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autonomia

… ebbene sì, si è staccata.
barcolla sui suoi propri piedi. e sulle sue proprie scarpine (che no, non sono le carissime primi passi di qualche carissima marca, ma lei ci sta comoda lo stesso… quando non è a piedi nudi, si intende!).
e sbatte la sua propria faccia sugli spigoli e sul pavimento, cadendo rovinosamente dopo in media 7-8 pazzi passi.
ma è lo stesso in preda ad una gioia e ad un’eccitazione così incontenibile che la scuote tutta (facendola nuovamente franare a terra!).
insomma, cammina!
(si salvi chi può…)

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smalloppamenti

navigando nei tanti siti mammosi della rete ne ho segnati un paio che indicano le iniziative per bambini di cui bologna, evviva evviva, è piena.
ma NESSUNO per bimbi sotto i 2-3 anni, possibile?!?!
quando l’ho segnalato ad una animatrice, mi ha risposto che tanto a quell’età i bambini si possono lasciare al nido fino alle 18, non c’è bisogno di creare luoghi in cui i genitori possano smollarli.
… smollarli??! e io che pensavo fossero luoghi in cui accompagnarli, per educare la loro creatività, la loro intelligenza, la loro curiosità…
questo, nell’ampio cartellone didatticoculturalpedagogico bolognese, non è previsto. ma di luoghi per smalloppare i figli più grandiscelli, siamo pieni.

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do i numeri

credo di essere l’unica mamma al mondo che, andando a cercare un paio di scarpette per sua figlia, n.18, riesce a tornarsene a casa con due sciccosissimi sandaletti dorati.
1 del n. 17
1 del n. 19
entrambi nella scatola del n.20
… e il bello è che chiara ci ha scorrazzato dentro per 3 ore, e io me ne sono accorta solo la sera, sistemandole vicine per mostrarle ad un’amica…
sono stupefatta. (in tutti i sensi, evidentemente)
forse una parziale giustificazione alla mia follìa può venire dal fatto che, mentre io cercavo disperatamente tra cataste di scarpine un n.18 usabile per camminare, e non solo a scopo ornamentale, chiara tentava di abbattere le suddette cataste, lanciandocisi in mezzo con gridolini di gioia e sfilando scatole e scatole dal fondo delle pile…

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dade criminali

open day dei nidi.
vado, con una certa trepidazione, a vedere alcuni dei nidi della mia zona, per scegliere quali indicare come preferenze nella richiesta di assegnazione di un posto, nel bando comunale. Più che la struttura, mi interessa capire un po’ come sono le maestre, le "dade".
Secondo me, la maggior parte di esse si è fatta un punto di onore di criminalizzare le mamme che lavorano. Che, ovviamente, sono le uniche poi ad aver diritto, a bologna, a un posto al nido.
Tanto per iniziare i nidi chiudono alle 5, e se porti un certificato firmato dal datore di lavoro, che dice che finisci dopo, possono arrivare fino alle 6. (e se i genitori, come da normale lavoro di ufficio, escono entrambi alle 6? e se non hanno nonni a disposizione ogni santo giorno?) ma questa è solo l’ultima questione… quando ci siamo arrivati, ero talmente divorata dai sensi di colpa per le altre cose, che non son nemmeno riuscita a sollevare il problema.
INSERIMENTO. che significa, grossomodo, tragedia.
secondo loro, la tragedia è delle mamme che non vogliono staccarsi dai bambini (molto più che il contrario). ok, non è il nostro caso, ma ci posso credere.
come funziona? SE il bambino viene accettato al nido, viene "inserito" nel gruppo, con una data di partenza che può variare tra il 7 settembre ed il 30 ottobre.
quando lo sai? la prima settimana di settembre. benissimo.
e poi? poi la mamma (perchè possibilmente non si deve cambiare la figura di riferimento, sennò il bambino si disorienta), comincia a portarlo un’ora al giorno, e via ad avanzare. se tutto va bene, dopo 1 mese si inizia l’inserimento al sonno, cioè si inizia a lasciare il bimbo dopo le 12. ovviamente venendolo a prendere alle 15,30, mica lo si può lasciare tutto di colpo fino alle 17 (figuriamoci poi le 18!). insomma, dopo 2 mesi la mamma puù tornare tranquilla al lavoro, SE non ci sono stati problemi di inserimento, e SE la bimba non si è mai ammalata (!!!) durante l’inserimento, altrimenti torni a ripetere la sequenza. Quindi, dopo 2 mesi dalla data di partenza (variabile), il bimbo dovrebbe essere in grado di restare al nido dalla mattina alla sera. wow.
poi però, siccome sono tutti nidi mamma-friendly, allora la mattina puoi portarlo in un orario qualsiasi compreso tra le 7.30 e le 10 (invece che tra le 7.30 e le 9!). ri-wow.
e se provi a dire "sì, ma non è che si può provare ad abbreviare/cambiare l’accompagnatore/sapere già da luglio quando prendete i diversi bambini/guardate che lei è un anno che fa un nidocasa, ci è abituata…" insomma ogni obiezione io abbia provato timidamente a suggerire è stata guardata con orrore, deprecazione ed accompagnata da ampi scuotimenti di testa: "ma signora, lo facciamo per il bene della bimba, lei non vorrà mica che rimanga traumatizzata, scioccata, angosciata, che odi per tutta la vita il nido e i genitori che ce l’hanno portata… insomma, lei vuole bene a sua figlia, sì o no?".
sgurgle. trasecolo. "certo… " dico con voce flebile. "e allora quando l’ha messa al mondo non lo sapeva che avrebbe dovuto fare un po’ di sacrifici per il suo bene?".

ma solo io, mi chiedo, ho un lavoro dove non posso prendermi 2 mesi di ferie, con inizio incerto in un arco di altri 2 mesi, SE TUTTO VA BENE?

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