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Trasloco!

ebbene sì, si trasloca. in una nuova casa, più grande, più bella, e poi tutta fatta dal babbo.

ovviamente si tratta di blog! da borgomostri non ci si sposta, scherziamo?

dopo un po’ di silenzio qui per la troppa confusione nella vita, ma soprattutto dopo mesi di preparativi sotterranei e notturni (perchè di giorno non c’è tempo per parlarsi, figuriamo per fare un blog), io e il babboviandante, la paperella, la leprepazza e la pallottola abbiamo il piacere di presentarvi il nuovo blog di famiglia: www.follefamiglia.it (un blog a 10 mani, di cui 6 – almeno – appiccicose).

chi mi legge qui, si segni il nuovo indirizzo. i post (se tutto funziona) dovrebbero finire anche nei nostri facebook.

… così forse la smetteremo di litigarci gli episodi da raccontare!
arrivederci nella nuova casa – già funzionante e attiva da alcuni giorni.

Discussioni botaniche

stamattina a colazione.
paperella, allungando l’occhio: “mamma, possiamo aprire quell’altra scatola di cereali là dietro, quella grigia?” (indicando una confezione nascosta di cereali al cioccolato)
io: “no dai, prima finiamo questa che è aperta. sono cereali ai frutti rossi, ti piacciono, te li ho presi apposta…
p, guardando il disegno sulla scatola: “ci sono le fragoline e le ciliegie?”
io: “sì, ma anche i frutti di bosco, come i mirtilli, i ribes, i lamponi…
p: “i lamponi no, non ci sono disegnati!
io: “come no? eccone qui uno guarda… è un frutto rosso, c’è!”
babbo: “anche i pomodori tecnicamente sono frutti rossi, quindi ci sono anche quelli!
io: “ma smettila che le confondi!
leprepazza, alzando il naso dal latte al cioccolato sentendo nominare i suoi amati pomodori: “ma no, babbo! i pomodori mica vivono nel bosco! loro vivono fuori!”
p: “… e comunque io ci ho pensato, vorrei i biscotti stamattina!

i pomodori, secondo la follefamiglia, non crescono, loro vivono. ce li vediamo ad andare in giro tipo i puffi, sgambettando nell’orto per cercare il sole migliore…

Domande interessate e nonne altrui

Ieri sera a cena, il babbo si era espresso in una padellata di ottime linguine salmone e zucchine. Ora, già che mi han trovato il diabete gestazionale – quindi c’ho i carboidrati razionati e gli zucchieri a 0 – già che il salmone mi piace da matti, è stata proprio una gran festa!
Anche le bimbe son state particolarmente entusiaste (nonostante le odiate zucchine), e la leprepazza ne ha approfittato per cimentarsi nell’arrotolamento della linguina, sport praticato dalla sorella con un discreto successo e molta soddisfazione, e da lei con risultati… bizzarri!
Diciamo che parte della linguina si arrotola nella forchetta, e parte (indiscutibilmente maggiore) penzola giù prima dalla forchetta, poi dalla bocca, con scene alla Totò che si possono bene immaginare; ciò nonostante, il fantasmagorico passo avanti di non dover mangiare col cucchiaio le linguine che la sorella arrotola nella forchetta, ma di poterle arrotolarsucchiare anche lei, ha riempito la leprepazza di giustificato orgoglio.
La paperella, dal canto suo, dall’altezza della sua maggiore abilità incitava la sorella e – più o meno – tentava di dare il buon esempio (incredibile come una cena in casa nostra, e senza ospiti – evento ben raro! -, possa trasformarsi in un’avvincente avventura).
A un tratto, evidentemente soddisfatta dei risultati raggiunti dalla sorella ” più media” (come si è autoproclamata la leprepazza da quando sono incinta), la paperella ha sparato:
p: “babbo…”
b: “dimmi!”
p: “senti, ora che la leprepazza ha imparato ad arrotolare possiamo dirlo alla nonna Emma?
b, perplesso: “la nonna Emma?” girandosi verso di me “…e da quando abbiamo una nonna Emma, noi?
io (sottovoce): “la nonna del Geco... secondo me parla di lei!
p (saltando sulla sedia!): “babbo, la nonna Emma! è la nonna che fa le tagliatelle!! ora che la leprepazza sa arrotolare la pasta lunga, lei dovrebbe saperlo, no?

