gliela faccio riportare di là, tanto dormivano tutti e due. in compenso poi si è risvegliata alle 4 e la mamma ci ha messo un’ora e mezzo per rimetterla buona, mixando ninne nanne ed intimidazioni.
se a questo si aggiunge una grossa mia difficoltà a riaddormentarmi per cause ormonali, si capisce che non ho dormito un piffero. ma stamattina il babbo mi ha lasciato dormire, e l’ha portata lui all’asilo… :)
non voglio farlo come regola, mi piace svegliarmi con loro, e portare la papera all’asilo mentre il viandante va in ufficio. ma quando ce vo’, ce vo’. innegabilmente.

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folle e follìe

è stato un finesettimana intenso e pieno, ripieno, quasi farcito di persone in casa mia!
tre pasti, ciascuno tra i 10 ed i 14 commensali bimbe escluse. 2 amici e una pupattola a dormire, gente da forl’, rimini, brescia, roma. e vidiciatico!
mi son stancata in sacco, ma mi son divertita, oh quanto mi sono divertita… e poi, parlando con la mamma bresciana, ho scoperto che non sono l’unica mamma ad aver le crisi perchè non sa come passare 4 ore con la pupa. o a sentirsi inadeguata perchè la paperella si addormenta solo con il babbo, fa il bagnetto solo con il babbo, ride come una pazza giocando solo con il babbo.
capiamoci, la mamma è semrpe la mamma, ma sta bimba è verametne babbosissima, e la mamma si sente un po’ incapace… follìa? forse. ma da questa settimana inizia il corso di addormentamento pupa da parte della mamma. che ha bisogno di ritrovare un po’ di sicurezza e di autostima.

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