… alla faccia della domanda interessata!!!

naso freddo

ieri pomeriggio, in salotto.
la  leprepazza, in uno dei suoi momenti di coccolite mi si arrampica in braccio e, come di sua abitudine, mi prende la faccia e se la avvicina a tal punto da infilarsi praticamente il naso in un occhio.
l: “mamma, hai il naso fleddo“.
io: “lo so, mi capita spesso, come ai cognolini“.
l: “ma pelché hai il naso fleddo?
io: “non lo so, forse perché sono arrivata da poco e fuori è più freschino che in casa“.
l: “mhm…”
io: “cosa c’è che non ti convince, leprepazza?
l: “mamma, non è che  è fleddo pelché dentlo il tuo naso adesso c’è il flatellino?
io: “NO! il fratellino sta nella pancia, mica nel naso!
l: “ma folse si è spostato, si è stufato di stale nella pancia“.
io: “ma non ci sta! non è mica più così piccolo!
l: “ah, ho capito, adesso è glande COSI’!!!” e spalancando le braccia, se ne va tutta soddisfatta mentre io mormoro supplichevole  “in effetti spero proprio che così lo diventi DOPO essere uscito dalla mia pancia…“.

abbracci

tardo pomeriggio. nauseissima e mal di testa. boccheggio sul divano.
quando è quasi ora di cena rientrano le patafrulle, trasportate in giro da un fu-fancazzista-mascherato che sta cercando di guadagnarsi la santità facendo giri in macchina al posto mio. la leprepazza si avvicina al divano e si infila sotto la mia coperta.
l (guardandomi da 3 centimetri di distanza): “mamma, allola c’è un flatellino nella tua pancia?” (per la trecentottantesima volta)
io: “sì leprepazza, un fratellino o una sorellina“.
silenzio, mi guarda perplessa la pancia che ancora non evidenzia bene il suo essere farcita.
io: “leprepazza, ma lo sai che ora che c’è questo fratellino io ti voglio ancora più bene di prima?
l: “sì lo so, me l’ha detto il babbo“. (e bravo babbo!)
io: “bene, perché io ti voglio benisssssimissimissimo!” e l’abbraccio.
l (stringendomisi addosso come un cobra affamato): “sì pelò quando mi abblacci me ne vuoi di più! stletta stletta!

scioglimento…

Domande dell’alba

Stamattina, ore 6.30. Suona la sveglia. La ignoro. Il babbo no e va a svegliare le patafrulle.
Dopo pochi istanti mi ritrovo nel lettone una paperella perfettamente desta e in possesso di tutte le sue capacità verbali e mentali (e una leprepazza che si finge morta per poter dormire altri 10 minuti). La paperella mi fa una carezzina, si ferma a fissarmi (sperando che io dia segni di vita, cosa che tento assolutamente di non fare e tengo gli occhi serrati e il corpo immobile), poi si stufa e spara:

p: “Mamma, i bambini li manda Dio. Ma come fa Dio a fare i bambini?”
io: “… … …” spalancando gli occhi e tentando di capire esattamente in che pianeta mi trovo.
babbo (relativamente più sveglio, essendo andato a svegliare le fanciulle… e poi tornato a letto): “Paperella, lascia fare a Dio. Lui può fare tutto, può fare anche i bambini“.
p: ” ah“. passano 10 secondi.
p: “mamma?”
io: “mhm?”
p: “ma qualcuno nasce già da grande?
io: “no, non è possibile. tutti nascono dentro la pancia di una mamma“.
p: “ma come hanno fatto i primi bambini, se non c’era una mamma con una pancia in cui nascere?
io (chiedendomi come mai questi guizzi di intelligenza sovrumana le vengano sempre PRIMA dell’alba): “ah ok, i primi primi primi Dio li ha creati già da adulti, si chiamavano Adamo ed Eva, ma era un sacco di tempo fa, ed è successo SOLO a quei due“.
p: “ah. e adesso sono già morti?
io: “eh sì
p: “sicura?”
io: “sì, era proprio tantissimo tempo fa, è una storia lunga, un’altra volta te la racconto“.
p: “ah. peccato. cosa mangiamo a colazione?

ma solo a me capitano conversazioni mattutine così??? domani temo la domanda sull’uovo e la gallina…

Reazioni familiari

1. io: “paperella, ti devo dire una grossa sorpresa: aspetto un bimbo!”
p: “un fratellino! bellissimo! così potrò fargli il bagnetto, portarlo in passeggino, fargli la pappa…
io: “non sarebbe proprio una bambola, andiamo con calma...”

2. io: “leprepazza, ma lo sai che sono incinta?
l: “in cinta? ah. io invece questa estate sono stata in abluzzo e a limini...”
io: “non in Cina, incinta!!!”

3. io (2^ tentativo): “leprepazza, c’è un bimbo piccolo piccolo nella mia pancia, vuol dire che nascerà un fratellino o una sorellina!”
l: “mamma!  allola io non sono più la solella più piccola, sono diventata la più media di tutti!!

4. io: “ma leprepazza, sei contenta che arriva un fratellino?
l: “molto mamma! però da quando nasce diventiamo tle, come quando vengono gli amici a tlovalci, quindi noi mangiamo semple nel tavolo dei piccoli, va bene?
io: “…cominciamo già con le rivendicazioni sindacali?

5. ore. 7.00 driiiin! driiiin! babbobeppe apre gli occhi.
io sono accovacciata vicino al suo bordo del letto: “babbobeppe? sono incinta. buongiorno!”
b: “AAAAAGHHH!”
io: “avevo detto anche buongiorno...”

6. io: “bimbe, ma sperate che sia un maschio o una femmina?
bimbe: “un maschio!
io: “come un maschio, anche voi? ma perchè?
b: “mamma nei nostri giochi ci manca sempre qualcuno che faccia il principe. oppure il cane.
io: “ecco, ora comincio a sperare che sia una femmina…

non so le vostre reazioni ma, ecco, l’ho detto, sono incinta.
la mia follefamiglia ha reagito così…

Primi giorni

io: “allora, leprepazza, com’è andato il primo giorno di scuola?
l: “bello, ho giocato giocato giocato!
io: “bene, e qual’è il gioco più bello che hai fatto?”
l: “i giochi nuovi!!!
io: “e sarebbero?
l: “belli. pelò l’acqua col sole è andata via.
io: “quale acqua?”
l: “quella nel vaso.
io: “quale vaso?
l: “quella che sai che un bambino piccolo ha schiacciato la mia piantina e poi l’ha fatta molta?”
io: “quale piantina morta? quale vaso?”
l: “e invece quelle dell’anno scorso sono diventate alte alte e allola le hanno portate via
io: “leprepazza, mi sto un attimo perdendo
l: “sì sì mamma, ma poi l’acqua, nel vaso, non c’ela più!
io: “aspetta. nel vaso c’era una piantina, poi un bimbo l’ha strappata per sbaglio ed è morta, poi le maestre l’hanno buttata, hanno buttato la terra, hanno riempito il vaso d’acqua (perchè poi?) e l’acqua è evaporata col sole?”
l: “mhmh. no. pelò lo sai che abbiamo un fagiolo che fa i fioli di fagioli? pensa: fa plopio i fioli di fagioli, eh?
io: “aspetta, aspetta, non introdurre nuovi elementi… è piovuto o l’acqua nel vaso l’hanno messa le maestre?
l: “è piovuto. no, l’hanno messa le maestle. no, non lo so, non mi licoldo. mi fai il solletico mammina?
io: “ma in tutto questo, che gioco hai fatto che non ho capito?
l: “io? io ho giocato nella cucina nuova!”

ok, il racconto c’è. manca solo un attimo di logica e poi posso riuscire a scoprire i misteri della scuola materna.

saggezza vacante

Considerando che domani dovrei diventare un anno più saggia, stamattina:

  1. mi sono alzata e ho fatto tutto con mooolta calma, rallegrandomi di essere in anticipo. poi mio marito mi ha fatto notare che ho sbagliato a leggere l’orologio, e che erano le 8.20, non le 7.20 (anche perchè la sveglia era suonata alle 7.30…) e mi ho iniziato a correre. ovviamente avevo un appuntamento alle 8.30 in ufficio.
  2. sono arrivata così in riserva, ma così in riserva al benzinaio (sì, ovviamente dovevo anche far benzina) che per la prima volta in vita mia ho messo nel motorino 2 cifre di benzina. praticamente stavo andando a vapore.
  3. mi sono accorta di non essermi preparata il pranzo, quindi sono andata al bar (sì, dovevo anche far colazione…) e ho messo nel sacchettino la brioche della colazione per conservarla amorevolmente fino alle 13. in compenso così ho saltato la colazione (no, comprarne due e mangiarmene una a colazione e una a pranzo non mi è venuto in mente se non dopo che ero andata via).
  4. sono ripartita dal bar in motorino dimenticandomi di mettere il casco. per fortuna mio marito che era nei pressi mi ha rincorso e me l’ha fatto notare.

Al momento la saggezza latita…

Cronache vacanziere 1

Esperimento di quest’anno: weekend di vacanze al mare con famiglie di amici con figli.
Popolazione: noi (alias, la folle famiglia: il babbo, io, la paperella e la leprepazza), una famiglia con un figlio coetaneo della leprepazza (di qui in poi detto “il principe” vista l’innata passione per uccidere draghi), una famiglia con 3 figli di cui una coetanea della leprepazza (“la bionda“), “il medio” (8 anni) e “il grande” (11).
Meta: Pinarella di Cervia (the top!).

Giorno 1
Osservazioni sotto l’ombrellone.
Il babbo del “principe” (quindi “il re“), riemerso da una qualche performance draghesca in cui era stato miseramente abbattuto dal coraggioso figliuolo, osserva le mia figlie. La paperella è lattea, ricciola con sfumature di rosso nei capelli, piena di lentiggini  fino alle orecchie e ricoperta di crema e sta importunando “il grande” che tenta di leggere un giornalino. La leprepazza è un cioccolatino panciuto e biondo, con grande invidia di tutto il resto della famiglia, è stravaccata su un lettino e per rilassarsi stropiccia le orecchie al “medio“, che la lascia beatamente fare (non si capisce come, ma la leprepazza ottiene sempre quel che vuole).
Re, rivolgendosi a me: “Mi spieghi, esattamente, come hai fatto a fare una figlia irlandese e una normanno-calabrese?”
Lo sapessi…

Giorno 2
Entrando in acqua.
Il medio alla leprepazza (senza malizia): “ma lo sai che sei bella?”
La leprepazza si ferma, lo squadra, poi gli risponde con ovvietà… “CERTO!” ed entra in acqua.
Poveri noi, poveri noi…

Giorno 3
Sguazzando in mare.
Leprepazza, dirigendosi con decisione verso la Croazia, forte della sua ciambella galleggiante: “io vado di là!” e attacca e battere i piedini e a ridere, allontanandosi in fretta.
Babbo, raggiungendola a fatica, prova la strategia: “bello quileprepazza, pensa, non tocco neanche io!
L, dopo un attimo di riflessione: “io torno indietro!”
Senza il minimo imbarazzo…